Le nostre coscienze son assopite e capovolte, oltre a pretendere l’efficacia e l’efficienza dell’azione delle Istituzioni

In questi ultimi anni il tema della povertà ha prodotto un numero considerevole di analisi e valutazioni, spesso molto sofisticate, che hanno consentito di capire tanti aspetti importanti, ma talvolta troppo distanti dalla esperienza concreta di vita dei poveri e di coloro che si sono impoveriti.

È alla luce di questa voluta imparzialità da parte della società – politica, scuola, chiesa – che va letta la mancata attribuzione di un particolare risalto o spazio al tema della criminalità organizzata andriese/italiana e dei suoi intrecci con le questioni della povertà, della disoccupazione lavorativa e crisi economica.

Perché mentre le aree di marginalità estrema si allargano, giovani disoccupati e famiglie bisognose diventano manovalanza della criminalità organizzata. Ed è proprio questo allargamento di nuove presenze nella fascia più povera della città di Andria e delle città del nostro Bel Paese che complica la lettura del fenomeno criminale.

Questa situazione da qualche tempo ha introdotto nuovamente nelle relazioni del tessuto sociale elementi di cattiveria pericolosi, di odio nei confronti dell`altro, di oltraggio al bene comune, in un contesto privo di sistemi di mediazione tra i cittadini, esponendoli alla paura, all’insicurezza, alla precarietà.

Giornata della giustizia più che della legalità, organizzate in tante Città, tra cui anche la mia, ma noi cristiani siamo chiamati a vivere e a praticare quotidianamente la giustizia evangelica.

Vivere da cristiani è seducente, ma impegnativo spesso difficile: significa andare contro corrente. È stato sempre così oggi, forse, lo è di più. Le sfide alle quali il cristiano e la comunità deve rispondere sono molte. Si rinnova e ripete l’esperienza dei discepoli e delle prime comunità cristiane timore, un senso di inadeguatezza di fronte a ciò che è più grande di noi. Per questo, oggi più che mai, è essenziale e vitale respirare con il Vangelo. Come cristiani, dovremmo farci guidare dalla forza della Parola e dalla valenza della Parola.

Se lasciamo che Dio con la sua Parola, illumini gli ambiti e le azioni delle nostra vita i mutamenti non ci faranno più paura. Se lasciamo che il Vangelo e Gesù Cristo, il Maestro, ci guidi nella Verità e nella Giustizia saremo uomini e donne liberi, uomini e donne di buona volontà pronti a fare ed essere pace, capaci di conversione nella dimensione dell’incontro e della relazione. Uomini e donne pronti a fare giustizia per i tanti considerati esuberi della società. Uomini e donne capaci di fare resurrezione in un mondo dove alcuni danno morte.

La legalità, sebbene sia un valore astratto, diviene un valore concreto qualora porti a pretendere il rispetto delle regole e vivere la giustizia che è un valore concreto, ad esempio, che i politici amministrino con onestà e trasparenza la cosa pubblica, che i cittadini osservino le leggi, che i motociclisti indossino il casco, che il suolo pubblico non diventi oggetto di occupazioni selvagge e le periferie, depositi permanenti di rifiuti e che quanti hanno deciso e scelto di mettersi a servizio dell’altro si inginocchino davanti al prossimo facendosi ministro-minus.

Se vengono meno e crollano le regole di convivenza, del rispetto…ovvero se queste non sono praticate, la forza prevale sulla giustizia, la falsa libertà, libertinaggio, sul diritto, con il risultato che la libertà è messa a rischio fino a scomparire da ogni dove. La legalità, cioè la pratica delle leggi, costituisce una condizione indispensabile perché ci siano verità, libertà e giustizia.

Il non praticare la legalità porta inevitabilmente la crescita della piccola e grande criminalità, dei fenomeni mafiosi, della corruzione, dei tanti approfittatori che rivestono una funzione di autorità pubblica.

Sono allarmati e preoccupati i tanti fatti di cronaca: nella mia città, Andria, nell’arco di un mese due morti ammazzati nel mentre la gente, piccoli e grandi, cercava un po’ di refrigerio dal caldo afoso di alcuni giorni di quest’estate 2019.

Le nostre coscienze son assopite e capovolte, oltre a pretendere l’efficacia e l’efficienza dell’azione delle Istituzioni, spesso e volentieri assenti e addormentate nei boschi del bel piacere e apparire, serve il risveglio della propria coscienza, del senso del dovere, del bene-essere personale e dell’altro, altrimenti assisteremo inesorabilmente alla crescita costante dell’omertà, del disimpegno, della collusione, della prevaricazione. Crudelmente ci si potrebbe ritrovare in contesti e situazioni dove la corruzione si legittima ed è confortevole perché altrimenti non si potrebbe ottenere il favore, la raccomandazione, l’occhio chiuso.

Il cristiano e le tutte persone dall’animo onesto non possono solo accontentarsi di formulare degli ideali e riferirsi ai soli principi generali, devono entrare nel vissuto, nella storia quotidiana, nella carnalità umana e affrontare la complessità dell’esistenza, senza mai semplificarla, favorendo e incoraggiando le concretizzazioni dei valori evangelici, cristiani, umani, civili e della giustizia. Per questo è necessario che la comunità ecclesiale ritorni ad essere compagna di strada, di ogni uomo e donna, e con quanti cercano di realizzare il bello, il vero e il buono nella società, proprio sull’esempio di Gesù Cristo che “nella sua vita mortale egli passò beneficando e sanando tutti coloro che erano prigionieri del male. Ancor oggi come buon samaritano viene accanto ad ogni uomo piagato nel corpo e nello spirito e versa sulle sue ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza”. (Messale Romano, prefazio VIII).

 


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Geremia Acri
So che tutto ha un senso. Nulla succede per caso. Tutto è dono. L'umanità è meravigliosa ne sono profondamente innamorato. Ciò che mi spaventa e mi scandalizza, non è la debolezza umana, i suoi limiti o i suoi peccati, ma la disumanità. Quando l'essere umano diventa disumano non è capace di provare pietà, compassione, condivisione, solidarietà.... diventa indifferente e l'indifferenza è un mostro che annienta tutto e tutti. Sono solo un uomo preso tra gli uomini, un sacerdote. Cerco di vivere per ridare dignità e giustizia a me stesso e ai miei fratelli, non importa quale sia il colore della loro pelle, la loro fede, la loro cultura. Credo fortemente che non si dia pace senza giustizia, ma anche che non c'è verità se non nell'amore: ed è questa la mia speranza.