Un popolo adunato, un corpo mistico che si è riscoperto nella sua mission educativa, ma anche come comunità di vita, fede e preghiera. In festa. Perché “il sapere serve solo per darlo”.

Quando si parla di mondo della Scuola è facile cadere in stereotipi che ne mettano a nudo le fragilità e le sfide sempre più alte, spesso impossibili, che attendono chi ogni giorno si spende in questo campo nevralgico della società.

Si dice che la Scuola sia in crisi, e forse è vero, che i docenti non sempre siano adeguatamente motivati e formati, sarà in parte vero anche questo, che le risorse destinate alla Scuola siano troppo poche, e questo è fuori di dubbio.

Eppure, domenica 21 febbraio, nella Cattedrale di Andria non si è respirato nulla di tutto questo. Grazie alla sapiente conduzione di don Adriano Caricati, responsabile dell’Ufficio Scuola della diocesi, e di don Gianni Massaro, presidente della Commissione Speciale per la Sacra Spina, grazie ancora all’entusiastica dedizione e al lavoro puntuale di tutti i docenti di religione di Andria, Canosa e Minervino, un popolo intero, fatto di dirigenti scolastici, docenti, personale ATA e studenti di ogni ordine e grado di scuola sono prima convenuti in piazza Duomo e hanno poi gremito l’aula liturgica. Non meno di mille i partecipanti alla celebrazione eucaristica presieduta da sua Ecc.za Mons. Raffaele Calabro, una celebrazione impreziosita non solo da numerosi concelebranti, ma anche da un coro di oltre cento voci bianche magistralmente dirette da Claudia Capurso, Michele Liso, Gaetano Pistillo, Graziano Santovito, Emilia Vetrano.

Se proprio dovessimo indicare un frangente in cui più forte si è manifestata l’emozione dei partecipanti, la scelta cade sul momento finale, quando sono stati presentati un impegno e un dono. L’impegno: la dirigente emerita Angela Ribatti ha lanciato la proposta di creare nelle rispettive scuole un’unità didattica multidisciplinare sul Giubileo. Il dono: sono state distribuite mille schede e mille matite (ma non sono bastate per tutti i presenti…).

Sulle cartoline, era riportata una preghiera che l’assemblea tutta ha letto con una voce sola. La preghiera è di Aelredo di Rievaulx e dice:

“Signore Gesù,

io sono povero e anche tu lo sei;

sono debole e anche tu lo sei;

sono uomo e anche tu lo sei.

Ogni mia grandezza

viene dalla tua piccolezza;

ogni mia forza viene dalla tua debolezza;

ogni mia sapienza viene dalla tua follia!

Correrò verso di te Signore,

che guarisci gli infermi,

fortifichi i deboli,

e ridoni gioia

ai cuori immersi nella tristezza.

Io ti seguirò, Signore Gesù”.

Infine, sulle matite si leggeva una frase di don Milani: “Il sapere serve solo per darlo”. Una frase che è già un programma di vita per chi, la sua vita, ha deciso di spenderla nella Scuola.

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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba.Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...