
La colpa è di chi non se la prende
Svezia, Macedonia e, adesso, Bosnia. L’Italia era davvero superiore a queste tre nazionali? Chissà! Di certo le aspettative erano alte, altissime, e dodici anni senza Mondiali di Calcio sono, effettivamente, troppi, soprattutto per bambini che dalla maglia azzurra si stanno allontanando.
E, allora, consentiteci la battuta, invidiamo la Famiglia nel Bosco che, perlomeno, non avendo la tv, non ha potuto vedere questo scempio, o, magari, molti oggi sosterranno, con coerenza, che parteciperemo alla kermesse statunitense come ‘Paese Osservatore’.
Per cui, via con l’attribuzione e l’assunzione di colpa. Gattuso? I giocatori? La Federazione? Gravina? Dimissioni a parte, la responsabilità è di chi questa responsabilità la rifugge, scaricando sugli altri barili di cacca o petrolio, stretto fra il ponte siciliano o quel canale di Hormuz che ci fa urlare ‘Sono dazi amari!’.
Quindi, via con la presa di posizione fascista secondo cui i giovani italiani scarseggino davanti al proliferare di talenti fascisti, come se la globalizzazione non coinvolgesse anche lo sport, dimenticando che nelle altre discipline eccelliamo senza se e senza ma.
Al netto di ogni forma di populismo, che sia un conflitto o una partita mondiale, a noi interessa poco. Tanto domani ci sarà altro di cui parlare, tanto, alla fine, la colpa non è mai nostra…


























