Al “Curci” di Barletta

Sarebbe bello tornare a Forte dei Marmi, nel 1964. C’ho provato in un sabato di marzo, al Teatro Curci di Barletta. I miei amici ed io abbiamo assistito a ‘Sapore di Mare’, musical scritto da Enrico Vanzina e Fausto Brizzi, con la regia di Maurizio Colombi, con Fatima Trotta nel ruolo della protagonista Marina.

Tratto dall’omonimo film del 1983, la piéce teatrale diventa un jukebox di canzoni degli Anni Sessanta, Settanta e Ottanta, un plot in cui si intrecciano relazioni d’amore e d’amicizia di un gruppo di ragazzi le cui aspirazioni fanno da cornice alla villeggiatura nella splendida Versilia.

Dai fratelli milanesi Luca e Felicino, habitué del posto, al genovese Gianni, impegnato in una complicata situazione sentimentale con Selvaggia.

Ecco che da Napoli arrivano i fratelli Paolo e Marina: Paolo si innamora perdutamente di Susan, fidanzata straniera di Felicino, mentre Marina vive una breve storia estiva con Luca.

Un periodo indimenticabile, quello, eravamo nel boom di un’Italia che si rialzava speranzosa ed energica, un’Italia che viveva il sogno di libertà, lasciandosi alle spalle guerre che, purtroppo, più tardi, sarebbero tornate a far capolino tra melodie fatte di spari e rumori, proprio quei rumori che, dopo, avrebbero sostituito gli amori con un click, dalla socialità di un falò al fuoco di paglia di un social.

‘Sapore di Mare’ ha il gusto di una vita apparentemente lontana, una vita orfana di Gino Paoli e di tutta quella corrente artistica finita, ahinoi, sotto le bombe, del giudizio di massa.

ER, allora, vorremmo che quella nostalgica Felicità fosse davvero…senza fine!


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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