Da lunedì, 6 novembre fino a Natale, tutti i giorni, alle 14.00 e alle 20.30, su Telenorba, torna Mudù, con i suoi arcinoti protagonisti, Uccio De Santis in testa, e con una novità che a noi di Odysseo fa particolare piacere raccontare.

Si tratta, infatti, del debutto sul piccolo schermo di Agata Paradiso, giovane attrice andriese, già protagonista di “Nun. An italian horror story” e “Mouth of horror”, che le è valso il premio come migliore attrice al Luccica – Festival dell’Arte.

Agata, raccontaci, come sei arrivata a Mudù 8?

Lo ricordo ancora perfettamente: è stato ai primi di maggio. Incontrai Uccio per lasciargli un curriculum, ma senza farmi tante illusioni. Fu molto gentile, mi fece delle domande e la cosa finì lì. O almeno così pensai… Passarono due mesi esatti e il 6 luglio scorso, mentre ero al lavoro, mi arrivò un sms: “Sono Uccio De Santis, ho bisogno urgentemente di parlarti. Sei pronta a partire subito con noi per le riprese?” Lascio immaginare ai lettori la mia reazione…

E così sei partita. Dove avete girato?

La prima volta a Ferrandina. Poi a Monte Sant’Angelo, Martina Franca, Locorotondo, Francavilla Fontana…: insomma, abbiamo girato in alcuni tra i luoghi più incantevoli di Puglia e Basilicata.

Le tue emozioni?

All’inizio ero impacciatissima. Silenziosa, cosa strana per chi mi conosce, tanto che dopo i primi giorni qualcuno mi chiese: “Ma oltre a dire barzellette, parli?” Il fatto è che ero entrata in punta di piedi in gruppo di persone affiatatissime che si conoscono e lavorano insieme da quasi vent’anni. Devo dire, però, che mi hanno accolto con grande umanità. Dopo il primo imbarazzo, mi hanno fatto subito sentire parte del gruppo.

In effetti, il cast di Mudù è fatto di artisti ormai molto noti e affermati. C’è qualcuno di loro a cui ti sei ispirata e che ti piacerebbe imitare?

Vedo Antonella Genca e mi dico: mi piacerebbe essere come lei un giorno. Poi, è ovvio, il carisma di Uccio è inimitabile. Cosa farei per rubargliene un po’!

Finite le riprese, cosa ti sei portata a casa?

Il primo blocco di riprese, a Ferrandina, terminava alle 18.00, dopo tre giorni di assiduo lavoro. Nel pomeriggio del terzo giorno, fui assalita da tristezza: temevo dovesse finire lì, quando Uccio mi raggiunse e mi disse che sarei entrata definitivamente nel cast di Mudù. Ero al settimo cielo! A parte questo, l’esperienza più adrenalinica per me è stata vedere che la mia passione poteva davvero diventare professione. Dalle 8 del mattino, quando come, dice Uccio, iniziavano a “girare le ruote”, fino alle 20, se non alle 22, si lavorava duramente. Uccio è uno stacanovista. Dorme tre ore a notte ed era al lavoro due ore prima di noialtri. Insomma: un’esperienza che mi ha fatto crescere come donna e, spero, come attrice.

Dunque, ci sarà un futuro?

Lo desidero con tutto me stessa. L’ottava edizione di Mudù ora sarà in TV per un bel po’ e non è dato sapere se e quando ci sarà Mudù 9. Ma il teatro è la mia vita: e ho intenzione di vivere a lungo…

A proposito: ma tu non eri quella di “Mouth of horror?” Com’è che ti sei trovata a raccontare barzellette?

Me lo chiedo anch’io. Tra l’altro, fu la prima cosa che dissi a Uccio: “Guarda che io non so raccontare barzellette…

Vedere per credere: si parte domani, ore 14.00, su Telenorba. Roba da ridere a crepapelle.


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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...