The girl holds several matches in her hand on a blurred background, close-up

«La democrazia è il peggior sistema di governo, eccezion fatta per tutti gli altri»

(Winston Churchill)

Caro lettore, adorata lettrice,

ci sono segnali che non fanno rumore, ma che dovrebbero far tremare le coscienze. E uno di questi è arrivato, silenzioso ma potente, dalle urne dei recenti referendum.

Tutti – ma proprio tutti – si sono affrettati a dire che non è stato raggiunto il quorum. Come se fosse l’unica cosa che contasse. Come se la democrazia fosse solo una questione di percentuali e non anche di intenzioni, di gesti, di scelte. Eppure, c’è un dato che mi ostino a non voler ignorare: circa 14 milioni di italiani hanno votato lo stesso. Pur sapendo – o intuendo – che il quorum non ci sarebbe stato. Sono andati. Hanno fatto la fila. Hanno preso la matita. Hanno tracciato una croce. Hanno detto: “Io ci sono”.

E allora mi chiedo: possibile che questo segnale venga archiviato con una scrollata di spalle? Possibile che venga deriso, sminuito, trattato come un capriccio da idealisti? In una democrazia sana, quel gesto dovrebbe essere accolto con rispetto. Non con sberleffi.

Perché chi ha votato, lo ha fatto nonostante tutto. Nonostante l’indifferenza, la rassegnazione, la convinzione diffusa che “tanto non serve a niente”. E invece no. Qualcuno ha pensato che servisse. Che fosse giusto. Che fosse necessario. E io, a quel qualcuno, voglio dire grazie.

Come scriveva Hannah Arendt:  «La libertà è la facoltà di iniziare qualcosa di nuovo».

E chi ha votato, ha iniziato qualcosa. Anche se piccolo. Anche se invisibile. Anche se non conteggiato.

Ma c’è un altro pensiero che mi pesa sul cuore. Ed è questo: anche ammesso che a votare siano stati soprattutto cittadini di ispirazione progressista, anche lì, anche in quel campo che dovrebbe essere unito da ideali comuni, si è aperta una crepa. Il quinto quesito – quello sulla cittadinanza – ha diviso. Ha lasciato indietro. Ha mostrato che il tema del riconoscimento della cittadinanza a chi è nato o vive in Italia da anni non è più sentito come “di sinistra”. O forse non lo è mai stato davvero.

E questo, lasciamelo dire, è triste. Perché se non è la sinistra a farsi carico dei diritti, dell’inclusione, della giustizia sociale… allora chi? Se anche lì si tentenna, si cincischia, si calcolano i consensi invece di affermare i valori, allora forse abbiamo perso la bussola.

Mi viene in mente Albert Camus: «Ogni generazione, senza dubbio, si crede destinata a rifare il mondo. La mia sa però che non lo rifarà. Ma il suo compito è forse più grande: impedire che il mondo si disfi».

Ecco, impedire che il mondo si disfi. Anche con un voto che non raggiunge il quorum.

Caro lettore, adorata lettrice, come è noto, come ti ripeto sempre, io non ho risposte definitive. Ma ho domande. E ho il desiderio ostinato di non smettere di farmele. Perché credo ancora che la democrazia sia fatta anche di questo: di chi non si arrende al silenzio. Di chi continua a votare, anche quando gli dicono che è inutile. Di chi crede che ogni gesto, ogni scelta, ogni croce su una scheda, possa essere una scintilla.

La mia venerata Simone Weil: «L’attenzione è la forma più rara e più pura della generosità».

E votare, oggi, è anche questo: un atto di attenzione verso il bene comune.

E tu lo sai: non serve essere una torcia per fare luce. Basta essere un fiammifero, purché acceso.

Hai ancora hai dubbi? Ascolta Italo Calvino: «Prendere la parola è sempre un atto di coraggio».

Anche se non fa rumore. Anche se non fa quorum.


2 COMMENTI

  1. Agostino di Ippona parlava della Citta’ di Dio e della Citta’ del male che sono eternamente intrecciate. Diceva anche che prima viene il male e poi arriva il bene. Oggi non e’ diverso da ieri solo che tutto e’ in scala molto piu’ grande, richiede piu’ tempo e una radice piu’ profonda, un pensiero piu’ ampio e radicale. Esiste una minoranza sparsa che comunque opera ed e’ attenta: non raggiunge il quorum, ma conta. Bisogna stare attenti che non sia soffocata. Personalmente sono convinto che non puo’ essere soffocata da agenti esterni. In altri termini, bisogna continuare a resistere e dare voce a quella minoranza. Caro Paolo, Odysseo sta facendo questo. 😉

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