La pace non ama finzioni

Cosa condivide una bomba atomica con la democrazia? Si dice che contribuisca alla sua tutela e a garantire la pace… Pure oggi ci sono Paesi che non ce l’hanno, altri che magari non agognano d’averla, qualcuno non ha la forza scientifico-finanziaria per un novello progetto Manhattan, taluni invece che sono lì lì per averne una, ma che <<Non possono affatto detenerla>>, come l’Iran, perché sarebbe, udite udite, pericoloso! E su ciò non ho, ovviamente, dubbi…

Ma chi decide chi può averla, a parte la capacità intrinseca di partorirla? e chi decide che qualcuno “non può” per un qualsivoglia buon motivo? e come si giudica un motivo come “buono”? e in relazione a che?

Immagino un mondo in cui ogni nazione ne abbia una, così almeno << viva la democrazia>>, non ci siano né poveri, né ricchi e ognuno può far male, anzi malissimo all’altro, per quanto questi sia forte, così staremmo tutti democraticamente e pericolosamente sull’equilibrio sottile di una pace più o meno uguale per tutti (!?).

L’altro scenario è quello in cui tutti i popoli scelgano l’opzione zero atomiche e che si rinunci tutti all’arma nucleare, ma ciò non eviterebbe i conflitti, anzi in taluni casi potrebbe spingere chi è più dotato sotto il profilo di sofisticati armamenti convenzionali, ad esercitare la propria forza bruta senza il timore di una ritorsione drammatica; il fatto è che in un’umanità ancora tanto immatura, la deterrenza nucleare ha certo garantito una pseudo-pace nel mondo; “pseudo” perché, gira e rigira, le guerre abbiamo continuato a farle col sangue dei più poveri e dei più deboli, magari rifocillando i nostri portafogli vendendo loro armi d’ogni tipo… Certo, non abbiamo usato l’atomica: ma perché noi siamo civili, la nostra etica ce lo impedisce! E noi non garantiamo per l’etica di qualcun altro…

Una falena, la pacifica ed innocua Sesia bembeciformis, sembra davvero un minaccioso imenottero, tenendo così lontani i predatori che volessero aggredirla; si dice cioè che somiglia ad una specie aposematica, quella appunto come la vespa che, con le sue striature giallo/nere, scoraggia i più intraprendenti…Questo terzo scenario apre degli orizzonti ingenuamente provocatori: << Tu credi che io abbia l’atomica, io credo che tu ce l’abbia>> … miliardi e miliardi di euro risparmiati con effetti sorprendenti!  Un risibile paradosso kafkiano? Non lo so, ma io un tentativo lo farei: dopotutto un’atomica non si nega a nessuno!

Ma senza andare a scomodare queste bellissime farfalle, ciò che sogno veramente è un’opzione zero armi in assoluto, perché la pace non ama le finzioni, ma la verità; e questa sofferta e auspicata universalità, una volta che fossimo capaci di raggiungerla e consolidarla sostenibilmente, ci farebbe apparire la nostra odierna e imperfetta democrazia come il ricordo di un passato doloroso ma necessario.

La mia speranza, per ora, mi accontento che voli sulle ali di una delicata falena: meglio che l’affidi a lei, ché la natura non tradisce mai!

di Gabriele Perrucci,

Gispes*