L’obiettivo di chi scrive non è fare polemica, ma offrire una nuova chiave di lettura, perché questo fenomeno non deve essere visto come negativo e irreversibile. D’altronde anche Dante,  che condanna Ulisse,  in realtà per contrappasso, ne esalta le virtù.

La crescita individuale di una esperienza all’estero è indiscussa e anche quella economica. I giovani che rimangono senza lavoro non solo sono un peso per le loro famiglie,  ma anche per la società.  Sussidi, casse integrazioni e simili sono fondi a cui anche uno studente che si è  appena laureato deve attingere, in maniera diretta o indiretta e che invece non tocca se riesce a trovare possibilità all’estero per auto-sostenersi con un lavoro.

Una seconda chiave di lettura è puramente manageriale. In tempi di crisi le aziende investono denaro nella ricerca e sviluppo. Non si corrono rischi nell’accrescere il proprio know-how, al massimo si affrontano costi. Il margine di guadagno (Return On Investment – ROI) che offre una innovazione è molto più alto dei costi che comporta l´investimento ad esso relativo (non c´è da sorprendersi se il settore farmaceutico è uno dei piùredditizi del mercato globale). I costi che la “fuga all’estero” comporta per un singolo individuo, giovane e senza famiglia, sono sicuramente un investimento irrisorio per un potenziale ROI di cui l´intero Paese può beneficiare. Con l´ulteriore vantaggio che i costi li sostiene il ragazzo, e non la sua famiglia.

Elevato ritorno è nel mondo della finanza sinonimo di elevato rischio. Il Paese beneficia di un ROI elevatissimo per ogni giovane che ritorna, avendo corso un rischio pari a zero! Markowiz, padre della Portfolio Selection Theory, ossia colui che è ha creato un modello per calcolare e controllare il rischio degli investimenti finanziari, tornerebbe a ricredere nell´esistenza del paese dei balocchi.

La certezza di un ritorno non c´è e di sicuro la buona cucina e il sole non sono le uniche leve su cui il Paese può contare per rendere il ritorno un´appetibile scelta di vita.

Dal globale al locale, è l’ideale di questo giornale, portare le idee e le esperienze di tutto il mondo in una realtà quotidiana. Le idee sono leggere e viaggiano alla velocità di un click. I loro effetti dirompenti lo dimostrano i moti di rivoluzione e indipendenza avuti di recente nel nord Africa.

Rivisitando Edison un’idea è solo l´1%  di un grande successo. Dopo una rivoluzione bisogna costruire, è li che si concentra il 99% del lavoro.

L´intento di questo giornale può essere d´esempio. Gente adulta che prova a creare una rete per ricollegare i giovani alle proprie origini. E´ quello che si dovrebbe fare in larga scala, le generazioni adulte devono ricreare le condizioni per agevolare il ritorno. La velocità con cui avvengono i cambiamenti spaventa le vecchie generazioni che si sono chiuse a riccio nelle proprie posizioni e non lasciano spazio per i giovani. A loro il compito di riuscire a spezzare quelle spine. Senza quelle i giovani possono tornare col loro bagaglio di esperienze e innescare quel circolo virtuoso di innovazione e sviluppo che può riportare il nostro Paese agli splendori che merita.

C´è da fare uno sforzo di astrazione, ma neanche tanto difficile, per capire che il mercato del lavoro e dei prodotti non è più tra le Alpi e il mare, ma riguarda tutta l´Europa in primis e sarà sempre più in espansione. Le scorse generazioni migravano al Nord per imparare a lavorare nelle aziende, quella era innovazione. I fenomeni sociali sono esattamente gli stessi, solo più rapidi e in larga scala. Le generazioni odierne migrano verso l´Europa per continuare a formarsi, per conoscere un mercato sconosciuto alle piccole-medie imprese italiane. Puntare i piedi e dire che le aziende non ce la fanno è facile. I limiti strutturali della nostra società sono evidenti. Il margine di miglioramento enorme. Dall´Europa si può e deve imparare. Chi vuole imparare può intraprendere un viaggio all´estero, o può aprire la porta a chi all´estero c´è già stato, ci ha vissuto ad ha assorbito anche senza accorgersene un modo di pensare e vedere diverso. Biologicamente si chiama inprinting, un fenomeno indiretto di adattamento all´ambiente in cui si vive. Le aziende lo chiamano know-how. I viaggiatori, esperienza.

Questo giornale parte da un´idea delle generazioni adulte, che danno un segnale e punta a riunire i giovani Ulisse che si trovano in giro per il mondo. Un pioniere, questo Odisseo, maturo dopo il suo peregrinare, che vuole innescare un processo nuovo. Dal mondo, al locale e di nuovo al mondo.

In fondo, anche Ulisse ha intrapreso un viaggio per poi tornare alla propria Itaca.

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