Leggevo qualche giorno fa un articolo riguardante la mia città. Sostiene che il numero di casi di cancro nel nostro comune è in aumento. Imputa alla discarica la colpa del sinistro…e niente più.

Le mie emozioni leggendo questo articolo sono state nell´ordine: allarmismo nel leggere il titolo e l´occhiello, nervosismo nel leggere l´articolo senza trovare informazioni su fonti autorevoli, numeri o fatti certificati. Infinito senso di amarezza nel constatare che avevo perso i 15 minuti della mia pausa a leggere una notizia paragonabile ad un fumogeno.

La stampa è uno strumento di informazione molto potente. Lo denunciava giá nel 1941 Orson Welles regista del film Citizen Kane, passato alla storia con noto nome di “Quarto Potere”.

La stampa è di fatto, per la sua diffusione, uno strumento capace di influenzare fortemente l´opinione pubblica.

Il conflitto in Palestina è oggi sulla bocca di tutti perché i giornali hanno iniziato a parlarne in maniera continua, perché si sa, una bomba che uccide bambini fa sensazione. È cosí che si vendono copie! Di certo, però, la questione palestinese si protrae da tempi ben più lunghi, solo la recente escalation degli eventi ha riportato la tematica in auge.

È un potere di cui molti giornalisti fanno grande abuso per raggiungere gli apici della carriera, non consci della responsabilità che hanno. Il buon senso e l´arte di far bene il proprio mestiere non sono scontati. A volte sono doti innate, talenti nascosti o capacità sviluppate dopo anni di esperienza. Basta pensare alla propria classe di liceo o scuole medie. C´è sempre l´amico sgobbone che impara tutto a memoria, il genio che senza aver letto capisce all´istante tutto e quello che io..speriamo che me la cavo! Così nel mondo dei mestieri. Così nel giornalismo.

Un lettore cosciente dovrebbe partire sempre da questo primo concetto quando legge un articolo. La verità è una scienza non assoluta, ma relativa. Il giornalista trasmette le informazioni attraverso il proprio filtro.

Un articolo scientifico è cosa ben diversa. È più lungo, menziona le sue fonti e da la possibilità di verificare le ipotesi da cui parte il giornalista e, quindi, anche la sua tesi finale.

Ancora più pericolose sono le notizie dei telegiornali. In 5 minuti sono state in grado di annunciare catastrofi e farti passare la fame. Lo spread tra Italia e Germania, la borsa che sale e scende e il PIL che non cresce. Uno pensa che i propri risparmi investiti in un fondo siano ormai fumo. Alla fine del pranzo tornerà a lavoro pensando che non avrebbe mai dovuto credere all´amico banchiere e che lo chiamerà nel pomeriggio per dirgliene quattro.

Senza sapere magari che lo spread è solo uno strumento fittizio della finanza che non ha poi una grossa influenza sulla vita finanziaria del piccolo risparmiatore, che un fondo non segue propriamente le regole dei mercati azionari… ma poi, cosa è lo spread?

Al telegiornale vengo spesso forniti grafici e tabelle. Una immagine dice più di tante parole. Basta vedere la colonna più alta dell´istogramma per capire l´informazione trasmessa. Niente di più falso. Il valore dell´informazione sta nella sua fonte. Se ho un problema con la macchina, é il consiglio dell´amico meccanico che ascolto, piuttosto che l´amico panettiere.

Per essere più tecnici, bisogna in primis definire un campione di analisi dell´informazione. L´informazione e la ricerca devono essere coerenti con il contesto che stiamo descrivendo.

In sequenza, un fattore da valutare è la dimensione del campione.

Se il giornalista sensazionalista ha dedotto un aumento di casi di cancro considerando che purtroppo nell´ultimo mese sono deceduti 2 bambini nell´ospedale nella città, non me ne vorrete se, in mancanza di dati precisi, preferisco più credere ad uno sfortunato, per quanto tragico, fattore di casualità piuttosto che un sistematico e crescente aumento di malati.

In statistica sono chiamati outsider, sono quei dati che vengono rilevati una volta o poche volte e che vengono ritenuti non validi ai fini della ricerca perché frutto di errori o di possibili casi particolari non oggetto dello studio.

Attenzione, questo non significa che non siano veri. Semplicemente non se ne può osservare un trend. Abbiamo rilevato una particolarità, ma non un fatto che avviene sistematicamente.

Se poi da lettore non so quanti bambini muoiono di cancro normalmente, non posso capire granché da questa notizia. può darsi che ogni mese muoiano nella mia città 10 bambini di cancro (se vivo in una città vicino Cernobyl, il caso potrebbe anche non essere inverosimile), la notizia potrebbe addirittura non essere negativa, ma positiva e si potrebbe dedurre una riduzione dei casi.

Se invece da 4 anni non ci sono stati casi di morte per cancro per bambini e solo in questo mese due, per quanto possa essere stato osservato un aumento, è un evento che in 4 anni non ha mai avuto un trend. Come introdotto in precedenza, si tratta di un outsider.

Se poi per questo evento si adduce come causa il malfunzionamento della discarica nei pressi della città, perché non aggiungerne i dati relativi alla casistica? I guasti tecnici devono per legge essere documentati e quindi sono dati che si hanno a disposizione.

Ma se metà dell´articolo è occupato dalla foto di un bambino su un letto di ospedale e come causa del fenomeno si adduce un malfunzionamento (deducibile tra l´altro solo dal cattivo odore della discarica che nei giorni di vento può raggiungere le città situate a qualche km di distanza), mi vien facile da pensare che si voglia far leva sulla sensibilità del lettore nel vedere certe immagini e sul vissuto quotidiano della gente che ovviamente non sarebbe felice del cattivo odore.

Un articolo di giornale non può certo soddisfare i requisiti di attendibilità di un paper scientifico. Deve la sua diffusione al suo modo chiaro e semplice, a mo’ di pillola, di dare le informazioni. Non per questo un bravo giornalista non può trovare modo di inserire dei dati che attestino la veridicità del suo articolo. Sul come e quali sta alla sua abilità. In un articolo con ipotesi causale (malfunzionamento discarica ergo aumento malati), è altresì necessario!

La completa assenza dei dati nell´articolo è da intendere, invece, come inesistenza dei dati.

La ricerca di informazioni è una fase lunga, che richiede tempo, denaro e fatica. Qualsiasi persona che si appresti a scrivere un articolo, vorrebbe inserire quel materiale frutto di tanti sacrifici e troverebbe il modo di inserirli.

L´uomo, per natura, non è infallibile. Per fortuna l´informazione non è un canale monodirezionale. Il fruitore di informazione, sia un lettore di un articolo o l´ascoltatore di radio e telegiornale, ha la stessa responsabilità di un giornalista nell´interpretare le informazioni e fruirne.

Soprattutto ha la possibilità di essere critico nei confronti dell´informazione. Di verificarne la qualità e, come per un qualsiasi bene di consumo, se insoddisfatto, cambiarlo con altre testate giornalistiche o siti di informazione più accreditati. Nell´era tecnologica non ci si può più concedere il lusso di dire non lo sapevo. Le informazioni sono oggi più che mai alla portata di tutti. Con la stessa rapidità con cui si va su Facebook e si legge l´ennesima informazione burla dell´amico, si può accedere ad un sito di finanza per capire cos´è lo spread. E c´è differenza se questo è un sito universitario dove un professore parla di spread piuttosto che il link che abbiamo trovato ancora un volta su Facebook, dove è l´amico che ti spiega cos´è lo spread!

Ultimamente Facebook sta diventando un sito di scambio di informazione e su questo nulla in contrario. Si puó condividere tutto, dall´ice-cube alle recenti scoperte in fatto di malattie.

Se parliamo di ice-cube, lasciate che sia una persona qualunque a parlarne. Ma se parliamo di malattie, che si guardi in primis la fonte. Quanto questa fonte possa definirsi attendibile non spetta a me dirlo. Mi rimetto alla coscienza dei buoni lettori nel constatarlo!

Ancora mi tornano i versi di Dante del mio primo articolo: “..per inseguire virtute e canoscenza”. Inseguire è un verbo attivo che suppone che il soggetto compie l´azione. Se fosse stato differente, Dante avrebbe scritto “..per essere inseguiti da virtute e canoscenza”.

Intelligenti pauca!

Nicola Pistillo


[ Foto: fotogramma tratto dal film “Citizen Kane” di Orson Welles  ]

 

 

CONDIVIDI
Articolo precedenteIl Partito dei Puri. Analisi di una sconfitta (per chi si fosse dimenticato di farla)
Articolo successivoCaro Vasco
Nicola Pistillo
Nicola Pistillo, 29 anni, all´estero da 3 anni e con alle spalle esperienze come l´erasmus. Guardo all´Italia con nostalgia con un giorno la voglia di tornare. Ingegnere meccanico e prossimo al conseguimento di un MBA, questo il mio background culturale, il filtro attraverso cui vedo le cose. L´estero é una palestra di vita, insegna, mostra cosa si può migliorare anche nel proprio Paese e cosa invece ci rende davvero Italiani. Testardo quanto basta, curioso, ordinato nel mio disordine. Innamorato del caffé, dello sport e della Nazionale, che spero ci faccia sognare!

LASCIA UNA RISPOSTA