
in riflessioni sperdute
Quant’è acuto il grido del silenzio?
Chi scende dall’altare del comando
per un sacrificio più vero?
Ci saranno le rondini a raccogliere i versi
dell’umano imbarbarito al dolore inutile
di fronte a labirinti di solitudine ch’esse non conoscono?
Chi romperà il vetro delle colpe
per donare un cesto grande
di frutti ancora da gustare
e una goccia preziosa di splendore?
Nell’era della favola distorta:
siamo o non siamo giunti
nella barca corazzata
che si difende dal turbamento dei capricci dell’anima
e chi detterà le regole
a cuori naufragati in sé stessi e sciolti
di fronte al sole e al vento dei giorni ricontati?
Questo siamo:
una battigia di polvere e sogni
rinchiusa in un corpo fremente di respirare il tutto
a pieni polmoni
e sangue scambiato
prima di piangerne il lutto.


























