Avremo il vivo desiderio di attraversarla?

Non è la fede grande, ma l’amore di Dio che rende la vita straordinaria.

È grande e duratura la gioia di chi è intimamente toccato dalla Grazia, fino a giurare fedeltà e lealtà al più grande re del mondo, il Re dei re.

Come il suo Signore, egli capisce chi sbaglia e ama l’altro, non per ciò che è stato, ma per ciò che è, intravedendo la grandezza di ciò che può diventare.

Non importa chi si è stati, ma dove si sta andando, non importa essere stati vagabondi, ma diventare pellegrini. Non tutti gli uomini sono interiormente nobili; molti sono fedeli solo a chi dà loro da mangiare, legati all’interesse.

La nuova vita, la nuova missione segna con un cuore innamorato il proprio destino. Unico rimpianto, per chi incontra Dio, è non aver lasciato prima la vita di peccato.

Come un cavaliere, il santo giura di servire il suo Signore analizzando la sua vita. Poi promette fedeltà, abbandonandosi totalmente, alla Madonna ed al Signore Gesù, come il più fedele cavaliere fa con la sua regina e il suo re. È così che il santo riceve una nuova investitura, indossa la sua splendida armatura, emergendo dall’oscurità, per divenire un cavaliere spirituale con gli angeli del cielo. Pronto ad andare a piedi nudi, vivendo senza niente, elemosinando il sostentamento, mendicando di giorno per dare cibo a pazienti indifesi ed a poveri abbandonati, il santo vive la povertà e il digiuno, l’elemosina e le buone azioni, fino ad attirare tanti a rendersi disponibili al bene.

La santità attrae, affascina, colpisce. Di giorno sì è pronti a dare pane ai bisognosi, di notte a stare con i pazienti all’ospedale o con vari sofferenti. Nonostante i lavori stancanti, si va sempre avanti. Di notte, i santi, ritirati nella preghiera, meditazione, imparano, come un bambino dal proprio papà, a camminare nei sentieri dello Spirito. La testimonianza spinge all’imitazione, ascoltando di più e parlando di meno. Il pensare a nuovi pensieri, pensieri giusti, ponendosi dinanzi al mistero della morte, fa sì che il santo comprenda sé stesso ed il mondo. Nella vita si cerca di soddisfare richieste che occupano il cuore, mentre si ruba la stessa vita. Dio ci ha creato per essere amati da lui ed amarlo a nostra volta. Tutto – ricchezza, conoscenza e talento – è stato creato per poterci avvicinare a Dio ed ogni azione perché possa essere compiuta per la sua gloria.

È la preghiera che fa conoscere i moti dell’anima. È troppo facile stare accanto a qualcuno fin quando le cose vanno bene; il santo invece come Cristo è abbandonato, ma non abbandona. Attingere alla Sacra Scrittura ed alla ispirazione divina è il suo alimento quotidiano. Accudire gli ammalati e servirli con gentilezza, dona senso al suo vivere. Trascorrere ore in ginocchio in preghiera, rinunciando al sonno, è segno dell’appartenenza a Dio. Tanti santi sono testardi, ma infinitamente umili.

Anche la conoscenza può santificare, poiché raramente senza istruzione si può giungere alla vera luce. Devozione, Parola di Dio, come una nuova spada per un guerriero e determinatezza, con una disciplina spirituale indicano l’uomo di Dio. L’uomo, creato per rendere gloria a Dio, riceve la consolazione quando tutto ciò che sperimenta crea gioia e pace.  La desolazione, al contrario, è il moto che giunge dal nemico. Con il tempo, come dice Sant’Ignazio di Loyola, si impara a tacere, ad ascoltare e ad obbedire.

A volte ciò che serve per salvare una vita è vedere ciò che vi è di prezioso. Lo sguardo vero e luminoso salva e redime. Tale sguardo è santo; Dio guida la mente dei santi, li lascia nella desolazione della tentazione, ma senza abbandonarli, donando le armi della vittoria.
Dio è un chirurgo migliore degli uomini, tagliando nello spirito il tumore demoniaco. Egli è l’oculista che dona agli occhi uno sguardo evangelico. Il santo è come un condannato liberato da una sentenza di morte, cui la vita appare diversa.

Guardare al mondo con occhi nuovi, vedendo che tutto è stato creato per amore nostro, per sostenerci e darci forza, nelle prove e nelle lacrime, che tutto accade per portarci a Dio: questa è santità. Il santo è colui che tocca interiormente il fatto di essere amato per primo.

Azione e pensiero, passione e umiltà, nell’equilibrio, rendono gloria a Dio. I santi non sono convenzionali, ma insoliti, come lo è stato Gesù. Oggi il vero anticonformismo, forse come non mai nella storia, è proprio la santità.

Santità è vivere spiritualmente il morire e il nascere in chiave redentiva. Un detto dice che la porta più sicura è quella che si lascia aperta. La santità è una porta aperta per tutti. Avremo il vivo desiderio di attraversarla?

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