Il percorso di Gaetano Caricato

Come nel mondo antico  e poi in quello greco, quando le prime ma decisive conoscenze dopo innumerevoli discussioni assunsero la forma razionale dell’episteme con la nascita della matematica che avuto il merito come dirà il matematico e filosofo della scienza Federigo Enriques (1871-1946) di liberare l’uomo dalla ‘schiavitù dei dati bruti’ o ‘empirismo dei dati’, così oggi ci troviamo di fronte ad una marea di dati  provenienti dalle punte più avanzate  del pensiero scientifico che hanno bisogno di un complesso lavorio critico per essere ben metabolizzate; e senza dimenticare che questo è dovuto  a sofisticate tecnologie che a loro volta,  per le conseguenziali applicazioni e al di là delle stesse,   devono essere orientate a conoscere sempre di più in profondità quello che continua ed essere il mistero del cosmo e con esso della vita.  Ma tali dati per essere ben compresi, come diceva lo scienziato-teologo Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955), hanno bisogno di un’ottica di insieme non facile da elaborare data le loro poste in gioco non solo teoriche, ma anche esistenziali per poter avere un più giusto significato  per l’uomo di oggi; l’umanità, come ci ricorda l’enciclica Laudato si’, si trova a gestire per la prima volta le sorti del mondo che dipenderanno sempre di più dalle sue scelte nella misura in cui riuscirà a ‘coniugare il verbo potere col verbo dovere’, cosa non fatta nella modernità presa dalla morsa del solo verbo’ potere’ , come ci ricorda Michel Serres (1930-2019).

Ci viene in aiuto in tal senso un recente lavoro dello scienziato-poeta  Gaetano Caricato, La creatura umana e la sua anima nel processo evolutivo del cosmo alla luce delle attuali conoscenze scientifiche (Verona, Il Segno dei Gabrielli editori 2019, con prefazione di Giuseppe De  Cecco); tale lavoro, tra l’altro con la prefazione di un suo ex-allievo e fatto non comune, ha alle spalle una vita di insegnamento di Meccanica razionale presso ‘La Sapienza’ di Roma e di approfondite ricerche sulla struttura matematica dell’elasticità nella teoria einsteiniana della gravitazione, oltre alla cura di alcune voci come ‘Relatività ristretta’ nel Dizionario Enciclopedico Italiano, ‘Tensore e Calcolo tensoriale’, ‘Relatività generale’ e ‘Teorie relativistiche unitarie’ per il Lessico Universale Italiano dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Caricato ci offre un non comune percorso teso a comprendere su come l’umanità ha cercato  di ‘interpretare la Natura’  e poi grazie ai maestri Greci, di porre ‘su basi razionali’  il perché dell’esistenza della ‘creatura umana e dell’Universo, nel quale essa è inserita’, problematica vissuta intensamente grazie al suo essere un uomo di fede; ma tale impresa, come si afferma nell’introduzione, trova la sua prima ragion d’essere  nel tentativo di capire  il senso della sofferenza umana individuale e collettiva, ‘santa inquietudine per il male universale’, come la chiama molto significativamente De Cecco, esigenza presente nelle opere poetiche e nel volume che raccoglie la sua esperienza di partigiano (Il diario del giovane Federico, 2015).

Ci troviamo, quindi, di fronte ad un uomo che ha attraversato da giovane le drammatiche vicende della Resistenza e  che poi ha trovato un significativo sbocco nelle ricerche scientifiche non viste scisse dai bisogni della vita, ma inserite all’interno di percorso unitario dove il senso veritativo della sua scienza, con le domande sempre più cruciali che metteva sul tappeto, lo ha portato ad affrontare con lo stesso rigore il senso ed il mistero dell’esistenza umana; questo non comune interesse, scientifico e religioso insieme visto operante in molti scienziati come in Albert Einstein diventato vera e propria fonte di Siloe del suo percorso, gli ha permesso di interrogare le stesse verità della fede, e di vedere sotto altra luce il suo essere credente col dare all’idea di ‘creatura’ diversi significati anche nel confronto critico con le teorie relativistiche considerate nel loro complesso una ‘teoria dell’assoluto’, come teoria che cerca leggi fisiche invarianti per qualsiasi sistema di riferimento da estendere a tutta ‘la materia del Cosmo’.

Caricato discute da un lato le scoperte più recenti che stanno confermando a più livelli la complessità del cosmo e la sua evoluzione e  dall’altro si dimostra molto vicino ad alcune  posizioni teologiche che arrivano a parlare del ‘cosmo come rivelazione’ insieme con la necessità di ‘una nuova storia sacra per l’umanità’; sulla scia delle indicazioni forniteci da Einstein che invitava a trovare principi unificatori,  mette in evidenza a più riprese il fatto che ci sia una stretta relazione tra tutti i fenomeni con  delle leggi di fondo a base sia della vita terrena che di quella ultraterrena, vista come un insieme di informazioni. Non a caso si arriva a parlare di ‘campo gravitazionale cosmico’ che funge da polo attrattivo tra tutta la materia e tutta l’energia che in tal mondo vanno a formare la trama dell’intero cosmo; e tutto ciò viene ritenuto fondamentale per la vita e per il nostro stesso organismo nell’essere un continuo alimento del ‘nostro istinto di conservazione, in virtù del quale, con la mente e la coscienza ci affanniamo a costruire la nostra quotidianità e a programmare il nostro futuro’. I vari capitoli si concentrano nel sottolineare la razionalità del ‘processo evolutivo cosmico’ dal Big Bang, ‘processo del quale siamo partecipi’ che ha portato all’homo sapiens proiettato in tal modo verso un ‘ignoto futuro’; molto articolato si rivela il capitolo sulla ‘complessità  degli esseri umani’ caratterizzati dall’’ansia della ricerca della Verità’, pur nel prendere atto della loro fragilità, e dalla capacità di voler penetrare dentro i misteri del Cosmo dove prende sempre più piede  ‘consistenza l’idea che il genere umano deve avere un fine che partecipa al fine assegnato all’intero Cosmo’.

Caricato non cade in un facile ed ingenuo concordismo tra le verità della scienza e quella della fede, posizione del resto già definita vera e propria insidia epistemologica da Giovanni Paolo II nei suoi scritti sulla scienza in quanto a volte per legittimare la propria fede si tende a trovare  delle conferme nei risultati scientifici, e questo lo può fare da un lato perché interroga in profondità i risultati scientifici che si stanno verificando in questi ultimi tempi in diversi campi dall’astrofisica alla biologia  e dall’altro aiutato in questo dalle non comuni riflessioni di Albert Einstein che insisteva, come in Italia quasi negli stessi anni Federigo Enriques, sulle analogie tra scienza e dimensione religiosa che senza sovrapporsi possono aiutarsi reciprocamente a superare i rispettivi unilateralismi arricchendosi insieme coi contributi veritativi di cui ciascuna è depositaria. Non va dimenticato a tal proposito che Galileo, grazie alla sua non comune ‘filosofica militia’ sui contenuti di verità della nuova meccanica e ben compresi nel senso di Teilhard, riuscì a dare  un diverso significato alle verità di fede liberandole da quella che Giovanni Paolo II ha chiamato ‘dittatura del letteralismo biblico’, col dirci una volta per sempre che due eventi di verità non possono mai entrare in conflitto tra di loro, ma entrano in conflitto le false e riduttive interpretazioni di entrambi.

Ecco perché Gaetano Caricato, come ogni scienziato e scienziato credente  nutrito sul terreno epistemico-esistenziale dall’apporto delle esperienze di fede coniugate con quelle scientifiche, arriva a porsi una domanda legittima e ce la propone a tutti sia credenti o meno, non certo per trovare una facile soluzione di natura concordista, come un problema provvisto di una certa razionalità anche se irrisolvibile: se il Cosmo  si regge su leggi complesse ed armoniche  che trovano nella ‘Matematica e nella Musica due linguaggi universali’ costruiti dall’uomo nel vedervi forme di ‘Bellezza e di Amore’, come quasi con le stesse parole diceva pure Simone Weil,  si può pensare a qualche forma di esistenza che superi i confini umani  e che  può permettere ad ogni essere umano una ‘ulteriore fase della sua esistenza’ con una ‘nuova vita’, dove ogni ‘creatura’ è una “quantità di entropia che aumenta fino all’istante in cui cessa di vivere, generando un nucleo di informazioni, unico e irripetibile, nella sua memoria, l’intera storia della sua vita terrena”, come in alcuni studi scientifici viene avanzato. Per Caricato, scienziato credente,  questa può essere chiamata ‘l’anima della creatura’ che la ‘Sapienza dell’Autore del Cosmo’ ha immesso per permettere all’uomo o ‘creatura’ di partecipare del ‘suo Amore’.

Questo scritto di Gaetano Caricato si segnala da una parte per la franchezza  con cui si ammette la propria fede e sul percorso che l’ha condotto a porsi il problema della sofferenza nel mondo, e dall’altra a trovare nei risultati scientifici un contributo non secondario per affrontarlo all’interno del processo evolutivo del cosmo senza sovrapporli e subordinarli acriticamente al suo essere credente; e anche se la  passione di uomo di fede a volte sembra andare oltre i confini della ragione, il suo percorso ci dà una luce in più nel capire le dinamiche del mistero del cosmo e con esso del nostro ‘posto nella natura’ come ha cercato di chiarire in tutta la sua vita di scienziato e teologo Pierre Teilhard de Chardin. Nello stesso tempo, nel leggere questo volume,  ci fa venire in mente il logico matematico Gottlob Frege a sua volta impegnato nel chiarire il ‘perché tutti cercano la verità’ e con modalità diverse e soprattutto col dare ad ogni percorso uguale dignità  epistemica: il giudice qual è la verità, lo scienziato dov’è la verità, il filosofo cosa è la verità, il logico come trasportare la verità da un contesto all’altro. Gaetano Caricato sulla scia degli insegnamenti degli ultimi pontefici ci indica la strada su come inserire in un discorso razionale e con l’aiuto di alcuni risultati scientifici l’idea di porre la domanda ‘da dove e verso dove va la verità’, problematica tipica delle discipline teologiche ma che può anche interessare il non credente se ha a cuore le sorti del vero là dove esso si esplichi.


FontePhoto by Greg Rakozy on Unsplash
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Mario Castellana, già docente di Filosofia della scienza presso l’Università del Salento e di Introduzione generale alla filosofia presso la Facoltà Teologica Pugliese di Bari, è da anni impegnato nel valorizzare la dimensione culturale del pensiero scientifico attraverso l’analisi di alcune figure della filosofia della scienza francese ed italiana del ‘900. Oltre ad essere autore di diverse monografie e di diversi saggi su tali figure, ha allargato i suoi interessi ai rapporti fra scienza e fede, scienza ed etica, scienza e democrazia, al ruolo di alcune figure femminili nel pensiero contemporaneo come Simone Weil e Hélène Metzger. Collaboratore della storica rivista francese "Revue de synthèse", è attualmente direttore scientifico di "Idee", rivista di filosofia e scienze dell’uomo nonché direttore della Collana Internazionale "Pensée des sciences", Pensa Multimedia, Lecce; come nello spirito di "Odysseo" è un umile navigatore nelle acque sempre più insicure della conoscenza.