
Tre Campanili, tre missili, tre razzi che indicano il giusto tempo, la forza propulsiva che dalla difensiva passa all’offensiva di una Città, Andria, che intende finalmente integrare e accogliere le menti più creative. Per questo nasce “Collaudo”, il crash test sperimentale che attribuisce valore artistico alla realtà federiciana. A parlarcene sono Andrea Santamaria Ferraro e Luciano Zingaro, co-fondatori del progetto.
Ciao, Andrea. Perché “Collaudo” è considerato uno spazio di sperimentazione artistica?
Il motivo per il quale collaudo è considerato uno spazio di sperimentazione artistica deriva dalla volontà di noi fondatori di non voler arrendersi alla monotonia e alla ripetitività, al voler creare sempre qualcosa di nuovo, di strano, stravagante, provocatorio. Questa è la motivazione emotiva che si coniugava perfettamente nel nome che abbiamo voluto dare al nostro progetto, anzi, più che un nome è una vera e propria sfida! Facciamo perciò un passo indietro. Per ottenere delle prove e stabilire la veridicità e l’efficienza di qualcosa viene svolta una valutazione definita “Audit”. Noi vogliamo eseguire questo processo su una vera e propria collezione artistica, di varia natura e genere, sperimentando cose nuove e verificarne le potenzialità. L’Audit della nostra collezione forma CollAudo. Il collaudo è una procedura fondamentale in molteplici campi e inoltre deriva dal latino cum-laude, ovvero, “a opera d’arte” così come intendiamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi.
Tra questi c’è quello di riunire giovani artisti andriesi?
Tra questi rientra certamente, in maniera prioritaria, quello di riunire giovani artisti andriesi che troppo spesso non riescono a “conquistare” lo spazio che spetterebbe loro. Noi vogliamo, quindi, creare un contenitore in grado di racchiudere tutte le energie creative della città e canalizzarle verso la natura, la bellezza e l’eccellenza. Ma non ci fermiamo di certo qui. Noi sogniamo in grande, ed è per questo che vorremmo proiettarci anche oltre il confine andriese per riuscire a creare una narrazione di bellezza della nostra Provincia e della nostra Regione e ,perché no, anche della nostra Nazione.
Luciano, puoi spiegarci cosa rappresenta la tela sulla facciata di Palazzo Vescovile raffigurante i tre Campanili a forma di razzo?
Intendiamo esportare lo stile artistico, utilizzato per la prima tela esposta sulla parete del Palazzo Vescovile a Piazza Catuma, anche sui monumenti delle altre città in un perfetto connubio tra progresso buono e tradizione. Tradizione e Progresso, due cardini attorno ai quali ruotano i campanili-razzo che esprimono l’armonia infinita nella totalità dei contrasti. Il messaggio che vogliono lanciare, soprattutto alle giovani generazioni, è quello di far suonare forte le loro campane per una carica generazionale che sia in grado di cancellare definitivamente la narrazione vittimistica sostituendola con una metafora di vittoria, di slancio e di conquista del futuro tanto agognato. Difatti i campanili, che in origine erano torri difensive, vengono trasformati in dei veri e propri mezzi d’assalto da utilizzare come strumenti in grado di raggiungere tutti i nostri obiettivi, con dinamismo, azione e elevazione. Ragazzi considerati non come disperati fuggitivi, bensì come temerari pionieri in grado di uscire oltre confine per apprendere nuova conoscenza da riportare poi qui, ad Andria.
Oltre che con la vendita di t-shirt dedicate, come intendete autofinanziarvi?
Tante belle idee e progetti, ma non abbiamo certo intenzione di uscire completamente dal mondo! Il nostro obiettivo è quello di diventare totalmente autonomi dal punto di vista finanziario continuando però a collaborare con varie personalità cittadine, le imprese giocheranno un importantissimo ruolo. Per farlo abbiamo intenzione di svolgere varie mansioni: dalla mera attività grafica fino a qualcosa di più importante che presto scoprirete!























