Storia di un libro che trasforma la vita in una favola, di una libraia appassionata e di una dolce signorina in cerca d’amore

Che hai da guardarmi? – avrebbe voluto dire il piccolo Libro, messo lì, stretto stretto tra i grandi volumi dello scaffale Narrativa per ragazzi, della piccola libreria di Paeseconlacattedralesulmare.

Era un po’ che se ne stava lì, sonnecchiando.

I bambini non lo degnavano di uno sguardo, attratti dai pop-up di mostri e astronavi che balzavano dalle pagine dei nuovi Volumi, strategicamente esposti sui leggii di tek della vetrina; le ragazzine erano tutte prese dall’ultima collana rosa con la protagonista pimpante, canterina, ballerina tuttofare e le mamme – che dire? – quelle erano ancora rapite dalle storie di leggiadre fanciulle che passavano la vita strofinando ogni genere di pavimenti, gorgheggiando da far invidia a Beyonce.

Nessuno lo avrebbe mai letto. Che destino crudele, il suo!!

Più volte si era chiesto come mai fosse finito lì .

In quel posto ogni cosa aveva un suo perché; ormai aveva imparato a conoscere quel luogo come se ci fosse stato da sempre.

Da lì, aveva tutto sott’occhi. La vetrina che si affacciava sulla piazza silenziosa, i piccoli tavolinetti, le candele profumate e persino tutte quelle tazze impilate lì nell’angolo con le quali giocavano alle signore, la Libraia e le sue amiche, nei pomeriggi invernali, chiacchierando e addolcendosi con torte, biscotti e letture soavi.

Se non fosse stato per quel fastidioso, insopportabile, senso di oppressione che gli veniva dallo stare schiacciato lì, in quello scaffale, sarebbe stato veramente felice di ritrovarsi in quella deliziosa libreria.

Non capiva perché lei lo avesse relegato lì, soffocato tra quei due, e smaniava dalla voglia di prendere vita nelle mani di un lettore e ora? Ora che gli occhi di qualcuno si erano fissati su di lui, ecco che reagiva in quel modo assurdo.

Roba da non crederci!!!

A dirla tutta credo che quella reazione inconsulta fosse un tentativo per tenere lontana la delusione di non essere scelto, neanche quella volta lì.

Ma questa volta la mano si intrufolò a cercarlo; l’indice, piegato ad uncino, si piantò con fermezza sul bordo superiore del suo dorsetto e lo tirò a sé con decisione.

I due Volumi, impreparati a quel vuoto, collassarono uno sull’altro e le pagine, tenute strette fino a quel momento, ripresero fiato, riappropriandosi di quello spazio e negando definitivamente al piccolo Libro, la possibilità di ricollocarsi lì in mezzo.

Non vorrei sbagliarmi, ma ci fu anche un sospiro di compiacimento dei due che ormai si erano liberati dell’intruso.

Per un attimo Libro fu preso da una vertigine; era lì nel bel mezzo della sala, tra le mani di una dolce Signorina e sballottava da una parte all’altra, mentre lo rigirava per leggerne prima la quarta di copertina, poi le note biografiche dell’autrice, come si fa all’inizio per stabilire un contatto.

Improvvisamente, una sventagliata di pagine lo riportò alla realtà; era fuori dal suo scaffale, finalmente. Ora stava a lui giocarsi il futuro.

I libri nascono con una missione, un messaggio prezioso da consegnare ed ora era il momento per Libro, di realizzare la sua .

Fece un bel respiro e si concentrò affinché la sua energia si fondesse con quella della Signorina che lo aveva scelto.

È un’affascinante simbiosi quella che si crea tra un Libro e il suo lettore.

Unica. Irripetibile nel tempo.

In ogni momento esiste qualcosa da percepire e anche sfogliando mille volte le stesse pagine , le sensazioni saranno ogni volta diverse.

La guardò attentamente. Visino pulito, senza ombra di trucco; occhi neri, profondi e malinconici che accompagnavano un dolce sorriso .

Ad un certo punto tutto fu chiaro. Libro sentì che quella dolce signorina aveva bisogno di Mamma.

Mamma!

Il suo personaggioprincipale, in fondo.

Senza di lei, senza quel aggrovigliato intreccio di fili che ne aveva avvolto la figura per così tanto tempo, molte cose non sarebbero successe.

Lui stesso, non sarebbe mai stato concepito.

La doveva portare subito da lei.

Guidò le mani della signorina fino a quell’immagine.

Ecco, il disegno aveva già catturato la sua attenzione, la vedeva assorta a leggere la didascalia in calce e sentiva il suo cuore accelerare.

Per un po’ la dolce signorina rimase ferma su quella figura, poi, lo sguardo cadde sulle parole …..

Non riuscivo a dirti che ti volevo bene; ti accudivo, ti vegliavo, ti stavo accanto perché volevo che tu non avessi paura, ma non riuscivo a dirtelo che ti volevo bene; le parole si bloccavano in gola, le lacrime le ributtavano giù e rimanevano a giacere nella mia mente, aspettando la prossima occasione.

Poi è arrivato il momento finale. Io e te, per tre interminabili giorni…ancora una volta sole, strette in un abbraccio di mani che non si scioglieva mai, perché non potevo accettare l’idea di quelle bende che ti legavano; potevi farti male nel tentativo di liberarti dalla plastica che aveva invaso anche il tuo corpo.

Niente e nessuno ti aveva mai costretto contro la tua volontà e non accettavo di vederti finire così. Ti avrei tenuto legata io, tua figlia, ma con amore…

Ti parlavo con una dolcezza che mai… mai avevo usato con te, chiedendoti di lasciarmi solo il tempo di nutrirmi e tu, che ormai eri persa nella nebbia degli antidolorifici, ti placavi e me lo concedevi quel tempo, giusto pochi minuti, e poi, di nuovo io e te, strette fino alla fine.

Parlale. Dalle il coraggio di spingersi oltre. Lascia che vada, ma accompagnala tu disse l’Angelo non lasciare che abbia paura. Portala di là.

E io, mamma, l’ho fatto! Ti ho cullato tra le mie braccia, cantandoti una delle canzoni che suonavi a quel giradischi rosso che avevamo da bambini. La ricordi? Con la voce rotta dal pianto, cantavo e ti esortavo a non avere paura. Delicatamente, con amore, ti ho spinto a progredire verso la luce… la luce che ti avrebbe liberato da tutta quella sofferenza e ti avrebbe riportato a volare, allegra ridanciana   caotica e prepotente come al solito. E mentre tu viaggiavi, le parole sono venute a galla e l’ho detto …finalmente… ti ho detto che ti volevo bene!

Un giorno, sei rinvenuta dal tuo sonno e volevi parlare anche tu. Pronunciavi frasi inarticolate e incomprensibili. Eri agitata…volevi dirmi qualcosa.

Mi sono avvicinata e ti ho guardato. Eri nuovamente lì con noi… pochi attimi…ma mi hai guardato di nuovo con quello sguardo, con quegli occhi pieni d’amore. Guardandoti, improvvisamente, ho capito cosa stavi cercando di dirmi.

Anche tu ti eri portata dietro quelle parole, vero? Anche tu le avevi sempre tenute dentro di te, senza riuscire mai a pronunciarle? Anche per te è stato difficile superare il muro di incomprensioni di orgoglio di rigidità che ci aveva separato da sempre?

Non parlare; ci siamo dette già tutto. Sappiamo entrambe come stanno le cose . E tu , in pace con te stessa, ti sei nuovamente arresa al sonno.

Poco dopo, aspettando l’attimo che mi allontanassi – io, che non avevo voluto lasciarti mai sola per timore di non vederti andar via – sei volata dall’altra parte.

(tratto da È solo questione di tempo. La mia vita, una favola, di Paola Colarossi, EtEt edizioni, Andria 2014).

Commossa, la dolce signorina richiuse le pagine e lasciò che il tempo si annullasse. Finzione e realtà, presente e passato si intrecciarono nel suo cuore e lì ritrovò la sua, di madre.

Era ancora in tempo per ringraziarla di esserci. Nel silenzio del suo cuore le dichiarò il suo affetto come mai aveva saputo fare e le chiese il permesso di essere felice, di poter finalmente lasciarsi andare all’amore. La vide socchiudere gli occhi, in cenno d’assenso.

In un attimo si ritrovò avvolta in una luce sconfinata e liberatrice.

Libro era felice. Ecco, l’incantesimo si era realizzato.

Il cuore leggero, la dolce signorina si avviò alla cassa.

– L’ho trovato. È quello che cercavo – disse, porgendo il libro alla Libraia.

Lei le sorrise. Lo aveva conservato lì per una come lei. Era la sua ultima copia, e sapeva che era destinata a chi l’avrebbe cercata ovunque, andando oltre la logica, guidato dalla forza misteriosa dell’Amore.

Allungò le mani e prese in consegna il libro, come fosse un tesoro.

Quasi accarezzandolo, lo poggiò sul bancone e lo avvolse ben bene con la carta pacchi, facendo attenzione a non formare pieghe negli angoli. Realizzò con cura un fiocchetto di rafia e lo appuntò sulla carta fermandolo con una piccola farfallina fatta di pagine di vecchi libri.

Ogni libro che partiva dalla sua Libreria era un incantesimo d’amore da compiere con grande cura.

C’erano libri che sarebbero andati ad accompagnare i sogni dei piccoli; altri avrebbero portato l’allegria in una sera solitaria; altri ancora avrebbero condotto giovani fanciulle in romantiche avventure e altri avrebbero ridato speranza, entusiasmo a coloro che stavano per cedere al dolore della Vita.

Certi libri avrebbero regalato insegnamenti, condotto alla conoscenza, arricchito le menti.

E poi c’era Libro, lì davanti a lei, e quella sera era una sera speciale; Libro aveva un potere tutto suo. Trasformava la vita in una favola!

Era giunto il momento del tocco finale.

Firmò il suo pacchetto. Una bustina di zucchero, il logo della sua Libreria, spillata sul pacchettino quasi che volesse accompagnare la lettura con tutta la dolcezza del Mondo.

Soddisfatta, ammirò il risultato; perfetto!

Riconsegnò il pacchettino, salutò gentilmente e li vide andare via, la dolce signorina e il suo libro, mano nella mano.

– La sua vita cambierà – pensò – Da questo momento… è solo questione di tempo! –


FonteIllustrazione di Daniela d'Elia
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Sono un’insegnante di Matematica e Scienze che adora raccontare ed ascoltare storie. Ho scoperto il potere terapeutico del racconto in un particolare momento della mia Vita e da allora scrivo storie che prendo in prestito dalla realtà. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo libro, È solo questione di tempo. La mia vita, una favola, edito da EtEt, casa editrice con sede ad Andria. Nel 2016 ho frequentato un corso di scrittura creativa con Tommy Dibari, coautore di trasmissioni televisive e scrittore. Nel 2019 viene pubblicato, edito da Progedit, il mio secondo libro, Ti prometto il mare, racconto fiabesco incentrato su storie di donne. Sempre nel 2019 ho frequentato un corso di scrittura creativa con Luigi Dal Cin, autore di libri per ragazzi ed insegnante presso la scuola Holden. Profondamente convinta del valore etico della comunicazione, nel 2019 ho perfezionato le mie competenze con un master in PNL, Programmazione Neuro Linguistica Bio-etica seguito e, nel 2021, con un master in Coaching bio-Etico, conseguiti entrambi presso il centro di formazione Ikos di Bari.