«Tu puoi parlare come un idiota e sembrare un idiota, ma non devi stupirti: sei realmente un idiota»

(Groucho Marx)

Ieri sera, molto tardi, dove vivo io la rete internet stava per regalare il solito ed abitudinario down.

Poco prima, qualcuno mi stava rimbrottando nel mezzo della riflession di nostra vita, quando ci ritrovammo in una selva oscura, che la dritta via era smarrita:

«Siamo ad un passo dalla scoperta più sconcertante della nostra esistenza. Avremo presto la prova provata che viviamo in un mondo di uomini geniali, intelligentissimi, svegli e profondamente onesti. E sarà allora che saremo premiati».

«Davvero? E quale sarà il premio?».

«Scopriremo, d’improvviso, che siamo da sempre noi gli stupidi, otterremo la coscienza piena della nostra idiozia e ci renderemo conto che possediamo da sempre ciò che diciamo di desiderare. Saremo consci di essere noi, in realtà, quei cretini e smetteranno le pene».

«Ah sì? E perché smetteranno?».

«Perché finiremo di cercare la fase mononeuronica che, superbamente, pensiamo di non avere. Cambieranno le prospettive: loro sono coloro che sanno stare al mondo, noi i fortunati beoti. Ci siederemo, allora, sotto un portico, e nottetempo, da soli, potremo brindare al successo più grande. Noi non siamo onesti, leali, di parola, acuti e volenterosi. Troppo complesso: noi siamo solo, da sempre, irrimediabilmente, due cretini».

A questo punto la rete è andata in down. Non ho potuto continuare: così, ho intascato questa verità che tant’è amara che poco è più morte; ma per trattar bene chi vi trovai, dirò dell’altre cose ch’i’v’ho scorte… ma un’altra volta. Probabilmente, in un’altra vita.


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Sono una frase, un verso, più raramente una cifra, che letta al contrario mantiene inalterato il suo significato. Un palindromo. Un’acca, quella che fondamentalmente è muta, si fa i fatti suoi, ma ha questa strana caratteristica di cambiare il suono alle parole; il fatto che ci sia o meno, a volte fa la differenza e quindi bisogna imparare ad usarla. Mi presento: Myriam Acca Massarelli, laureata in scienze religiose, insegnante di religione cattolica, pugliese trapiantata da pochissimo nel più profondo nord, quello da cui anche Aosta è distante, ma verso sud. In cammino, alla ricerca, non sempre serenamente, più spesso ardentemente. Assetata, ogni tanto in sosta, osservatrice deformata, incapace di dare nulla per scontato, intollerante alle regole, da sempre esausta delle formule. Non possiedo verità, non dico bugie ed ho un’idea di fondo: nonostante tutto, sempre, può valerne la pena. Ed in quel percorso, in cui il viaggio vale un milione di volte più della meta ed in cui il traguardo non è mai un luogo, talvolta, ho imparato, conviene fidarsi ed affidarsi.