PER UN NUOVO ORDINE MONDIALE

“L’ ordine internazionale liberale non esiste più. Viviamo in un mondo di lupi e di sciacalli. Adesso tocca a noi”. Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali all’Università Cattolica di Milano, accademico del Lincei, lancia un appello vigoroso in “Contro gli imperi. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale”, (Bompiani 2026).

Per 80 anni circa abbiamo considerato la guerra un fatto lontano nel tempo e nello spazio. Abbiamo pensato alle dittature come ricordi dei libri di storia. Dal 2022 invece ci troviamo in un mondo che brucia sotto i colpi delle logiche imperiali di Putin, Trump, Xi. La novità è la presenza degli Usa in questa congrega dopo aver difeso per decenni l’ordine liberale internazionale. È stata una amara sorpresa dopo aver potuto vivere in pace dal 1945 sotto l’ombrello protettivo Usa e Nato. Il leone Usa, che veglia sulla foresta, si è trasformato in un lupo affamato tra lupi e sciacalli. Cosa attende gli agnelli, come ad esempio i Paesi dell’Unione Europea? Parsi non usa giri di parole: la servitù.

Questo non è un destino ineluttabile.  Le nostre democrazie possono salvarsi difendendo la libertà ereditata dai nostri genitori e nonni dopo due guerre mondiali. Cosa fare? Con coraggio e spirito di sacrificio essere pacifici ma non imbelli. Difendere con una politica estera e di difesa comune gli spazi di libertà dell’Europa unita e federale.

Ci troviamo di fronte a veri e propri imperi, grandi strutture di potere accentrato, in Usa, Cina, Russia. La logica è quella della forza, della predazione e del dominio. Con Trump viene smantellato dall’interno l’ordine liberale internazionale. Putin e Trump hanno un obiettivo convergente: disintegrare l’ Unione Europea. È semplice: un’Europa divisa in ventisette piccoli Stati a guida nazionalista è facile da ridurre in servitù. Tuttavia l’Europa ha valori, interessi comuni, istituzioni, una storia per contrastare con coraggio questo disegno imperiale. La lotta sarà dura ma si tratta di difendere la libertà democratica per i nostri figli e nipoti con l’azione. Il primo passo consiste nel superare il diritto di veto che la paralizza. Se  l’UE diventa una vera comunità politica, con coraggio e speranza, può essere il perno di un nuovo multilateralismo planetario.

In conclusione,  registriamo il ritorno degli imperi e delle zone di influenza. Le democrazie devono affrontare la battaglia cruciale di questa epoca. Trump è purtroppo una realtà: il primo presidente “antiamericano” di America. Si tratta di capire se sarà un tornado che passa  o un vero meteorite che non lascia le democrazie occidentali come prima. Dobbiamo ricostruire un nuovo ordine internazionale liberale, alleati valorosi degli USA e non imboscati marginali. Siamo consapevoli che il potere corrompe e che il potere assoluto degli imperi corrompe in modo assoluto. Bisogna quindi fronteggiarli e contenerli con il multilateralismo cooperativo.

L’Unione Europea deve farsi leone in un mondo di predatori. È nata come risposta ai nazionalismi, alle due guerre mondiali scatenate dagli imperi, per assicurare la pace. Una res pubblica europea è l’antitesi degli imperi. L’ombrello atomico francese ed inglese può essere un buon deterrente insieme ad una politica estera e di difesa comune. L’Italia deve collocarsi in questo orizzonte europeo senza tentennamenti verso ponti inesistenti con Trump.

Medie potenze come il Canada hanno offerto una visione davvero strategica in questa direzione: “Allo stesso tempo, vorrei dirvi che gli altri paesi, in particolare le medie potenze come il Canada, non sono impotenti. Hanno la capacità di contribuire a costruire un nuovo ordine che includa i nostri valori: il rispetto dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la sovranità e l’integrità territoriale degli Stati. Il potere di chi è meno potente comincia dell’onestà… Le medie potenze devono agire insieme perché quando non sei a tavola, sei nel menù” (Primo ministro canadese Mark Carney, Davos, 20 gennaio 2026).


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Silvio Minnetti, già docente di Diritto ed Economia politica negli Istituti superiori, già Dirigente scolastico e docente a contratto di Discipline economiche e di Metodologie e tecniche dell’insegnamento presso Unimc, è stato Presidente nazionale del Movimento politico per l’unità, espressione del Movimento dei Focolari. Collabora da tempo con Città Nuova curando la Rubrica “Ripensare il pensiero. Il paradigma della complessità per rigenerare la politica”. Attraverso tale rubrica sta collegando tra loro diversi centri culturali, docenti universitari, pensatori come Mauro Ceruti, Mario Castellana, Daniel Innerarity, Alberto Felice De Toni ed altri al fine di diffondere il pensiero complesso anche in politica, alla luce della crisi della democrazia.

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