Senza una luce interiore oggi non si può donare luminosità domani

Troppa gente vive con attese che potranno tranquillamente essere disilluse. Spesso si rimanda le risposte delle proprie esigenze allo Stato o al mondo aziendale, all’economia o a leader o mentori.

Non bisogna dimenticare che ognuno è autore del proprio destino e custode di ciò che vive. Tutti possono influenzare positivamente o negativamente la società uscendo dall’uscio del proprio io. Troppo spesso, tra convinzioni personali e vissuto c’è troppa distanza, come anche tra progetti e desideri. Non è vero che le grandi affermazioni coincidono con quello che si desidera autenticamente.

Desiderare la società pacifica e vivere di imbrogli è mettere il proprio mattoncino nel malessere contemporaneo. Accusare le grandi lobby per l’inquinamento e non fare l’indifferenziata è urlare, con i fatti, che non si è migliori di coloro che gestiscono le sorti dell’ambiente.

Sognare un mondo migliore e abortire i desideri dei giovani, strappare loro le ali della speranza, è già precludersi la possibilità del cambiamento. Auspicare il benessere e continuare a non raccogliere il grano, speculare sui semplici e contribuire allo spreco, in un momento in cui la sobrietà dovrebbe essere l’imperativo categorico cui non venir meno, è pura follia.

Credere di essere ricchi, semplicemente perché si vive con un tenore più alto di quello che ci si dovrebbe permettere, è già scavarsi la fossa della propria tomba, chiamata fallimento.

Le cose possono migliorare solo se siamo disposti a cambiare dal di dentro.

A livello chimico vi è una minima differenza tra la proprietà del piombo e quella dell’oro, ma quanto diverso è il loro valore. Possiamo passare da un tempo di “piombo”, come quello che spesso si sperimenta, ad uno di “oro”.

Per questo nuovo tempo dobbiamo innovarci, non tanto solo nelle politiche, nella società, nell’economia o nel governo. Queste espressioni solo le macro dimensioni esterne di micro dimensioni del dentro.

Il dentro deve essere luminoso, portando la luce di una attesa che getta i suoi germi di bene nell’oggi.

Senza una luce interiore oggi non si può donare luminosità domani. Bisogna essere persone di speranza, la cui abitudine è la tenacia e la perseveranza.

I grandi uomini che hanno fatto la storia dell’economia e dell’umanità hanno sperimentato più volte l’insuccesso, ma non si sono arresi. I grandi scienziati e benefattori dell’umanità hanno conosciuto il fallimento, ma si sono alzati ogni volta.

Dobbiamo alzarci, siamo fatti di terra, non per inabissarci nel terrore, ma per tendere i cuori in alto. Altro elemento fondamentale per una nuova visione che allontani le distopie dei profeti di sventura è la fiducia in una utopia che possa vederci famiglia umana.

Possiamo rileggere le relazioni in maniera fraterna e il nostro stupendo mondo come la nostra casa. Fiducia nell’umanità e custodia dell’ambiente che, nel suo più assurdo paradosso, la pandemia ha saputo descrivere meglio delle scelte politiche attuate e non rispettate.

Ma la cosa da cancellare è la morte, non quella biologica che combattiamo con la medicina, ma quella che ci circonda nelle logiche egoistiche, narcisistiche e utilitaristiche.

Sappiamo bene il nome del vaccino: Amore. Tale vaccino è stato indebolito, dal di dentro, con altre sostanze come un certo sentimentalismo, emozionalismo, cosificazione del corpo e via dicendo.

L’amore invece è semplicemente dire no alla morte; amore è vita. Senza amore non c’è vita, si potrà cambiare tutto ma, in realtà, non cambierà nulla.

Ama e fa ciò che vuoi, affermava Sant’Agostino. Spesso prima facciamo ciò che vogliamo e poi mettiamo l’amore. L’amore è all’inizio, solo così lo ritroveremo alla fine, cioè fuori di noi, nella società, nell’economia e nelle istituzioni.

Non è colpa degli altri! È colpa mia e tua fin quando, insieme, in tutta onestà, non avremo scelto di amare.

Allora la tenacia e la fiducia porteranno i loro risultati, prima dentro e poi, come uno tsunami, fuori.

 


FontePhotocredits: Roberto Strafella
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Sacerdote della diocesi di Andria, attualmente sono fidei donum in Valle d’Aosta, ho conseguito la Licenza in Antropologia Teologica presso la Facoltà Teologica Pugliese “Regina Apuliae” di Molfetta. Autore di numerosi libri presso le Edizioni Sant’Antonio; collaboratore della Rivista Trimestrale di Teologia e Spiritualità “Jesus Caritas - Famiglia Carlo de Foucauld” e curatore della rubrica “Ripensare tra bellezza e verità” sul sito del mio paese d’origine: Canosaweb.it. Ogni martedì, pubblico sul mio canale youtube (https://www.youtube.com/channel/UCCgVJk1DCdYQhIeh9c6jmBQ) dei video-incontri di tipo culturale, spirituale e religioso, per riflettere ed interrogarsi sul senso della vita, sull'amicizia e la bontà.

1 COMMENTO

  1. Esprimo parole di ringraziamento per questo articolo più che condivisibile e che mi auspico possa giungere ai “Cuori” di tanti lettori e non… affinché si possa da subito iniziare ad “Amare”.

    Francesco Giorgio

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