Goduria d’estate.
Gli steli d’avena nei campi
Si accapigliano in ori di luce.

Salivando un verme, il merlo,
Ostenta il suo becco d’oro.

Il ginepro stordisce,
D’aromi pungenti, le nari del bue
Che rivolta la polverosa zolla
Col lucido, affilato ferro.

Un cielo di fuoco riempie gli occhi
Ma non acceca la speme
Volta a scavalcare ovili,
Steccati immaginari divelti,
Orizzonti fiammanti d’occasi
In un tripudio di zampillanti pensieri.

Immagini che accudiscono
Un cuore, serenamente adagiato,
Stordito d’emozioni
In un petto di fieno.

Scende la sera.
L’onda si cheta e la via lattea
Si accende di pace:
Sembra toccarla in preghiera…

02/07/2024.


FonteFoto di Vlad Stawizki su Unsplash
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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.

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