#evedicosatimangi!

In Trentino le chiamano “cròstoli”, in Toscana “cenci” e “donzelle”, in Piemonte il loro nome è “bugie”, mentre diventano “frappe” in Emilia… ma in Puglia, come in Lombardia, il loro nome è indiscutibilmente “chiacchiere”, il più tipico dei dolci di Carnevale, ma buone tutto l’anno.

Sono dolci friabili, croccanti, dal gusto delicato. Per ottenerle occorre tirare in maniera sottilissima un impasto di semplice preparazione che va fritto e cosparso di zucchero a velo. Sono di forma rettangolare, con due tagli centrali che le rendono immediatamente riconoscibili, per la gioia di grandi e bambini.

Il Carnevale è ormai alle spalle, ma che ne dite di prepararvi da soli le vostre chiacchiere?

Eccovi gli ingredienti per cuocerne una quarantina:

Burro 50 g

Vaniglia bacca 1

Uova medie – 3 intere e 1 tuorlo

Lievito chimico in polvere 6 g

Zucchero semolato 70 g

Grappa 30 g

Sale 1 pizzico

Farina 00 500 g

Olio di semi di arachide

Zucchero a velo quanto basta

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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...