Uno spettacolo da non perdere: prevendita presso la libreria Diderot, via Regina Margherita, 126, Andria.

Il fortunato romanzo di Antonio Del Giudice diventa un monologo teatrale. Antonio, Tonino per gli amici, ce ne racconta la metamorfosi.

Domenica 11 dicembre alle 20,30 all’Auditorium Monsignor Di Donna, in via Saliceti, ad Andria, andrà in scena “Buonasera, dottor Nisticò”, monologo teatrale tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Del Giudice. Attore Mario Massari, che ha curato la regia insieme a Martina Gatto. Ingresso a 10 euro, prevendita presso la libreria Diderot, via Regina Margherita, 126.

Questa, come si usa dire, è la notizia nuda e cruda.

Per noi di Odysseo la notizia ha un particolare sapore, un sapore di casa. Antonio Del Giudice è un nostro concittadino che, nonostante 37 anni di vagabondaggio nell’Italia dei giornali, ha mantenuto un rapporto forte con la sua e nostra terra. E poi due anni fa abbiamo presentato, all’Auditorium San Domenico, proprio il romanzo “Buonasera, dottor Nisticò”.

All’amico Antonio, anzi Tonino, abbiamo chiesto di raccontarsi attraverso questa bella avventura che continua sotto nuova forma.

Antonio caro, com’è accaduto che il dottor Nisticò sia sgusciato dal libro per salire su un palco?

È accaduto per caso, direi, e spesso le cose migliori della vita ce le regala il caso, l’amore per esempio… Be’, accade che una mia amica legge il romanzo e mi propone di incontrare Mario Massari, attore abruzzese bravo e tosto. Mario legge il libro, e insieme ci mettiamo a scrivere la sceneggiatura. Mario chiama Martina Gatto, una sua giovane allieva che lavora a Roma e che mangia pane e teatro da bambina. Martina, che può essere mia nipote, farà la regia… Come mi ha detto una volta un vecchio giornalista, le cose prima si fanno e poi si pensano… A nascere ci ha aiutato il Florian di Pescara… Insomma una serie di circostanze favorevoli._mg_6551

La fortuna aiuta gli audaci, dicevano gli antichi romani…

È anche il nostro motto, ma ci vuole fatica e capacità che Mario e Martina hanno in quantità superiore alla media. Io c’entro poco, a parte il romanzo e la sceneggiatura. Lo spettacolo, lo devo a loro.

Com’è il tuo Nisticò rivisto sul palcoscenico?_mg_4229

Rispondo con le parole di Giosuè Calaciura sulla Domenica del Sole 24Ore. Eccole: “Colpisce la claustrofobia di un mondo tessuto da falsari, il cinismo, il racconto sorprendente dell’ipocrisia che sempre accompagna la corruzione. Tutti, figli, moglie, fratello e amanti puntano il dito contro Nisticò. Ma il pulpito è marcio…”. Bene, questo mondo esce dal mio romanzo e si accomoda sul palco. Mario Massari presta voce, occhi e corpo a Mario Nisticò, in maniera cruda e fedele.

Perché hai immaginato una storia così attuale, frutto dei nostri giorni?

Non ho dovuto immaginare molto, ho colto una realtà che vedono tutti. Il potere del danaro, che è potere a sua volta, può travolgere anche gente come Nisticò, un bancario che diventa banchiere, che vince la scommessa di riscattare le sue umili origini, ma smarrisce per strada gli insegnamenti dei suoi genitori. Disancorato dai sani principi di famiglia, diventa un uomo banale che brucia la sua vita e rischia di rovinare quella di chi gli sta vicino.

Nel tuo libro la sorte di Nisticò rimane sospesa, né assoluzione né condanna. Perché?

Perché non tocca allo scrittore giudicare, e io non giudico. Il mio banchiere ha perso l’innocenza, ha ceduto al miraggio del potere, senza neanche essere in grado di gestirlo sul serio. Non è un criminale, è un uomo banale, come lui stesso spiega ai figli perduti. È stato il loro babbomat, uno sportello senza sentimenti. Quando se ne rende conto, cerca di recuperare, ma ormai è prigioniero della sua pochezza, come l’uomo della giara di Pirandello…_mg_6573

Torni ad Andria con questo tuo nuovo lavoro. Ti abbiamo visto per i tuoi libri: “La Pasqua bassa”, “Buonasera, dottor Nisticò”, “La bambina russa”. Come vivi il rapporto con la tua città?

Mi sento sempre bene accolto e mi fa piacere venirci. Con la mia città ho mantenuto radici forti che mi hanno seguito in ogni dove, da Roma a Milano a Palermo a Mantova a Pescara. Anche se da qualche tempo provo un senso di tristezza e di sgomento quando arrivo. Penso ai miei genitori e ai miei fratelli che non ci sono più. Non è facile superare il dolore, anche se i miei tanti amici mi accolgono e mi fanno sentire di nuovo a casa. So che anche questa volta ci saranno. Li ringrazio fin d’ora._mg_6674


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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba.Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...