
Curvi ad accarezzare la nuda terra.
Sguardi profondi che interrogano il cielo e le stelle per organizzare il domani.
Volti scolpiti da rughe profonde portate con fierezza.
Pelle bruciata dal sole d’estate e frustata dal vento gelido d’inverno.
Mani nodose ma gentili che accarezzano il grano bambino.
È L’uomo della terra, di quello strano spazio di dignità dimenticato da molti, ignorato da tanti, boicottato da troppi.



























