Fare il male permette il raggiungimento dei primi posti che contano veramente; fare il bene, gli ultimi; meglio primi nella bontà

Essere disonesti fa diventare più ricchi; meglio poveri ma onesti.
Parlare male degli altri li rende ultimi agli occhi di tutti; meglio benedire che maledire.
L’arroganza ottiene risultati che la gentilezza non vedrà mai raggiunti; meglio essere gentili.

La verità spesso non è creduta, mentre le menzogne sono confuse con la verità; meglio essere veri.
Fare del male a chi ha fatto del bene ottiene una serie di condizioni vantaggiose; meglio non avere privilegi che essere traditori.
Per sentirsi migliori è bene circondarsi di adulatori; meglio le critiche costruttive.

Se tradisci ti pagano, se sei coerente, fino in fondo, ti metteranno in croce; meglio finire in croce.
Nascondere l’evidenza dei fatti libera da tante noie, l’autenticità invece ne può dare; meglio l’incomprensione che la perdita di credibilità.
Fare il male permette il raggiungimento dei primi posti che contano veramente, fare il bene gli ultimi; meglio primi nella bontà.

La violenza verbale è acclamata ed applaudita, la delicatezza dei modi è ormai bandita; meglio essere delicati.
L’onestà, il parlare bene degli altri, la gentilezza, la verità, l’assenza di privilegi, la franchezza, la sofferenza per la propria coerenza, la bontà, la delicatezza sono fuori moda e non portano followers.
Vivere tutto ciò non cambia il mondo, ma cambia sé stessi e libera dal quel nulla sostanziale che rovina la vita altrui, poiché tutto è apparenza.

Vivere tutto ciò significa essere liberi di vivere e non vivere di false libertà che, alla fine dei conti, quando i nodi vengono al pettine, schiavizzano.
È dunque molto più utile vivere la vera libertà per diventare liberi nella verità, punto di arrivo per una coerente umanità.


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