“I care” era solito ribadire Don Lorenzo Milani. Prendersi cura dell’altro, in ambito scolastico ed assistenziale, è sempre stato lo scopo di vita anche di Letizia Espanoli, assistente sociale e scrittrice di Udine che, attraverso i progetti “Sente-Mente®” e “Giorni Felici”, offre ad aziende e famiglie l’opportunità di responsabilizzarsi grazie ad una metodologia oculata e finalizzata all’approccio umano con il prossimo, rapporto che prescinde da patologie e/o differenze anagrafiche:

Ciao, Letizia. Con trent’anni di esperienza alle spalle, come e con quale finalità nasce il “Sente-Mente® PROJECT” da te ideato nel 2014?

Io penso che Sente-Mente® sia il frutto di un’indignazione che ho tenuto in un’incubatrice di possibilità per molto tempo. Negli anni ha preso vita, soprattutto nei servizi residenziali agli anziani, un modello assistenziale che ha centrato la sua attenzione prevalentemente al corpo ed ai bisogni primari, dimenticando la Persona, i suoi desideri, i suoi sogni. Quando si entra nelle strutture per anziani, capita spesso di vedere persone sedate o in molti casi di persone con demenza o non-autosufficienza siano costrette alla contenzione fisica.

Lavoro da 30 anni in questo campo ed è vedendo queste cose, le storie di sofferenza dei residenti ma anche degli operatori e dei direttori, che è nata forte l’esigenza di scegliere la vita, di scegliere di fare la differenza, di creare nuove possibilità per queste persone.

Oltre agli anziani in queste condizioni, trovo anche operatori socio sanitari sfiniti e svuotati dalla gioia dell’essenza della Cura, valutati solo per la velocità con cui compiono le loro mansioni e quindi vittime di un sistema che mette al primo posto il fare e non il “fare come”.

Da dove sei partita?

Improvvisamente mi è venuta un’intuizione: “Voglio una cartina dell’Italia con tante bandierine ed ognuna di queste rappresenterà un faro: una persona che farà la differenza in questo settore: le chiameremo felicitatori”. Attualmente ci sono 53 fari accesi in tutta Italia e il modello organizzativo è stato accolto con grande interesse anche in America.

Queste bandierine sono i felicitatori che dopo aver seguito un training di formazione, sono pronti per prendere per mano le organizzazioni, le amministrazioni comunali, le associazioni e guidarle verso nuove visioni di assistenza e cura. Ho creato il primo modello organizzativo italiano capace di guardare alla demenza non come ad una malattia neuro-degenerativa che quando arriva porta via tutto, ma immaginando un diverso finale, cambiando le parole e rinunciando alle etichette. Non diciamo più Francesca è una demente o che loro hanno l’Alzheimer, ma che Francesca con-vive con la malattia dell’Alzheimer. Rinunciamo all’errore di usare il verbo essere che identifica. Tu non sei e non sarai mai la tua malattia, la tua disabilità. Sei e resti una persona che, attraverso un processo di resilienza, potrà adattarsi alla sua condizione senza rinunciare alla Vita.

In altre parole una piccola rivoluzione…

Una rivoluzione che parte dalle parole, le parole sono tutto, sono gli schemi mentali con cui ti costruisci la  realtà. Nel sistema socio-sanitario il vocabolario è diventato sempre più arido e congela volutamente la relazione. Si parla di malattia e non di possibilità, si parla di disturbi del comportamento e non di comportamenti speciali, si parla di diagnosi che ingabbiano la vita invece di parlare della possibilità di vivere la vita nonostante la diagnosi. Io sono del parere che tutte le rivoluzioni comincino con parole nuove. Quando si utilizza una nuova parola si aprono nella mente nuove possibilità. Se, per esempio dico che lui è demente, nella mia mente mi creo l’idea che lui non capirà niente se gli parlo. Se io invece dico che è una persona che convive con la demenza, in primo luogo gli restituisco il valore di persona e riconosco l’idea che lui convive con una malattia e non è quella malattia. La malattia non può diventare l’identità di quella persona

Sente-Mente® non è solo una voce che sussurra al malato ed ai familiari nuovi scenari rispetto alla malattia e quindi rispetto alla vita, ma è anche un modello che si prende cura degli operatori e delle organizzazioni socio-sanitarie.

Quali sono i tratti salienti del vostro progetto?

Lavorare sull’allenamento alla resilienza, alla gratitudine, al perdono, diventano elementi che condizionano la salute ,  il benessere e l’efficacia delle persone. Noi oggi sappiamo che se forniamo gli operatori sanitari di un kit di capacità di relazione e di cura, possiamo anche invertire i costi del burnout socio-sanitario. Allenare le soft skills per aumentare la qualità della cura e per prevenire il burn out e lo stress lavoro correlato.

Arrivare in una struttura per anziani con il Sente-Mente® modello significa mettere in pratica un modello organizzativo terapeutico che accompagna quell’ organizzazione a creare nel giro di 3 anni la capacità di creare benessere per l’intera triade terapeutica: residenti, familiari ed operatori.

So che si parla di 5 pilastri. Vuoi elencarli?

Sente-Mente si basa su 5 Pilastri scientifici di riferimento:

“La vita non finisce con la diagnosi”: le persone che convivono con la demenza sono persone che provano emozioni, tutte, esattamente come noi; ma sentono anche le emozioni di chi sta loro vicino. Questa è la loro speciale abilità che dimostra anche che non è vero che quella persona è “finita”, ma dentro ancora c’è una parte che “sente” e si emoziona.  In Sente-Mente® lo abbiamo chiamato il nocciolo vitale, con il quale noi possiamo ancora interagire. Uno studio scientifico del 2014 “Emozioni senza memoria”, delinea che, nonostante il deterioramento cognitivo, la sfera emozionale non subisce alterazioni. Oltre la malattia esiste ancora l’individuo, la sua Bellezza Interiore e le sue Possibilità.

Il secondo pilastro è la psicologia positiva che afferisce a tutti gli studi del dott. Martin Seligman dell’Università di Philadelphia e dei tanti studi sulla gratitudine, il perdono, la curiosità e su come allenarsi alla resilienza. La psicologia positiva è riuscita a farci comprendere che si può andare oltre i propri limiti, oltre il proprio carattere: semplicemente si possono allenare quelle capacità che consentiranno un domani di sostare nel dolore, nelle difficoltà con molti più strumenti. La psicologia positiva non esorta ad essere sempre felici, ma consente di allenare quelle capacità che danno la forza di passare quegli tsunami che inevitabilmente la vita ti pone davanti.

Il terzo pilastro è il con-tatto. Intendiamo in primis il contatto visivo: oggi ci sono professionisti socio-sanitari che non guardano più negli occhi le persone di cui si prendono cura. Constatare ciò è drammatico perché la relazione inizia dallo sguardo e se non mi guardi negli occhi io non esisto. Un altro aspetto che trattiamo è il contatto inteso come garbo, gentilezza: su questo stiamo lavorando molto perché abbiamo scoperto che la gentilezza organizzativa può diventare un principio basilare del processo di cura. Quando il direttore di una struttura inizia ad essere gentile, probabilmente scatenerà processi di gentilezza: la gentilezza è contagiosa.

L’altro pilastro è dal corpo alla mente e dalla mente al corpo. Superato il modello biomedico di separazione corpo-mente, le moderne neuroscienze riconoscono le reciproche influenze corpo-mente. Ci piace ricordare che Cartesio è morto ”Tu non sei un uomo perché pensi, ma sei un uomo perché senti” e ci piace togliere il primato alla mente. E’ per questo che in Sente-Mente® cambiamo il paradigma da “Cogito ergo sum” a “Sento ergo sum”. Anche lo stress è una risposta emotiva, e possiamo ostacolarne gli effetti sul cervello e sul corpo. I recenti studi ci presentano l’importanza delle diverse tecniche che possono migliorare la qualità della vita (ad esempio la relazione, il respiro, il con-tatto, la mente, la risata incondizionata). Pensieri ed emozioni si influenzano a vicenda e noi abbiamo la possibilità di allenarci all’autoefficacia e alla creazione di un atteggiamento resiliente.

Il quinto pilastro è la lettura innovativa del disturbi del comportamento (#leemozioninonsonounamalattia). Per molti anni nel nostro paese abbiamo l’immaginario che l’aggressività fisica e verbale, la rabbia, il vagabondaggio, l’ansia fossero in qualche modo sintomi di malattia, senza renderci conto che invece potrebbero essere un linguaggio e re-azioni da interpretare e ascoltare. Il Sente-mente® invita a “leggere” i messaggi che provengono dal mondo delle persone che con-vivono con la demenza.

Nel fruttuoso ed efficace tentativo di creare benessere intorno al malato e a chi lo assiste, che ruolo svolgono i cosiddetti “felicitatori” e come si rapportano alle Organizzazioni socio-sanitarie del Comune di appartenenza?

Uno degli elementi del Sente-Mente® progetto è quello di avere Felicitatori su tutto il territorio nazionale che accompagnano le amministrazioni comunali a divenire Sente-mente ® comunità amiche delle persone che vivono con demenza. Ad oggi sono 63 le amministrazioni che hanno aderito a questo progetto. attivano i Sente-Mente® Laboratori:

  • Serate culturali in collaborazione con tutte le associazioni del territorio
  • Realizzazione dei 59 minuti che spettinano le demenze: incontri con i gestori dei bar, parrucchieri, supermercati, dipendenti bancari, parroci, carabinieri, vigili del fuoco… per trasmettere loro una reale visione intorno alle demenze, più inclusiva e meno colpita dal pregiudizio
  • Laboratori 12 incontri di 2 ore rivolti ai Care-partner e ai familiari, in cui diventano sempre più capaci di creare relazioni significative con i malati.
  • Segni territoriali di possibilità: panchine con frasi, rotonde stradali con indicazioni “benvenuto in una sente-mente ® comunità amica delle persone che vivono con demenza”…

Tra i Felicitatori vi sono formatori ai quali ho affidato, viste le loro competenze, specifiche formazioni negli ambiti educativi e aziendali. Ma vi sono anche felicitatori che possono sostenere workshop sul benessere in generale con format specifici quali per esempio Giornifelici genitorialità, o giornifelici benessere.

In cosa consiste il laboratorio “Giorni Felici” e che tipo di formazione garantisce, in generale alle imprese, ma in particolare a docenti, educatori e a tutto il personale dell’Istituzione Scuola?

Sente-Mente® è nato nel 2014, dal 2017 abbiamo dato vita ad una realtà: Giorni Felici.

Giorni Felici è un viaggio che possiamo offrire alle amministrazioni, alle aziende ed alle scuole per aiutare la nostra società a passare dal Prodotto Interno Lordo alla Felicità Interna Lorda. E’ un approccio culturale innovativo che utilizza la metodologia del Sente-Mente® modello. Ha come finalità quella di allenare  Persone, Organizzazioni e Comunità allo sviluppo della resilienza, della competenza emotiva e di stili di vita che favoriscano il benessere. Si rivolge quindi a tutti coloro che desiderano migliorare la qualità della Vita personale, professionale  e/o organizzativa

Rispetto alla Scuola il viaggio è straordinario. Durante l’esperienza del Covid-19 abbiamo offerto a numerosi collegi docenti un webinar gratuito in grado di allenare alcune competenze rispetto al benessere dei docenti (esperienze ed esercizi per vivere con serenità interiore questo periodo); al benessere degli studenti (come allenarlo attraverso un monitor e soprattutto come dare valore alle emozioni) ed infine al benessere dei genitori (con quale linguaggio comunicare per creare relazioni efficaci). Un grande successo che sta continuando in richieste di interventi formativi specifici.

A che pubblico intende rivolgersi il tuo ultimo libro “Per un’organizzazione che cura”, acquistabile online dallo scorso 19 maggio?

Sicuramente il libro è rivolto agli staff di direzione delle residenze per anziani, il tema di questo mio ultimo libro è dedicato alla cultura organizzativa. Ogni organizzazione sociosanitaria è orientata da un modello organizzativo, ovvero da un sistema di valori, credenze e norme che orienta le azioni di tutti i professionisti. È a questo sistema che mi rivolgo, alla ricerca di quella cultura che renda la nostra organizzazione realmente capace di cura. Purtroppo è all’ordine del giorno, ed i fatti di cronaca lo confermano, che è dilagante una «cultura della trascuratezza» che, nel tempo,  conduce al «mostro» da cui tutti vorremmo sentirci immuni: i maltrattamenti.  Nel libro analizzo le definizioni e gli indicatori di abuso dell’OMS, scoprendo le forme che il maltrattamento può assumere, ampliando poi lo sguardo per indagare gli eventi sentinella e definire le aree di responsabilità. L’intento è quello di portare il lettore, magari un dirigente , a comprendere che «riscrivere le pagine della cura» è possibile e che il modello Sente-mente®, nato per migliorare la relazione con persone speciali, ha molto da dirci anche in fatto di organizzazione dei processi di cura. Analizzo le cinquanta tessere del modello che guidano le strutture che ormai da anni supervisiono , infine il libro è arricchito dalle  testimonianze dei direttori che  hanno scelto il modello organizzattivo del Sente-Mente® Project, ogni lettore potrà così far luce sull’Identità di Cura che esiste e verso cui vuole che tenda la propria organizzazione.

Sebbene il saggio sia evidentemente rivolto a personale ed organizzazioni sociosanitari, penso possa interessare, in virtù della sua scorrevolezza e dell’importanza del suo messaggio, a un pubblico molto più vasto: imparare a guardare alla persona non come un cliente amorfo al quale prestiamo un servizio, ma come un essere umano, con il proprio vissuto, il proprio bagaglio di ricordi e di emozioni, è una lezione sempre utile e attuale, e che può solo migliorare il mondo in cui ci muoviamo.

Progetti futuri?

Durante l’emergenza Covid 19 ho messo in atto il progetto #oltreledistanze per restare in prima linea nel supporto alle famiglie in difficoltà milioni i carepartners che stanno ricevendo quotidianamente brevi video con indicazioni per avere cura di sé, del proprio caro e vivere al meglio la quotidianità.

Più di 10.000 famiglie collegate attraverso gruppi di WhatsApp e attraverso il gruppo Facebook “Sente-mente” per le persone che vivono con demenza ed i loro carepartners.

Anche per Giorni Felici ho organizzato dirette Live con esperti sulla prevenzione del virus a domicilio, sulle strategie emozionali, sulle strategie assistenziali e di supporto nei vari ambiti come la scuola o le aziende.I Felicitatori del Sente-Mente ® project (professionisti socio sanitari educativi) hanno scelto di essere accanto alle famiglie ed alle persone.

In questi giorni abbiamo aperto su Facebook  “Giorni Felici FormAzione”, è gruppo di studio e allenamento per il mondo delle aziende, della scuola, delle amministrazioni comunali nel quale i felicitatori creano ogni giorno interessanti momenti formativi per allenare la curiosità, resilienza, intelligenza emozionale, linguaggio, focus con strumenti innovativi e riconosciuti dai pilastri culturali scientifici del Sente-mente ® modello.

Sulla scia del successo e dell’esperienza che abbiamo fatto con collegamenti via etere ci accingiamo a realizzare formazioni e workshop non solo in presenza, ma anche utilizzando piattaforme dedicate con formazioni a distanza. A giorni sarà pronto infatti il nostro catalogo on line per tutte le residenze per anziani che non rinunciano alla formazione ed all’umanizzazione, neanche in questo periodo.


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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.