
Dopo il successo della prima edizione, torna “Aperipoesia”, la rassegna che unisce poesia, musica e convivialità. Il secondo appuntamento è in programma venerdì 24 luglio alle ore 19:00, ed è organizzato dall’Associazione Culturale “L’EBANISTA”. Una serata dedicata all’ascolto e all’incontro, dove i versi si mescolano al profumo del giardino e al suono dei calici. “Aperipoesia” nasce con l’idea di portare la poesia fuori dalle sale e restituirla alla città, in un contesto informale e aperto a tutti. Un aperitivo culturale dove la parola torna ad essere esperienza condivisa. Protagonisti della serata saranno “nuovi poeti e poetesse” del territorio e non solo, chiamati a condividere testi inediti e riflessioni. Tra questi c’è Massimo Carbutti che ci ha spiegato le finalità dell’evento.
Ciao, Massimo. In cosa consiste e cosa si propone nella seconda edizione di “Aperipoesia”?
Credo che Aperipoesia sia un’iniziativa che nasce dal desiderio di creare un incontro autentico tra la poesia e le persone. È un’occasione per ascoltare voci diverse, condividere emozioni e dimostrare che la poesia non appartiene soltanto ai libri, ma può vivere nei luoghi della quotidianità. Essere stato invitato a questa seconda edizione è per me motivo di grande piacere, perché significa contribuire a un progetto che mette al centro la cultura come momento di incontro e di dialogo.
Credi sia possibile portare la poesia fuori dalle sale e restituirla alla città?
Assolutamente sì. La poesia è nata per essere ascoltata prima ancora che letta. Portarla in una piazza, in un locale o in qualsiasi luogo di condivisione significa restituirle la sua dimensione più umana. Quando una poesia viene letta ad alta voce, smette di appartenere solo a chi l’ha scritta e diventa patrimonio di chi la ascolta. La città ha bisogno di spazi in cui le parole possano rallentare il tempo e creare relazioni.
In che modo la parola può tornare ad essere esperienza condivisa?
Credo che tutto parta dall’ascolto. Oggi siamo abituati a consumare parole molto velocemente, mentre la poesia ci invita a fermarci. Quando una parola nasce da un’emozione sincera e incontra chi è disposto ad accoglierla, si crea una connessione che supera le differenze. La poesia ci ricorda che, anche se viviamo esperienze diverse, proviamo tutti le stesse emozioni: amore, paura, speranza, nostalgia. È in questo riconoscersi negli altri che la parola torna ad essere un’esperienza condivisa.
Come ci si iscrive e prenota per l’evento?
La partecipazione è a prenotazione obbligatoria, contattando l’organizzazione ai numeri 0883 197 0320 oppure 340 548 6779.
Colgo l’occasione per sottolineare il prezioso lavoro de L’EBANISTA, un’associazione culturale che opera sul territorio da oltre cinque anni e che rappresenta la prima e, a oggi, l’unica realtà tranese ad aver scelto di portare la poesia al centro della scena, dando voce a poeti e poetesse del territorio e delle aree vicine.
Le serate organizzate da L’EBANISTA non sono semplici letture poetiche, ma veri momenti di condivisione, dove la parola incontra la musica, il buon vino e il cibo in un’atmosfera conviviale. È proprio questo, a mio avviso, il valore di iniziative come Aperipoesia: restituire la poesia alle persone, farla uscire dai luoghi convenzionali e riportarla nella quotidianità, dove può tornare a emozionare, unire e creare dialogo.
Così la poesia smette di essere qualcosa da osservare a distanza e torna ad essere ciò che è sempre stata: un’esperienza viva, condivisa e profondamente umana.


























