
Quanto siamo vivi
in una galera di sogni,
piaghe di lacrime e gioia
sotto cieli indescritti
di meraviglie di mare
e perse parole alla fonte
per poi ridarle alla musica
all’apice dei venti
nel discorso più vero della fragilità.
Tetti rubati alla singola gloria
come premi a tempo
per un ricordo migliore
e poi tutti a correre
singoli e uniti
per un giorno migliore.
Sì vestiti,
d’ estate e d’ inverno,
a correre per un giorno migliore.



























