Un dono anche quando si sperimenta la fragilità

È consuetudine festeggiare i compleanni. Eppure, a pensarci bene, l’evento della nascita è sempre un evento traumatico, di dolore per il concepito che dopo nove mesi verrà alla luce.

Quando si nasce si piange. Perché ricordare un giorno in cui si è pianto? Perché ricordare il giorno dal quale non si ha più nutrimento direttamente dal corpo della madre, perché un cordone è stato tagliato, generando dolore? Perché festeggiare il giorno in cui, appena si vieni alla luce, si hanno già trentotto mila di euro da pagare, visto l’incombente debito pubblico pro capite?

Semplicemente perché la vita è un dono. È un dono anche quando si piange, anche quando si soffre. La vita è un dono anche quando ti vengono tagliate le sicurezze, come per il cordone ombelicale, e si inizia ad avere bisogno degli altri. La vita è un dono anche quando si sperimenta la fragilità, proprio come per un neonato. La vita è dono anche quando ci si affida alle mani di qualcuno che non si conosce, proprio come è stato con l’ostetrica nel giorno del parto.

Festeggiare un compleanno significa gioire per l’unica vita che si ha, l’unica che si sceglie di vivere. Vita non è solitudine ma è esistenza per/esistenza con; vita è luce bellissima, non solo venire alla luce. La vita, che si ha e si avrà, è la sola con gli altri, come quando si nasce.

Allora, ad ogni alba di un nuovo giorno, la vita va sempre celebrata, nelle gioie e nei dolori, nei dubbi e nelle certezze. Celebrare la vita ricordandola va benissimo, ma bisogna ricordare l’esistenza sempre come una celebrazione del dono, frutto di totale gratuità, frutto di amore. Dipingere ogni giorno da artista sulla tela del tempo, scolpire la propria scultura identitaria con lo scalpello della semplicità, musicare lo spartito delle proprie speranze con le note dei sogni e dei desideri; tutto ciò è vivere.

Allora non solo buon compleanno ma, sempre e comunque, buon comple-giorno a tutti, figura di una vita intera nel venire alla luce di un’alba e nel buio di un tramonto che non significa scomparsa, ma spostamento di un’esistenza che, come il sole si nasconde soltanto altrove, non si vede. Se la vita è dono, ogni egoismo è morte. Se la vita è luce accogliente, ogni orgoglio è tenebra di negazione esistenziale.

Il meglio è vivere, nonostante tutto, tradire la vita è già scegliere soltanto di sopravvivere.