E risero così tanto e ballarono così tanto e si raccontarono tante cose che alla fine si addormentarono beate

Nel Boscodimenticato viveva una donna, un po’ bizzarra, secondo l’opinione comune.
Amava stare sola, nel bosco, e se ne andava in giro per i sentieri, cantando canzoni melodiose e raccogliendo erbe che usava per cucinare ogni genere di leccornia.
Sapeva esaudire i desideri di tutti quelli che incontrava.
– Mi piacerebbe ascoltare una canzone che parlasse di me. La conosci? – le dicevano coloro ai quali capitava di udire la sua voce.
– Certo – rispondeva lei e subito inventava per loro versi unici, speciali, che arricchiva di note melodiose.
– Che voglia di qualcosa di dolce… Mi prepari una torta? – le chiedevano quelli a cui capitava di sentire il profumo della sua cucina.
– Sicuro! – era la sua risposta e subito si metteva all’opera, mescolando essenze e farine con una miscela speciale, creata apposta per loro, e sfornava dolci speziati, dal gusto unico, mai assaporato prima di allora.
Che gran desiderio di sentirmi amato. Mi tieni tra le tue braccia? – le chiedevano quelli che ne incontravano lo sguardo gentile ed il sorriso beato.
E lei subito li avvolgeva tra le sue braccia, tenendoli stretti a lei, per ore, per giorni se era necessario, finché non sentiva che ogni fibra del loro essere si ammorbidiva sotto il suo abbraccio.

Un giorno arrivò presso la sua dimora una bambina muta; le parole non riuscivano più a venir fuori come se fossero imprigionate nel suo cuore. Lì le conservava, per non farle ascoltare ad anima viva.
Solo ai suoi occhi permetteva di parlare, ma era un linguaggio che non tutti erano in grado di capire e presto, la bambina, si ritrovò sola e sconsolata.
Per sfuggire al senso di solitudine che la attanagliava pensò di rifugiarsi nel Boscodimenticato sperando di poter scordare le ragioni per cui non riusciva più a parlare e ritornare così a dare voce ai suoi pensieri.
Fu lì che incontrò la Donnadeidesideri e non ci fu bisogno di parole perché lei leggesse il suo cuore e scoprisse il suo desiderio.
Le bastò incrociare il suo sguardo per capire tutto quello che c’era da capire.
Prese la fanciulla per mano e la portò in casa. C’era un bel teporino lì dentro. Il camino acceso scoppiettava e l’aria era satura di dolci profumi.

C’era un tappeto colorato davanti al camino, grande, rotondo e la donna la condusse proprio su quel tappeto e la fece accomodare davanti al camino tenendola stretta stretta.
Restarono in silenzio per un po’ mentre la donna, di tanto in tanto, gettava nel fuoco bucce di agrumi, bacche e rametti odorosi, granelli di essenze. Il fuoco sembrava animarsi ad ogni lancio ricevuto e scrocchiava come se borbottasse parole misteriose.
All’improvviso la donna si alzò e, tenendo per mano la fanciulla, iniziò a danzare trascinandola con sé ad un ritmo sempre più vorticoso. Girarono e girarono, sempre più velocemente finché caddero a terra con un gran capitombolo. E scoppiarono a ridere.
La donna prese a massaggiarsi il sedere indolenzito e la fanciulla, tutto d’un tratto, le chiese, preoccupata – Ti sei fatta male?
– No – rispose – Tranquilla. Non mi sono fatta niente.
E, senza dar peso a quanto era accaduto, si sollevò da terra, tirò su anche la fanciulla e ripresero a danzare e a ridere…..
E risero così tanto e ballarono così tanto e si raccontarono tante cose che alla fine si addormentarono beate, una abbracciata all’altra, proprio lì, su quel tappeto rotondo, grande, colorato, di quella casa un po’ magica in cui viveva una donna, un po’ bizzarra, secondo l’opinione comune, che aveva il dono di saper esaudire i desideri.


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Paola Colarossi
Sono Paola Colarossi, Insegno matematica e scienze presso un Istituto comprensivo di Andria e mi piace scrivere... Dal 2005 al 2009 ho collaborato, in qualità di redattrice dell’ambito scientifico, alla stesura di “Eirene” foglio di ricerca e cultura della pace, una pubblicazione periodica promossa dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Andria, in collaborazione con la Sezione di Pedagogia Interculturale dell’Università di Bari. Dal 2010 al 2012 , sempre con la stessa qualifica ho collaborato con la rivista “Scuola e Didattica”, editrice La Scuola, Brescia. Poi il grande salto... Nel 2012 ho scritto il mio primo libro “ E’ solo questione di tempo. La mia vita, una favola” edito da Etet, Andria , pubblicato nel 2014 e da allora gestisco una pagina facebook a mio nome all’indirizzo https://www.facebook.com/paolacolarossiHo partecipato all’edizione 2014 di “Libri nel Borgo Antico, conversazioni con gli autori nelle piazze del centro storico”, manifestazione pubblica del Comune di Bisceglie. E adesso...eccomi qua!

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