Tua figlia ti sottrae spesso i calzari…

e questo fa sorrider se sei a casa:

a voi ch’è già successo vedo ilari;

 

ma è di sicuro tutta un’altra cosa

se tu sei ancor a ripulir palette

e la Ciabatta Ladra è con tua sposa:

 

“Vado con mamma, pa’, di là ti aspette”

e tu non ci fai caso, tutto preso

a dearenizzar le paperette

 

e l’ombrellon come faretra appeso,

di salvagente fattoti collana,

la sedia a borsa frigo contrappeso…

 

All’improvviso: “Nooo! Porca Giuliana!”

-dal cor vorresti  bestemmiar più forte-

“Le mie infradito: le ha con sé la nana!”

 

E com chell om che condannato a morte,

vorrebbe quanto prima sia passata

la fin che un altro gli ha imputato in sorte,

 

tal se’ tu mirando traversata

che ti separ dall’auto di salvezza

ardente come brace per grigliata!

 

La cute a tal calor non certo avvezza

ti spinge a ricercare refrigerio

in ogni ove compar della freschezza;

 

e tu, che avevi un portamento serio,

d’un tratto, buffo, salti come un grillo

e invadi il tuo vicin senza criterio.

 

E or che non più pie’ hai, ma lapillo,

giunto a destinazion, senza rispetti

c’è la Ciabatta Ladra a farti strillo:

 

“Papà! Ma mamma mia, quanto ci metti?!”

Così, mentre rivesti il pie’ pelato

Realizzi quanto veri siano i detti:

 

se’ tu, che oltre al dann, se’ pur beffato!

Ascolta la “Ciabatta ladra” interpretata da Giuseppe Porro:


FonteFoto di Melissa da Pixabay
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Giuseppe Porro nasce ad Andria nel 1985, vive in Seminario gli anni della sua fanciullezza e adolescenza. Frequenta il Liceo Classico “Carlo Troya” e si laurea in Lettere presso l’Università di Bari. Dal 2015 vive a Martina Franca con sua moglie e le sue figlie. Da sempre amante della poesia, l’endecasillabo lo diverte particolarmente: Per gioco cominciai al cento die convivio, i pari miei per allietare, vincendo primordiali retrosie dinnanzi ai prof non temmi di parlare: usai da dilettante il bello metro, per dare ai brindisi una veste un po’ più ilare. Ridea di gusto, vetusta, la Di Pietro, la Tarantini, ch’avvampa di vermiglio e la teatrale musa Notarpietro. Da allora quando carta e penna piglio, se voglio raccontare di qualcosa, m’imbarco in ‘sì nobile naviglio che può suonar più dolce della prosa.

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