“La vita è una tragedia se vista in primo piano, ma è una commedia se vista in campo lungo”

(Charlie Chaplin)

Dovremmo sentirci tutti in debito nei confronti di quei comici geniali che hanno attraversato la nostra amata terra. Ho sempre pensato che comici sono dei tragici con uno sguardo più ampio. La vera comicità è quella che non ha bisogno di attingere alla volgarità, poiché è in grado di trarre dalla propria umanità quell’humus che germoglia in umorismo.

I grandi comici sono stati coloro che, facendoci sorridere, hanno saputo raccontare i drammi della nostra terra. Penso ad esempio alla enorme produzione di Charlie Chaplin, che ha saputo narrarci situazioni di dolore del secolo scorso ai vertici della drammaticità, quali i totalitarismi, i tradimenti e le povertà, in un modo eccelso e geniale. Bsti pensare a Benigni con “La vita è bella” o al grande principe Antonio de Curtis, in arte Totò, che ha saputo raccontare anche grandi tragedie, sapendo regalarci grosse risate, dietro le quali possiamo riconoscere ingredienti amari, quali le ferite che hanno attanagliato le passate generazioni. Gli stessi Gianni e Pinnotto o i memorabili Stanley e Oliver, sono stati cantori di situazioni dolorosissime, trasformate in quadretti unici e memorabili di pura ironia ed esilarante comicità.

Questi grandi comici, riflettendo sull’equivoco, il quale è in sé fonte di dolore e sofferenza, hanno saputo regalare quell’allegria e quel buon umore che loro stessi non possedevano. Quanto bene ci hanno fatto. Donare allegria, gioia, umorismo e risate, a mio parere, significa donare una forma sublimata di amore.

Mi piace immaginare i grandi comici come coloro ai quali è riservato un posto tutto particolare per l’eternità poiché hanno regalato agli uomini dolcezza nell’amarezza e momenti di pace anche in profondi turbamenti sociali. Essi ci hanno insegnato ad affrontare le questioni serie con il sorriso e, proprio per questo, a valutarle per ciò che sono. I comici con umorismo e con sguardo umile ci regalano analisi oggettive mentre politici e sociologi, spesso, con arroganza, ci consegnano un sarcasmo destrutturante. L’umorismo dona salute, il sarcasmo dolore.

Mi chiedo quando l’uomo prenderà la vita seriamente tanto da ascoltare i comici, per allargare lo sguardo e comprendere più autenticamente. Aveva proprio ragione Chaplin, utilizzando il linguaggio cinematografico, ad affermare che “La vita è una tragedia se vista in primo piano, ma è una commedia se vista in campo lungo”.

Avremo il coraggio di allargare l’obiettivo del nostro cuore, lasciandoci guidare dalla ragione, come un cameraman, da un’attenta regia, riesce a fare con la sua telecamera?


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