L’anima e il cuore vincono, nella bellezza, la paura e la morte

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante nel davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre.

È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

Credo che questa riflessione di Peppino Impastato è così contemporanea da riguardare tutti. L’aria di campagna, la bellezza del cielo stellato, la dolcezza del linguaggio, un abbraccio appassionato, il canto comune sono un linguaggio di bellezza da custodire più dei beni dell’UNESCO.

La bellezza di un marinaio che tira le reti a mare, il fascino della pesca, la rustica armonia dei porti apre ad una libertà che si redime dalle brutture e dagli appiattimenti tipici di una società che tende alla omologazione, appiattendosi su sé stessa, abortendo la diversità. Il divertimento che attinge alla bellezza fa cantare paradisiaci legami.

La delicatezza dell’attesa, con la sua nostalgia, conta più dell’arrogante presunzione di concretezza, piatta e ripiegata su sé stessa. Un vissuto apatico di sentimenti è radice di malessere, mentre l’incapacità di pensare al bene altrui è cecità di autentico bene e di ogni più utile progettualità di bontà.

La bellezza nascosta nel vissuto di chi, non di rado, non è oggetto di pensieri, nasconde tesori inespressi, immersi dalla palude dell’indifferenza. L’anima e il cuore vincono, nella bellezza, la paura e la morte esistenziale fatta da ingredienti quali parole amare, smanie di potere e dal narcisismo del prestigio personale.

Un bicchiere di vino con un amico, gesto semplice e banale, cantando per il puro piacere di stare insieme, sa unire quei cuore di una sublime bellezza, con una forza tale che il potere e la superbia temono. Chi ha il coraggio di sorridere, di donare uno sguardo gioioso fa tremare la tristezza e destruttura le false sicurezze. Ricordando tutti i benefattori di bellezza portiamo a tutti il bello, che è bene con i fatti, ricercando e insegnando la bellezza nascosta.


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Salvatore Sciannamea
Sacerdote della diocesi di Andria, attualmente sono fidei donum in Valle d’Aosta, ho conseguito la Licenza in Antropologia Teologica presso la Facoltà Teologica Pugliese “Regina Apuliae” di Molfetta. Autore di numerosi libri presso le Edizioni Sant’Antonio; collaboratore della Rivista Trimestrale di Teologia e Spiritualità “Jesus Caritas - Famiglia Carlo de Foucauld” e curatore della rubrica “Ripensare tra bellezza e verità” sul sito del mio paese d’origine: Canosaweb.it. Ogni martedì, pubblico sul mio canale youtube (https://www.youtube.com/channel/UCCgVJk1DCdYQhIeh9c6jmBQ) dei video-incontri di tipo culturale, spirituale e religioso, per riflettere ed interrogarsi sul senso della vita, sull'amicizia e la bontà.

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