Il MES contribuisce quindi a rendere più stabile e ordinata l’area monetaria europea

Il Meccanismo europeo di stabilità (MES) (ESM in inglese), e in particolare la sua recente proposta di riforma,  sono state  al centro  di un intenso dibattito politico in Italia,   tra chi sostiene l’importanza del MES ai fini del consolidamento della governance economica europea e chi invece ritiene che, nell’eventualità il nostro Paese dovesse chiedere assistenza finanziaria a detta Istituzione, ciò potrebbe comportare una richiesta automatica di ristrutturazione del nostro debito pubblico.

Il MES è stato adottato il 2 febbraio 2012 a Bruxelles mediante un Trattato intergovernativo, cioè al di fuori del quadro giuridico dell’UE. Esso rappresenta un’ulteriore misura per gestire e superare la crisi del debito pubblico nella Eurozona e sostenere i Paesi euro in difficoltà.  Il MES ha un capitale di 704,8 miliardi, composto  da quote versate dai Paesi membri  e risorse raccolte sul mercato.  l’Italia partecipa per 125 miliardi.   La  principale funzione del MES è quella di assistere finanziariamente quei paesi dell’area euro in temporanea difficoltà nel reperire capitali sul mercato ma con un debito pubblico giudicato sostenibile.

Il MES infatti interviene dopo una attenta analisi circa la sostenibilità del debito pubblico (e della sua capacità di rimborso) del paese che richiede il prestito. Soltanto  nell’eventualità di una valutazione negativa viene richiesta,   prima dell’erogazione del prestito,  una ristrutturazione del debito pubblico. Ma si tratta di casi eccezionali,  l’intervento del MES ha come fine di evitare una ristrutturazione del debito. Quindi possiamo affermare che non vi è alcun nesso automatico tra richiesta di assistenza finanziaria e ristrutturazione del debito pubblico.  In presenza di una richiesta di assistenza da parte di uno Stato membro, le necessarie valutazioni e le conseguenti decisioni vengono prese  dalla Commissione europea e dagli organi del MES sulla base delle norme vigenti e con discrezionalità sufficiente ad evitare inutili quanto dannosi automatismi non idonei a valutare la peculiare situazione dello Stato membro richiedente il prestito.

I criteri rigorosi osservati per la concessione del finanziamento mirano ad evitare rischi di instabilità finanziaria nell’area euro e a tutelare la solidità del MES, che  dispone di un bilancio limitato.   Il MES contribuisce quindi a rendere più stabile e ordinata l’area monetaria europea e rappresenta per gli Stati membri, in momentanea difficoltà,  la migliore opportunità per conservare la credibilità del proprio debito sul mercato con bassi costi.

Letture consigliate per approfondimenti :

  • Giampaolo Galli, Meccanismo europeo di stabilità: è il caso di allarmarsi?, in lavoce.info, 22/11/2019
  • Angelo Baglioni e Massimo Bordignon, Fondo salva-stati, cosa c’è e cosa no nella riforma, in lavoce.info, 22/11/2019
  • Pietro Reichlin, Perché serve il Meccanismo europeo di stabilità, in lavoce.info, 7/1/2020
  • Roberto Perotti, I veri numeri del Mes, in lavoce.info, 6/12/2019
  • Maria Cannata, Riforma Mes : la versione attuale è un passo avanti, in lavoce.info, 3/12/2019
  • Lorenzo Sala, Davvero il Mes ruba i soldi italiani per salvare le banche tedesche?, in lavoce.info, 5/12/2019
  • Ignazio Visco, Audizione sul funzionamento del Meccanismo europeo di stabilità e sulle sue prospettive di riforma, intervento del Governatore della Banca d’Italia presso la Camera dei Deputati, 4/12/2019
  • Banca d’Italia, Il Meccanismo europeo di stabilità e la sua riforma : domande frequenti e risposte,https://www.bancaditalia.it/media/fact/2019/mes_riforma/index.html
  • Trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità, https://www.esm.europa.eu/sites/default/files/20150203_-_esm_treaty_-_it.pdf
  • Senato della Repubblica, La riforma del Trattato istitutivo del Meccanismo europeo di stabilità, https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/DOSSIER/0/1132368/index.html?part=dossier_dossier1

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Antonio Carone
Nato a Taranto il 13 marzo 1953. Bancario in pensione. Laureato a Bari in Scienze Politiche con indirizzo economico-internazionale e tesi in Diritto internazionale. Vincitore di borsa di studio concessa dal Governo Olandese per la frequenza presso l’Accademia di diritto internazionale dell’Aja di un Corso di Diritto internazionale pubblico. Ha organizzato e frequentato numerosi Seminari di studi su tematiche concernenti l’integrazione europea. Ha svolto attività di docenza su tematiche comunitarie in Scuole pubbliche e private. Autore di numerosi articoli pubblicati sulla stampa e su riviste.

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