Sotto la cenere dell’indifferenza, baluginano fiammelle di generosità

Salvatore – (poeta della parola e della vita, al telefono con l’amico Fabio) … … … . L’anno scorso a casa tua assaporai nere olive Sant’Agostino, cotte nel sale.  Mi raccontasti che non avevano subito l’onta dei pesticidi e del terribile glifosate. Trovai gustose anche quelle verdi in salamoia, elaborate con saponina e calce. Fabio, ne avrei bisogno di un bel po’, me le puoi vendere? Dovrei regalarle a degli amici e naturalmente anche consumarle in famiglia.

FabioAscolta, Salvatore! Alcuni anni addietro chiesi a Vincenzo, un caro amico, una persona speciale, che aveva compreso appieno il senso da dare alla vita, di vendermi alcuni quintali di olive dell’uliveto confinante con un mio minuscolo ficheto. Perché in casa non eravamo soddisfatti dell’olio extravergine di oliva, che compravamo al supermercato. Avrei provveduto a portarle a un frantoio oleario che le sottoponeva ad una bassa temperatura, per ottenere un olio caratterizzato dal gradevole pizzicore, espressione di scarsa acidità.  

Vincenzo, col suo limpido sguardo e perenne sorriso, mi rispose: “Agli amici non si vende, si regala! Vai in campagna e raccoglile. Se sei interessato, successivamente puoi anche tenere in comodato d’uso l’uliveto ed il vicino pereto.”

Quindi, caro Salvatore, una mattina raccogliamo insieme le olive che ti occorrono. Sarà un piacere godere della tua presenza, poetica, umoristica ed umana. Il tuo sorriso, che mi illuminerà di gioia, sarà la più gradita ricompensa.

S. (con voce greve) Tu, però, sopporti spese per la potatura, la fresatura, il taglio dell’erba, la concimazione! Non voglio approfittare della tua disponibilità, devo assolutamente pagartele! Altrimenti non le voglio.

F. (alzando un po’ il tono della voce) Salvatò, neanche per sogno! “Agli amici si regala, non si vende” mi disse Vincenzo, che così facendo mi ha lasciato una grande eredità morale. Mi ha fatto comprendere che i rapporti tra le persone, soprattutto se legate da vincoli di amicizia, non devono assolutamente essere mercificati. … …

S. (Si avvicina, intanto, il tempo della raccolta delle olive da pasto) … …Salvatore, ora le olive sono mature al punto giusto. Qualche mattina…

F. (ancora irremovibile) Però, te le devo pagare!

S. (non replica, pausa, poi, cambiando argomento, aggiunge) Salvatore, ieri sono stato ad Andria, dove ho partecipato ad una manifestazione in difesa della libertà, indispensabile in questo periodo in cui si respira un’aria totalizzante. Là ho conosciuto Dina, viso rotondo, occhi sinceri venati di tristezza, giovane donna, battagliera, animata da spirito di comunità, consapevole dei suoi diritti.

Candidamente mi confida di essere ragazza-madre. Perché il compagno, venuto a conoscenza della gravidanza, insistette per l’aborto, ma lei non ne volle assolutamente sapere. Perciò, infranta la relazione di coppia, ritornò dal Trentino ad Andria, sua città natale e mise al mondo Anna, occhioni vivaci, fluente chioma di capelli neri.

La bambina cresce rigogliosamente e la madre ne è immensamente felice. Verso i due anni, però, comincia a scorgere nella piccola qualche segnale che la allarma. Recatasi, da uno psicologo, i suoi sospetti vengono confermati. Le viene, infatti, comunicato: “Signora, Anna è autistica.” (pausa; sguardo, dolce) “Stia tranquilla, faremo tutto quello che è umanamente possibile perché viva serenamente e dignitosamente”.

S. (insaziabile divoratore di libri, intervenendo in merito) L’autismo è una sindrome dalle tante sfaccettature che si manifesta nei primi anni di vita. Comporta frequentemente assenza di sviluppo delle relazioni sociali ed affettive, difficoltà nell’uso del linguaggio, apatia, ripetitività nei giochi e nei movimenti. Insomma una strada in salita per i piccoli, tante fatiche ed amarezze per i genitori!

(Lunga pausa; poi, ritornando alle olive) Senti, Fabio, ora è il tempo propizio per la raccolta delle olive. Che ne dici se invece di pagartele, faccio un regalino a questa bambina, che ha bisogno di tante cure?

F. (esultando) Caaaro Salvatore, mio grande amiiiico, non potevi partorire un’idea migliore! La condivido pienamente.

S. Però… però… nessuno deve conoscere le generalità del benefattore!

F. Non ci sono problemi. Hai la mia parola!

I due baldi vegliardi, che a mala pena si mantengono sulle gambe, raggiungono di buon mattino l’uliveto dominato dall’Ospedale dedicato a Don Raffaele Dimiccoli, apostolo dei poveri e brucano pian pianino gli ulivi da cui pendono olive grandi come prugne. Fortuna vuole che gli spericolati non cadano dalla scala.

Intanto, Dina e Fabio concordano di ritrovarsi l’indomani a Barletta da Elena, un’amica, casa aperta al sociale, dove genitori e docenti metteranno a punto le linee programmatiche e metodologiche di una nascente scuola parentale.

L’appuntamento è vicino alla statura di Eraclio. Dina ed Anna arrivano puntuali mano nella mano col viso raggiante. Salita la ripida scalinata, la piccina si sente subito di casa e si scatena a giocare con i bambini della nascente Comunità educante, che intende ispirarsi agli insegnamenti di Don Milani e Rudolf Steiner. Si infila, infatti, sotto il tavolo, entra e esce dalla cucina, saltella sul letto, gioca a nascondino, e il volto dell’anfitriona espande a profusione, col suo smagliante sorriso, compiacimento e complicità.

F. (Sul pianerottolo dell’abitazione, prima del commiato. Fabio mette nelle mani di Dina una bustina contenente il dono di Salvatore e in quelle di Anna una pianta di ciclamino, aggiungendo…) Fra qualche giorno la rinvaseremo a Trani, con la piccola banda di bambini e ragazzini della scuola parentale.

Dina – (occhi, lucidi; mani, che si aggrovigliano e stropicciano) Mi mancano le parole, Fabio, per l’accoglienza festosa. Sono emozionatissima.  Non mi sento più sola, terribilmente sola. Mi pare di conoscervi da una vita. Siete tutti gentilissimi e cordiali con me e la mia bambina. Vi sono immensamente grata.

(pausa) Per favore, Fabio, (aggiunge, guardandolo fittamente negli occhi e scendendo nella sua anima) ringrazia caldamente, per conto nostro, Salvatore. Il suo generoso gesto mi aiuta a riemergere dalla sfiducia verso il mondo, a credere nel legame indissolubile che dovrebbe esistere tra tutti gli esseri umani. Evidentemente sotto la cenere dell’indifferenza, dell’insensibilità odierna, zampilla il fuoco dell’amore. La sua generosità mi induce a cambiare pelle come il serpente, a lasciare cadere le foglie secche come fa il tiglio, a guardare il buio della mia vita come il momento che precede la mia rinascita interiore e sociale.

(pausa) Rispetto, Fabio, il nobile desiderio di Salvatore di rimanere anonimo. Che mi permetta, però, di telefonargli. Voglio dirgli che gli voglio bene e che utilizzerò il denaro esclusivamente per il benessere di Anna.

F. Provvederò. Grazie, Dina. Potrai sempre contare su di noi! Anche se malfermi in salute ed immensamente preoccupati per i tempi che corrono e per le sorti future del pianeta azzurro.

Anna, assorta, ascolta in silenzio la conversazione, mentre con la mano accarezza delicatamente i fiori rosa del suo ciclamino. Poi, come svegliandosi da un lungo torpore, alza la testa, sorride, si allunga sui piedini, tende le braccia e dà un bacio sulla guancia a Fabio. Dina e Fabio si guardano negli occhi, ambedue faticano a trattenere le lacrime.


FontePhotocredits: Domenico Dalba
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Percorso scolastico. Scuola media. Liceo classico. Laurea in storia e filosofia. I primi anni furono difficili perché la mia lingua madre era il dialetto. Poi, pian piano imparai ad avere dimestichezza con l’italiano. Che ho insegnato per quarant’anni. Con passione. Facendo comprendere ai mieli alunni l’importanza del conoscere bene la propria lingua. “Per capire e difendersi”, come diceva don Milani.Attività sociali. Frequenza sociale attiva nella parrocchia. Servizio civile in una bibliotechina di quartiere, in un ospedale psichiatrico, in Germania ed in Africa, nel Burundi, per costruire una scuola.Professione. Ora in pensione, per anni docente di lettere in una scuola media. Tra le mille iniziative mi vengono in mente: Le attività teatrali. L’insegnamento della dizione. La realizzazione di giardini nell’ambito della scuola. Murales tendine dipinte e piante ornamentali in classe. L’applicazione di targhette esplicative a tutti gli alberi dei giardini pubblici della stazione di Barletta. Escursioni nel territorio, un giorno alla settimana. Produzione di compostaggio, con rifiuti organici portati dagli alunni. Uso massivo delle mappe concettuali. Valutazione dei docenti della classe da parte di alunni e genitori. Denuncia alla procura della repubblica per due presidi, inclini ad una gestione privatistica della scuola.Passioni: fotografia, pesca subacquea, nuotate chilometriche, trekking, zappettare, cogliere fichi e distribuirli agli amici, tinteggiare, armeggiare con la cazzuola, giocherellare con i cavi elettrici, coltivare le amicizie, dilettarmi con la penna, partecipare alle iniziative del Movimento 5 stelle.Coniugato. Mia moglie, Angela, mi attribuisce mille difetti. Forse ha ragione. Aspiro ad una vita sinceramente più etica.

27 COMMENTI

  1. Grazie per questi racconti che ridonano speranza a chi ha perso anche quella… per mancanza di Empatia, per l’indifferenza che rende il dolore degli altri ivisibile. Nel mondo si possono incontrare gli Angeli che con un piccolo gesto, un pensiero d’amore, un abbraccio sentito , ci fanno sentire meno soli. Si riaccende la speranza e la forza di vivere . Grazie

  2. Le relazioni umane in contesti come le realtà di comunità, sono piccole scintille di speranza, come i granelli di sale che singolarmente sembrano non cantar nulla, non avere potere, ma insieme accumunati dalla forza e speranza,riescono ad eliminare l’ amaro gusto dalle olive e salvarle da morte. Ogni volta che una relazione sboccia e salva, fa rinascere un intero mondo di egoismo e amarore…

  3. Una bella storia ricca di valori…..dove l’amicizia ricambia il favore aiutando qualcuno che non si conosce…
    La gratificazione evidenzia che donare è meglio che ricevere!
    Grazie Domenico 🙏

  4. Bè, insomma difficile aggiungere, dire, criticare, meditare, ad una semplice lettura veloce, resta solo un senso appagato come il profumo dell’humus bel bosco. L’altro giorno per delle foto mi sono dovuto avvicinare molto al soffice substrato sotto alcune querce. Quante cose ci perdiamo quando siamo lontani dell’humus, dall’umano!

  5. Ritrovo tanti sentimenti positivi. Lamicizia, l’altruismo, la comprensione dei problemi altrui, immedesimarsi nell’altro…Grazie

  6. È sin dal titolo uno spettacolo. Ormai siamo indifferenti a tutto e sopratutto a tutti. Ormai insegniamo ai nostri bambini ad insultare un anziano per strada e non ad aiutarlo con qualche busta di troppo. E questa storia è uno spettacolo perché chi di noi non ha bisogno di un vero amico ? Di uno sguardo, di un sorriso o di una pezzetto di pane da dividere. Certo ce ne sono pochi o meglio rari .. perché L amico è chi in realtà ti da senza aspettarsi nulla perché L averti dato è per lui già il regalo stesso..tutti siamo stati la Dina che si sente sola, che nn sa che fare, si sente impotente davanti a qualcosa che nn sa come affrontare e allora è proprio lì che la non indifferenza ci aiuta a trovare un po’ di speranza. Molto bello

  7. Caro Mimmo, noto nelle Tue riflessioni la preoccupazione, ricorrente, per i tempi che corrono e per le sorti future.
    Io non condivido appieno le Tue preoccupazioni.
    I tempi che corrono sono quelli di Salvatore e Fabio, quindi positivi.
    Salvatore e Fabio sono anche il futuro, per quello che ancora faranno e per l’eredità che lasceranno.
    Il futuro è anche Dina con il suo bagaglio arricchito dalla vostra amicizia.
    Quindi Mimmo, il presente è ricco di cose belle e il futuro promette bene.
    Un abbraccio.
    Pasquale

  8. Una storia molto bella. l’articolo, per come strutturato, si distingue dai soliti articoli. Mi piace. Mi piace il punto in cui c’è l’invito a raccogliere le olive in autonomia. Ho rivisto noi quando mi hai detto che potevo usare in autonomia il tuo garage. In alcuni punti si distingue la figura del maestro e dell’allievo…a mio parere sono il riflesso del tuo maestro interiore che con autorevolezza sa dare il consiglio giusto ed il tuo essere allievo che si nasconde nelle pause, nelle emozioni….nei silenzi. Io adoro il dialogo perché la “creazione divina” – Gv 1,1-18 (logos) avviene fra due (dià-) individui. Il dialogo è uno strumento fortissimo perché ci permette di “lavorare” insieme a qualcosa che prima non c’era (l’Amore) ed il tuo racconto lo è di esempio.

    • C’è tanta gente umana e generosa che opera in silenzio questi sono i pilastri dell’,umanità la ricchezza non è sempre il denaro ma sono le persone che ne danno ad esso il giusto scopo

      • Concordo. A tal proposito vorrei citare una frase del maestro dei maestri:
        “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
        Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.” – Matteo 5,13-16

  9. Ogni gesto di solidarietà, piccolo o grande, ha un valore immenso se dettato dal nostro cuore.
    Basta poco per cambiare il mondo e spesso tutto cio’ ci viene rappresentato da tante singole gocce d’acqua che unendosi formano un oceano ossia” l’oceano della solidarieta’ “.
    E’ nel donare che l uomo e’ uomo, nobile e anche guerriero.
    Il guerriero non e’ colui che combatte ma che sacrifica se stesso per il bene degli altri.
    Ecco che Domenico attraverso le sue appassionate storie riesce sempre a colpire nel nostro IO.

  10. Caro Mimmo ,E’ sempre un piacere leggere i tuoi articoli. E questo, lasciamelo dire, é veramente molto bello; non soltanto come l’hai intrecciato ,ma per il significato di grande generosità. Sembra una gara tra persone dal cuore d’oro con un lieto fine: tutti si sentono coinvolti e ,soprattutto, sono soddisfatti per essere stati preziosi uno con gli altri. Bravo e grazie Mimmo.

  11. Un’ emozionante storia di altruismo, generosità e sensibilità, qualità tristemente in crisi nella indifferente società odierna. Dolcissima la piccola Anna!

  12. Caro Mimmo, un bel racconto che inizia con le olive nere e amare, che sapientemente trattate possono diventare olio luminoso. L’abbraccio e il bacio della bimba lasciano presagire anche per lei un futuro di speranza anche in questi giorni…

  13. “Sotto la cenere dell’indifferenza, dell’insensibilità odierna, zampilla il fuoco dell’amore”

    Questa é la verità, l’unica verita che vale.

  14. grazie Mimmo, un racconto toccante che induce all’ottimismo circa il futuro che ci attende, che ci auguriamo sempre più ricco di sentimenti generosi e altruisti!

  15. Mimmo non è un inguaribile utopista, è uno che concretamente mette in atto tutto quello che gli frulla in testa, cercando con testardaggine l’ancoraggio ad una realtà che non sempre ha in debito conto il bisogno di tutti gli altri. Nel suo mondo reale questi altri sono amici di merende, di chiacchiere, persone di tutte le età e di tutte le classi sociali con cui condividere un pezzo di vita. Posso garantire che negli ultimi 50 anni non è mai cambiato e questo è un bene!

  16. Un invito implicito alla riscoperta dei valori più autentici assopiti dai ritmi frenetici del vivere quotidiano che, al contrario, sono all’insegna della competizione e dell’indifferenza.
    È sufficiente un piccolo gesto di solidarietà per rendere felice una persona, un piccolo atto di generosità per non farle perdere fiducia nel prossimo.
    Ora più che mai siamo tutti chiamati a mettere in atto comportamenti simili e a dare un senso profondo al nostro vivere. Non lasciamo che la parola “umanità ” resti solo un concetto astratto.
    Grazie Mimmo, la lettura dei tuoi articoli sempre ben strutturati e ricercati sono un piacevole momento che rallegrano la giornata.
    Un abbraccio.

  17. Individualismo. Racchiude la parola individuo che nella sua etimologia latina individuus significa ” indivisibile”, ” indiviso”. Allora scorgo nel suo prefisso in- un rimando a un’ idea di chiusura, circoscrizione, confine. Limite. Come se nella parola stessa si insinui un atteggiamento a favore dei propri interessi ma a discapito di quelli della collettività. Tenersi stretto i propri beni, una piccola busta contenente denaro, un gesto mancato, un aiuto non offerto, una parola non pronunciata. Di certo questo è individualismo. Rimanere ingabbiati nel proprio io, confinati in uno specchio riflesso della propria immagine, non ci fa apprezzare il gusto del dono. Chi riesce ad oltrepassare quel confine assume la grandezza di persona altruista.

  18. Ancora una volta hai colto nel segno… con l’attenzione rivolta a valori che pare siano stati dimenticati o messi da parte. L’amicizia, l’altruismo ,l’innocenza che si rivelano da ciò che descrivi fanno sperare che ci possa essere una realtà migliore di quella che viviamo ogni giorno.
    La speranza di poter avere un “mondo migliore” per me resta tale.
    E’ troppo gravoso l’impegno,assai impegnativo il confronto, ancor più mettere in atto propositi positivi e con essi costruire insieme agli altri nuove fondamenta per quel”mondo migliore”., Ci restano ancora tante possibilità per riuscire nell’intento,tu sei fra quelle.
    Grazie Mimmo

  19. Caro Domenico, è bello quanto descrivi. Sono veramente poche le persone che sanno fare comunità nel vero senso della parola. Grazie per questo dialogo che mantieni aperto con tutti , sei un esempio . Benedetto

  20. Che dire un racconto bellissimo che mi apre il cuore ….e che mi riempie di speranza….dove protagonista é l’umanità ..la sensibilità….l’empatia…tutto quei valori che sembrano andare in estinzione negli ultimi tempi….ma l’amore vince sempre su tutto questa è la mia riflessione…

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