Closeup closed eye of crop anonymous unhappy crying kid with small tear rolling down on cheek while standing in light room

A proposito dell’ultimo articolo di Paolo Farina

Non posso fare a meno di commentare l’articolo di Paolo Farina sul rischio che i dirigenti scolastici rendano infelici i docenti, specialmente i più motivati. Ho insegnato per 23 anni e sono stato DS per 16: insomma, qualcosa l’ho vista e passata pure io.

Vado prima alla conclusione: un insegnante motivato che incontra un DS stupido e repressivo potrà lottare, anzi potrà anche accrescere la propria motivazione “in direzione ostinata e contraria”, ma alla fine si ammalerà. Per questo motivo la normativa, non sempre applicata, stabilisce che i DS non possano restare in una stessa sede per troppi anni (in Puglia 9, in altre Regioni 6).

Questo criterio è davvero utile perché, se applicato costantemente, potrebbe creare un equilibrio fra un Collegio docenti potenzialmente stabile e una dirigenza che passa, applica il PTOF e il RAV, stimola il Collegio docenti, ma non trasforma la scuola “nella mia scuola”. Ci sono DS che riescono a rimanere allo stesso posto, spesso poi nella propria città, anche per 15 o 20 anni! Normalmente questo avviene perché il DS ha avviato un nuovo Indirizzo e quindi ottiene un nuovo codice meccanografico.

E qui si aggiunge il tema della residenza dei dirigenti pubblici e delle pressioni che i dirigenti subiscono quando ci sono rapporti di amicizia e di parentela.

Voglio dirlo con chiarezza: la superficialità con cui si tratta la categoria dei Dirigenti scolastici è pericolosa. I dirigenti delle sedi dei supermercati fanno 100 volte più aggiornamento dei DS! Con una differenza: quelli trattano alimentari e detersivi, i DS trattano il futuro del nostro Paese!

I Governi degli ultimi anni hanno ridotto il numero delle scuole per controllare più facilmente i gangli del sistema: meno di 10000 dirigenti, che è facile gratificare e altrettanto facile controllare con una strategia “up-down”, l’esatto contrario della dinamica dell’Autonomia scolastica.

Ovviamente esiste un grande malessere anche nella categoria dei DS, perché quasi sempre si lavora isolati e schiacciati fra i bisogni degli utenti e le pulsioni più o meno razionali degli USR e del MIM. Ciononostante un DS dovrebbe fare qualunque cosa, tranne che reprimere o ostacolare l’azione del docente, che gode dei diritti sanciti dalla Costituzione, primo fra tutti la libertà di insegnamento.

Sarebbe molto interessante discutere di questi temi pubblicamente, perché condizionano la vita delle famiglie in maniera davvero forte.

Certo è che gli insegnanti motivati sono molto preziosi, anzi non hanno prezzo.

Da Ds ho sempre ricordato e spesso raccontato una mia esperienza di docente.

Scuola media di periferia. Organizziamo un’escursione a piedi in una contrada distante 4 km dalla città. Andata a piedi e ritorno in autobus di linea. Grande successo, madri con gli occhi pieni di gratitudine per un pomeriggio di libertà e di tranquillità!!! L’anno successivo i ragazzi chiedono di ripetere la passeggiata, questa volta però in bicicletta. Mica scemi! Vado dal Preside (allora si chiamava così), una persona per bene, tranquilla. Siamo nel corridoio, gli spiego la questione e mi risponde, secco: “Professore, lei deve essere completamente pazzo!”.  Dopo una decina di minuti vado in segreteria e mi ferma un distinto signore in giacca e cravatta. Mi fa: “Buongiorno, professore, mi presento: sono il responsabile di area della Compagnia assicurativa…. Mi scusi, perché il Preside le stava dando del pazzo?”. Rispondo e lui conclude: “Guardi, la polizza assicurativa le consente di usare non solo le biciclette, ma anche i motorini fino a 50cc di cilindrata”.

Intelligenti pauca!

*** 

SE VUOI ORDINARE LA TUA COPIA DE L’ARTE DI INSEGNARE OVVERO D’ESSERE FELICI, CLICCA QUI:

ODYSSEO.IT


Articolo precedenteOnlife
Articolo successivoCome vorrà il destino
Sono nato a Barletta nel 1956; ho insegnato Lettere per 23 anni e sono stato dirigente scolastico dal 2007 al 2023. Mi sono dedicato allo studio di vari aspetti della storia locale e sono membro della Società di storia patria per la Puglia; ho censito, trascritto e tradotto le epigrafi di Barletta. Per i tipi della Rotas ho pubblicato il romanzo-saggio “Ricognizioni al giro di boa”. Da molti anni mi interesso di religioni (specialmente il Buddhismo Mahayana) e di dialogo interreligioso. Ho avuto la fortuna di avere tre figli e ora di essere anche nonno! Da settembre 2023 sono in pensione: si dice tecnicamente "in quiescenza" ma è un po' difficile fermarsi. Gioco a tennis, mi piace molto viaggiare e credo molto nel lifelong learning. Sono stato cooptato in Odysseo da Paolo Farina :) e gli sono grato per avermi offerto uno spazio per parlare di scuola (e non solo) fuori dall’ambito formale/ istituzionale.

3 COMMENTI

  1. Articolo di grande spessore con una lucida analisi della realta’ come tutte le pubblicazioni del Prof. Filannino

  2. Caro Michelangelo, noto che le problematiche che affliggono la scuola sono molto simili a quelle che stanno devastando anche la sanità. Sarebbe molto utile parlarne pubblicamente, come tu auspichi.
    Un saluto fraterno.

  3. Infatti la domanda è: quando si ricomincerà a parlare e a dibattere pubblicamente? O si può parlare solo nelle interviste televisive? Che cosa aspettano i Partiti che si autodefiniscono democratici a far parlare le persone? O si parla solo in campagna elettorale?

Comments are closed.