Tu esci dal ghetto per mano divina
Ma poi ti ritrovi in mani assassine…?
E sconti una colpa ma da innocente
Tant’e che la storia ne porta i lutti…?

Di ogni tragedia, se restan le scorie,
È un monito aperto da non scordare…
Ma il torto subìto va perdonato
Ché mai si ripeta un’altro supplizio…

Giammai si risolve dente per dente
L’attrito esistente con il fratello
Dove il più “bruto” rimane perdente

Mandando in frantumi il mito di Abele:
Gli resterà grave il truce fardello,
Per tutta la vita, pieno di fiele…

17/10/2923


FonteFoto di Levi Meir Clancy su Unsplash
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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.