“Si educa molto con quello che si dice, ancor più con quel che si fa, molto più con quel che si è”  

(Sant’Ignazio di Antiochia)

 

Caro Direttore,

dopo la rocambolesca caduta di governo voluta dal carissimo ex ministro dell’interno i primi giorni di agosto, culminata con le dimissioni del presidente Conte e, grazie alla pazienza costruttiva del nostro presidente della Repubblica Mattarella, dopo la formazione di un nuovo governo, che per lo meno non parte con contratti, ma con “proviamo a trovare intese e priorità condivise” (bella e ricca parola “condivisione”)… Dicevo dopo questa animata coda d’estate (come se non fossero state abbastanza le varie “animazioni da spiaggia” costantemente pubblicizzate sui vari social), mi  è capitato ieri di imbattermi in un ennesimo post dell’ormai ex ministro dell’interno Salvini (fotografato con l’ormai ex ministro dell’istruzione Bussetti) che testualmente recitava “Vigileremo perché il nuovo governo non smonti quanto fatto di buono sulla scuola”. 

A parte il lapsus freudiano (non tanto lapsus visto tutto l’operato dei soggetti in questione) “quanto fatto sulla scuola” e non per la scuola,  mi è sorta spontanea la domanda : ero forse distratta, addormentata, presa da altro, confusa… tanto da non accorgermi di quanto è stato fatto in questi quindici mesi  per (ops) sulla scuola??? 

Oltre i vari Decreti emessi davvero “con tanta fatica”, a rate”, su argomenti di enorme importanza, quali l’inclusione o l’educazione civica, quest’ultimo nemmeno andato a buon fine, (sempre che ci fosse bisogno di un decreto per fare educazione civica nella scuola), a parte lo svolgimento “con modalità discutibili” di Concorsi rilevanti, tra i quali quello per Dirigenti Scolastici e nomine varie per incarichi “di spessore” fatte in “maniera affrettata”, alcune delle quali fortunatamente bloccate dalla Corte dei Conti…. a parte tutto ciò, mi sono persa qualcosa???

Caro Direttore, non avrei mai pensato di tornare a scriverle su questo argomento dopo la mia lettera al carissimo ex ministro Bussetti, datata credo febbraio scorso, a seguito della infelice risposta da lui rilasciata su quanto fatto o programmato per la scuola al Sud (è inutile non riesco proprio ad usare l’espressione “sulla scuola”). 

Ecco una cosa fatta: aver dato risposte offensive e demolitrici su quanto quotidianamente gli operatori scolastici tutti (dai docenti ai dirigenti, al personale tecnico-amministrativo, al personale ausiliario) fanno nella e per la scuola tutta, senza alcuna innaturale distinzione tra Nord, Sud, regioni, città e paesi…

Lungi da me anche stavolta entrare nel merito politico, però mi lasci dire che il compito educativo e formativo, sicuramente priorità della scuola e della famiglia, è un dovere di tutti noi in ogni momento e circostanza, ma sicuramente ancor più cogente per chi riveste ruoli particolari che hanno anche una “certa visibilità” pubblica. 

Allora, caro Direttore, quanto di formativo ed educativo è venuto fuori nelle continue, quotidiane offese, istigazioni alla violenza, all’odio, alla derisione, alla battaglia contro tutti coloro che non la pensano come noi, o peggio ancora, che non sono come noi? Continui post, video, selfie, direi “poco felici” per non dire a tratti disgustosi di autoesaltazione sempre e comunque e di “maltrattamento” feroce e colmo di cattiveria verso chi cerca di dare priorità alla vita delle persone, all’emergenza e al soccorso per provare poi a pianificare insieme scelte ed interventi corretti. 

Scriveva il secolo scorso il filosofo Bertrand Russell: “L’educazione dovrebbe inculcare l’idea  che l’umanità è una sola famiglia con interessi  comuni. Che di conseguenza la collaborazione è più importante della competizione.”  

Allora mi viene da pensare che il caro ex ministro dell’interno, prima di vigilare perché non smontino “quanto fatto sulla scuola” dalla sua squadra, possa provare a riflettere un attimo a quanto ogni giorno con i suoi “atteggiamenti arroganti” (per essere buona) ha distrutto dal punto di vista educativo e formativo. 

Scriveva in tempi non sospetti Sant’Ignazio di Antiochia: “Si educa molto con quello che si dice, ancor più con quel che si fa, molto più con quel che si è”.  Altroché preoccuparsi dell’inserimento nei curricoli dell’educazione civica (non certo per sminuire questa disciplina di vitale importanza): noi docenti la facciamo volentieri ogni giorno, in ogni occasione utile, così come dovremmo farlo tutti in qualsiasi momento per arricchire e guidare la formazione dei ragazzi e dei giovani che abbiamo la fortuna di incontrare. Qualsiasi tipo di confronto nel pieno rispetto della libertà mia e dell’altro non può che essere arricchente per entrambi e per tutti…

Confronto, non lotta o battaglia, confronto per il bene comune, per la difesa della vita sempre e comunque. Proviamo ad allargare lo sguardo a tutti i bambini innocenti che, in ogni parte del mondo e “in tanti mari del mondo” sono vittime di violenza e di abbandono… non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti. 

Mi diceva proprio l’altra sera Raffaele (un ragazzo Down): “La vita bisogna viverla sempre…tutti!”. Quanta saggezza… quanto è evidente che il confronto con l’altro non può che aiutare tutti noi ad educarci e formarci sempre, ad essere guida per chi ci è accanto, ma nello stesso tempo ad arricchirci ogni giorno da chi abbiamo la fortuna di incontrare. Ecco la bellezza della formazione: c’è sempre  da imparare così come c’è sempre da vivere.

Don Gallo, prete di strada a Genova, amava ripetere: “La mattina dopo la mia tazza di tè bevo tazze di dubbi, quel sano dubbio che ti fa diventare mendicante della sapienza che viene dall’altro e dall’Alto”.

Dopo queste riflessioni, caro Direttore, vorrei rispondere alla “preoccupazione” dell’ex ministro su quanto il nuovo esecutivo “possa smontare sulla scuola” con le parole, tratte da un bellissimo brano di Giorgio Gaber, su cui tutti (ma soprattutto coloro che cercano di rappresentarci a vari livelli) dovremmo meditare:

“La libertà non è star sopra un albero

Non è neanche avere un’opinione

La libertà non è uno spazio libero

Libertà è partecipazione”.  

 


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Dora Conversano
Non riuscirei ad immaginare un mondo senza “l'altro” (inteso nella sua accezione più ampia possibile): dall'Altro che ci guida da lassù a tutti gli altri che ogni giorno ci regalano la gioia della condivisione, dello stare insieme, del percorrere insieme, arricchendoli, pezzi della nostra vita. Ogni giorno scopro sempre di più quanto leggere, ascoltare, comunicare e confrontarsi restino (dopo quello della vita e dell’amore) i doni più belli che potessero darci... gli unici modi per godere appieno di tutte le meraviglie che ci circondano. Laureata in Pedagogia (materia che mi appassiona e mi incuriosisce ogni giorno di più), insegno in un'Istituto Comprensivo dove rivesto da un po' di anni anche il ruolo di vicariato e di sportello d’ascolto pedagogico. Appassionata di musica (suono la chitarra da parecchi anni), ritengo vincente ed efficace educare e formare le nuove generazioni anche attraverso il linguaggio alternativo dell’arte e della musica, facendo confluire in modo armonico, attraverso un percorso creativo di sperimentazione di gruppo, le diverse dimensioni artistico-musicali individuali e collettive.

4 COMMENTI

  1. Dora, complimenti! Dai voce a tutti noi che silenziosamente operiamo con amore per l’altro chiunque esso sia.

  2. Grazie mille …davvero motivante per me un commento del genere fatto da una persona che alla scuola ha dato davvero tanto!

  3. grazie Annamaria….avere commenti da chi ogni giorno lavora davvero nella e per la scuola è decisamente molto motivante…

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