Un’iniziativa della Delegazione AIS Svevia, oggi pomeriggio nel Castello di Barletta

La cornice non poteva essere più suggestiva: la delegazione AIS Svevia ha infatti scelto l’incantevole Castello di Barletta, per presentare l’evento “I Franciacorta in terra di Federico”, un appuntamento che farà gola agli appassionati, ma anche a quanti sono curiosi di scoprire i Franciacorta, il cui nome è sinonimo di eccellenza e che porta alto nel mondo il brand made in Italy.

L’etichetta Franciacorta identifica uno spumante a DOCG che viene prodotto in tutta la provincia di Brescia, nella zona che dà il proprio nome allo stesso spumante.

Con il Marsala e l’Asti, il Franciacorta è, appunto, uno dei tre vini italiani a cui l’Unione Europea ha riconosciuto la facoltà di essere indicato per antonomasia, vale a dire senza altre qualificazioni. In altri termini, il suo il prestigio è tale che non occorre precisare “spumante Franciacorta”: basta il solo nome “Franciacorta”, proprio come si fa nel caso dello Champagne.

La peculiarità basilare del Franciacorta è che il solo metodo consentito per la presa di spuma è quello della rifermentazione in bottiglia, come insegna la tradizione del “metodo classico”.

Per circa 30 anni, dal 1967 al 1995, l’etichetta Franciacorta è stato impiegata anche per i vini DOC rossi e bianchi della medesima area, ma gli stessi sono stati prima rinominati come Terre di Franciacorta e, in un secondo momento, a partire dal 2008, come Curtefranca.

La serata organizzata dalla delegazione AIS Svevia si preannuncia con un seminario di approfondimento e un percorso degustativo aperto sia agli Operati che al Pubblico.

Di seguito le modalità di ingresso:
16:00-18:00 Ingresso Riservato agli Operatori
18:00-19:30 Seminario
20:00-23:30 Apertura al Pubblico e Operatori
(è previsto un contributo per la partecipazione con uno sconto riservato ai soci AIS)

 


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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...