Lettera di un nonno ad un bimbo nato al tempo del Covid

Nipotino mio,

sei nato durante la prima ondata di Covid-19, Esigi attenzioni, e la tua tenera mamma si prende generosamente cura di te. Instancabilmente, ti accarezza, ti bacia, ti abbraccia. Si entusiasma nel contemplarti.

Urlo di rabbia, invece, io per lo squallore del mondo martoriato che ti offro. Il Pianeta azzurro, la casa di tutti, sta crollando, vistose lesioni la dilaniano in ogni direzione. Incendi, avvelenamenti e cave estrattive la sfregiano orrendamente.

Mi sento colpevole, mi vergogno, non ho il coraggio di guardarmi allo specchio per quello che avrei dovuto fare. Sono stato un vigliacco, rimanendo inerte, indifferente.

Daniele mio, mia figlia, la tua mamma, era incinta, quando l’abbracciai l’ultima volta a metà febbraio. Mancavano ancora un paio di settimane al parto. Tu palpitavi nel bozzolo, scapriolavi, scorrazzavi. Ora, hai compiuto nove mesi. Nel frattempo ho provato l’atroce esperienza della segregazione in casa mia!, per il sopraggiungere della pandemia.

Finalmente, nel mese di agosto ho potuto vederti, accarezzarti, cullarti, cantandoti una ninna nanna, raccontarti quello che era successo e la trepidazione per gli eventi che potranno riaffacciarsi con l’arrivo dell’autunno.

Gioia del nonno, gravi e impellenti decisioni bussano adesso alla coscienza di tutte le persone, responsabili, per la sconvolgente esperienza, per la tragedia che non è ancora finita, anzi con questa seconda ondata galoppa a tutto spiano. A dare fiducia, a spronare è lo spirito della resilienza che spinge ad alzarsi, a rimboccarsi le maniche.

Gli arraffoni sono già all’opera. Si urlano a squarciagola proposte, rimedi, accuse, invettive. Grande, però, è la riluttanza al coinvolgimento personale, al contatto profondo con sé e gli altri. Alla comprensione delle gravi responsabilità collettive verso la Madre Terra.

Basta piangersi addosso! trovare colpevoli! Giustificazioni! Sperare che le cose cambino per opera di entità misteriose o magiche. Ebbene, caro Daniele, occorre un colpo d’ala, individuale e corale. Energico, vibrante. Pervicace.

Impegni solenni attendono. Mi impegnerò in prima persona a contrastare la catastrofe profilantesi all’orizzonte, della quale abbiamo conosciuto solo un piccolo sintomo. Un velenoso antipasto, foriero di bocconi di gran lunga più tossici. Voglio offrirti un mondo, semplice, vibrante di vita. Ne hai diritto! Tu e l’intera umanità.

Tanti, gente lungimirante e prodiga, animati dallo stesso anelito, parteciperanno attivamente nell’ideazione, progettazione e realizzazione di un futuro diverso, più giusto, equo, solidale, umano, rispettoso di tutte le forme di vita esistenti.

Ogni giorno mi batterò perché dappertutto regni la pace. Non si può vivere con l’incubo dell’olocausto nucleare. La guerra è una tragica, allucinante esperienza. Si uccidono donne e uomini, bambini e anziani, si devastano territori, si sconvolge la vita di milioni di persone, animali e piante. Gli arsenali, stracolmi di armi e munizioni, convenzionali ed atomiche, vanno chiusi e svuotati!

Costantemente sarò in prima linea nel combattere ogni forma di criminalità, corruzione, elusione ed evasione fiscale. Ostacolerò sprechi, la costruzione di opere inutili e l’ulteriore cementificazione del suolo.

Lo Stato deve essere indotto a gestire nell’interesse della collettività, sollecitato a non andare a rimorchio di potentati economici. Nessuna sacca di impunità deve essere garantita. Le complicità devono essere smascherate e smantellate.

Quotidianamente mi impegnerò perché a tutti gli esseri umani venga garantita uguale dignità. Sociale, economica, culturale, spirituale. Umana. Per questo vanno salvaguardati e valorizzati, i beni comuni. Biblioteche in rete, musei, teatri sempre aperti. Scuole immerse nella natura. Campi da gioco per le giovani generazioni.

Per quanto è in mio potere, osteggerò discriminazioni di ogni sorta che colpiscano per il genere, l’etnia, la cultura, la religione, l’età, le condizioni psicofisiche e sociali. Vengono elaborate e propagandate per dividere, sfruttare, sottomettere.

Non mangerò carni, salumi, pesci e latticini per motivi salutistici, morali e ambientali. Sono fermamente convinto che il consumo di questi alimenti nuoccia gravemente alla salute psicofisica e al sistema sanitario; procura torture, fa soffrire miliardi di esseri viventi e devasta il Pianeta. Oltre il 50% dell’inquinamento, infatti, è addebitabile all’allevamento degli animali, per i quali si coltivano mais e soia. Ecco perché si disbosca e si brucia la Foresta Amazzonica.

Curerò il mio campicello con amore, consentendo a tutta la microfauna esistente di svilupparsi. Per contenere le aggressioni patogene, vaporizzerò macerati di ortica, aglio ed equiseto, userò trappole inzuppate di feromoni. Concimerò con ammendanti ricavati dal compost. Raccoglierò erbe spontanee, comprerò frutta e verdura dai GAS, Gruppi di Acquisto Solidali, in attesa che anche in Italia, come nel Sikkim, tutta l’agricoltura venga prodotta senza l’ausilio di pesticidi, glifosate e concimi chimici.

Nipotino mio, offrirò spontaneamente la mia solidarietà a tutti quelli che ne avranno bisogno, senza aspettare l’avvilente richiesta. Non rimarrò indifferente, né volgerò la testa dall’altra parte. Mi prenderò cura assieme ad altri, soprattutto dei più deboli, disabili, anziani, ammalati, poveri e migranti.

Mi terrò informato su quello che succede nel mio territorio, nell’intero Paese ed in tutto il mondo, cercando di guardare la realtà con spirito critico e con animo empatico. Lotta senza quartiere alla disinformazione, servile verso il potere. Accartoccerò ogni forma di delega, per essere protagonista, comprimario con tutti. La vita sarà certamente più impegnativa, ma avrà senso.

Daniele caro, realizzeremo insieme i giocattoli con il tuo ingegno, con la laboriosità delle tue mani. Uno è già pronto per te. Lo ha costruito Antonio Acclavio, un mio amico di Trani capace di produrre cattedrali, edifici storici, castelli, recuperando legname di scarto che normalmente finisce in discarica. È una vezzosa casetta dai tetti spioventi, capace di raccogliere e custodire da subito i tuoi risparmi.

Poi, semineremo e metteremo a dimora alberi, costruiremo erbari e terrari, dipingeremo, scriveremo articoli, canteremo, salteremo nelle pozzanghere e correremo a perdifiato.

Solo per estrema necessità mi avvarrò dell’automobile. Per gli spostamenti farò ricorso ai mezzi pubblici, alla bicicletta, che potrà percorrere una rete infinita di piste ciclabili. Le gambe dovranno macinare chilometri di strade e sentieri.

Assieme, potremo fare lunghe passeggiate lungo i fiumi, per itinerari vallivi e crinali dei monti, sulla battigia, nella frescura dei boschi, nei campi. Come poeti della vita, ammireremo, così, la fantasmagoria dei colori, godremo la fragranza delle essenze profumate, rimarremo stupiti dal canto degli uccelli, ci meraviglieremo dello stormire delle foglie, apprezzeremo l’elegante danza dell’avena sativa. Accarezzeremo fiori e coccinelle. Scopriremo la vita.

Immagino che sorridi, nipotino mio. Grazie per la fiducia che riponi nei miei, nei nostri progetti, ti voglio bene.

Nonno Mimmo.


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Domenico Dalba
Percorso scolastico. Scuola media. Liceo classico. Laurea in storia e filosofia. I primi anni furono difficili perché la mia lingua madre era il dialetto. Poi, pian piano imparai ad avere dimestichezza con l’italiano. Che ho insegnato per quarant’anni. Con passione. Facendo comprendere ai mieli alunni l’importanza del conoscere bene la propria lingua. “Per capire e difendersi”, come diceva don Milani.Attività sociali. Frequenza sociale attiva nella parrocchia. Servizio civile in una bibliotechina di quartiere, in un ospedale psichiatrico, in Germania ed in Africa, nel Burundi, per costruire una scuola.Professione. Ora in pensione, per anni docente di lettere in una scuola media. Tra le mille iniziative mi vengono in mente: Le attività teatrali. L’insegnamento della dizione. La realizzazione di giardini nell’ambito della scuola. Murales tendine dipinte e piante ornamentali in classe. L’applicazione di targhette esplicative a tutti gli alberi dei giardini pubblici della stazione di Barletta. Escursioni nel territorio, un giorno alla settimana. Produzione di compostaggio, con rifiuti organici portati dagli alunni. Uso massivo delle mappe concettuali. Valutazione dei docenti della classe da parte di alunni e genitori. Denuncia alla procura della repubblica per due presidi, inclini ad una gestione privatistica della scuola.Passioni: fotografia, pesca subacquea, nuotate chilometriche, trekking, zappettare, cogliere fichi e distribuirli agli amici, tinteggiare, armeggiare con la cazzuola, giocherellare con i cavi elettrici, coltivare le amicizie, dilettarmi con la penna, partecipare alle iniziative del Movimento 5 stelle.Coniugato. Mia moglie, Angela, mi attribuisce mille difetti. Forse ha ragione. Aspiro ad una vita sinceramente più etica.

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