Senti —

non il rumore del ferro,

non il fruscio della carta bollata,

ma un abbandono assoluto,

quel vuoto dove si disfa la forma,

dove non sei più ciò che eri,

né uomo, né voce,

ma traccia leggera nel vento.

 

Un camion discende la china,

più cieco dei secoli,

e tu — mani nude contro l’ineluttabile —
diventi silenzio.

 

Negli occhi della morte si raccolgono immagini,

come acqua in un secchio rotto:

mani che tendono all’altra sponda,

polvere che si stringe alla luce,

un’unghia spezzata, un respiro

rimasto impigliato nei rami del giorno.

 

Una fiammella ti scivola dentro,

lieve, come il canto d’un passero

sull’impalcatura del cielo.

E là, nel fuoco abbandonato,

si alza la tua anima minuta,

cucita d’alba e fatica.

 

Chi ti ha visto davvero, Fatmir?

Chi ha contato i tuoi passi tra ponte e binario,

le ore mangiate dal tempo

che non scrive i nomi degli ultimi?

 

Creature avide di silenzio

ti guardano ora, ma non sentono —

non il gelo sotto la pelle,

non l’urlo che spingeva i tuoi polmoni

mentre il ferro chiudeva la sua bocca.

 

Eppure sei lì,

nel canto d’un chiodo piantato male,

nella linea sottile dell’orizzonte,

dove ogni lavoro è una preghiera

che nessuno ascolta.

 

Fatmir,

sei diventato assenza perfetta,

come neve sulla pietra,

come sogno lasciato sul ciglio

di una strada mai finita.


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Yuleisy Cruz Lezcano nata a Cuba, vive a Marzabotto, Bologna. Lavora nella sanità pubblica, laureata in scienze biologiche e con una seconda laurea magistrale in scienze infermieristiche e ostetricia, presso l’Università di Bologna. Ha pubblicato diciotto libri a seguito di riconoscimenti e premi in concorsi. Due dei libri pubblicati sono in spagnolo/italiano e il penultimo in spagnolo/ portoghese è stato pubblicato in Portogallo. Si occupa di traduzioni in spagnolo, facendo conoscere poeti italiani in diverse riviste della Spagna e del Sudamerica e, in modo reciproco, facendo conoscere poeti sudamericani e spagnoli in Italia. Collabora con blogs letterari italiani, di America Latina e di Spagna. La sua poesia italiana è stata tradotta in francese, spagnolo, portoghese, inglese, albanese.