
Chiocciola Edizione pubblica la nuova silloge di Monica Fornelli
Ci sono libri che non si leggono: si ascoltano. Come se ogni parola fosse un battito, ogni verso un respiro. Zoe, la nuova raccolta di Monica Fornelli pubblicata da Chiocciola Edizioni, è uno di questi libri. Non urla, non si impone. Ma resta. E, restando, trasforma.
Zoe in greco significa “vita”. Ma non la vita come concetto astratto, da manuale di filosofia. Qui la vita è quella che pulsa nelle vene, che inciampa, che si rialza, che si sporca e si illumina. È la vita che si fa parola, e la parola che si fa carne. Non c’è nulla di retorico in questi versi. Eppure, c’è tutto: l’amore, la perdita, la fragilità, la bellezza, la speranza. E soprattutto, la cura.
Monica Fornelli scrive come chi ha imparato a stare in silenzio. E solo dopo, a parlare. I suoi versi non cercano l’effetto, ma l’essenza. Non si mettono in mostra, ma si offrono. E in questo gesto c’è qualcosa di profondamente etico: la poesia come atto di presenza, come gesto di attenzione verso l’altro. Come un fiammifero acceso nel buio — piccolo, sì, ma capace di fare luce.
Leggendo Zoe, ho pensato che ogni poesia è come un respiro trattenuto troppo a lungo, che finalmente si libera. E in quel respiro c’è tutto: la memoria, il desiderio, la ferita, la gratitudine. Non c’è una parola di troppo. Non c’è una parola che non sia necessaria. E questo, oggi, è già una forma di resistenza.
La raccolta non è un collage di testi, ma un percorso. Un viaggio che non ha bisogno di mappe, ma solo di occhi aperti e cuore disposto. Ogni poesia è un passo. E ogni passo è un invito a rallentare, a sentire, a restare. In un tempo che ci vuole veloci, distratti, performanti, Zoe ci chiede di essere presenti. Di essere vivi. Di essere, semplicemente, umani.
Chiocciola Edizioni ha avuto il coraggio — e l’intelligenza — di credere in una poesia che non rincorre le mode, ma che si affida alla verità della voce. Una poesia che non ha paura del silenzio, perché sa che è proprio lì che nasce la parola autentica.
E così Zoe non è un libro da leggere una volta sola. È un libro da portare con sé. Da aprire a caso, nei giorni storti. Da rileggere quando si ha bisogno di ricordare che la vita, anche quando fa male, è ancora degna di essere detta. E ascoltata.
Se poi tutto questo non fosse già tanto, Zoe non è solo una raccolta di versi: è anche un gesto concreto. Un ponte tra la parola e l’azione. Una parte del ricavato sarà infatti destinata a sostenere le attività di SOS Mediterranee. Non è beneficenza di facciata, ma un modo coerente di abitare il mondo: trasformare la poesia in impegno, la bellezza in responsabilità. Perché scrivere è anche questo — credere che ogni sillaba possa, nel suo piccolo, contribuire a cambiare qualcosa. Anche solo un po’. Anche solo per qualcuno.
E non è forse già moltissimo?
























Grazie infinitamente per avermi letta con il cuore ed avermi “compresa” abbracciando il mio mondo interiore con una delicatezza, un’attenzione ed una compenetrazione uniche.
Il suo sguardo attento, sapientemente empatico ha saputo colmare di nuova linfa questi miei versi che si donano a chi li sa accogliere per farli germogliare nella luce di un “sentire” condiviso e di grande partecipazione.
Sono fortemente commossa🥹
Grazie grazie grazie 🤍
Solo merito tuo.
🥰🙏🤍🫂