…induca ad una rigenerazione antropologica!

Le strelitzie crescono rigogliose alle spalle della Cattedrale in prossimità dell’umile e generosa fontana pubblica. Oggi, i loro splendidi “uccelli del paradiso”, sgargianti d’arancione, giallo ed azzurro, olezzanti, sono pensierosi, non riescono a comprendere perché mezza città si sia riversata nella piazzetta, da sempre fulcro della vita religiosa, sociale e politica, cardine urbanistico.

Non è, infatti, giorno della festa patronale che venera la bizantineggiante icona della Madonna, rinvenuta, secondo la leggenda, in uno sterpeto di cespugli secchi e contorti, a pochi chilometri dall’abitato, e neppure la ricorrenza della “Disfida di Barletta”, durante la quale cavalieri mercenari al servizio della Spagna si azzuffarono nei pressi di Corato contro militi al soldo della Francia, per dividersi le spoglie delle terre avite e godersi i sodi, laboriosi corpi delle nostre amate trisavole.

Eppure, una folla sterminata presidia l’intera Basilica, romano-gotica, calcarea, il cui campanile svetta solitario, senza mascherina, beato lui!, verso il cielo, cupo.  La porta monumentale, sormontata da un bellissimo rosone romanico, è spalancata. La gente è accalcata dietro transenne disposte a debita distanza.

Nella parte retrostante del Duomo, quella gotica, che raccoglie l’abside, uno schermo proietta la solenne cerimonia religiosa che si svolge al suo interno.  L’intera strada perimetrale, il marciapiede difronte, persino zone interne alle inferriate dei giardini pubblici del Castello, risultano presidiate da un pigia pigia di persone di ogni età, condizione sociale ed economica.

Dall’alto le nubi, ammassi indistinti, centinaia di sfumature di nero e grigio, incombono, minacciano pioggia, ma non cade una goccia. Quelle umane, sì!  A breve distanza, il mare luccica, nastro d’argento tremolante, le onde si rincorrono.  Si leva da loro, una lieve fresca brezza serale che accarezzando intirizzisce visi e mani.

Sussurri si rincorrono, come sinapsi di neuroni. Da vicino, da lontano, da un’estremità all’altra. Parole, brandelli di frasi sussurrate, commenti, ipotesi balzano di bocca in bocca. I fiori del paradiso, tutto orecchie, ricuciono, scartano, interpretano, si fanno un’idea sempre più puntuale. ¡Amara, terribile, tragica, la verità!

Le esequie di Claudio! Giovane pieno di vita, uscito quasi l’altro ieri dalla pubertà, già in viaggio verso i remoti lidi dell’oltretomba! Gli occhi arrossati dei suoi genitori, di sorelle e fratelli, degli zii, dei nonni, di amici, di tutti quelli che teneramente lo amavano non hanno più lacrime da versare, anche a volerli strizzare! Ora, stralunati, fissano nel vuoto! Aride le bocche. I loro corpi, piegati, contorti, accasciati sui banchi della Chiesa, languono. Miseramente.

Cori, parole di speranza e conforto, gesti sacrali aleggiano nell’aria e salgono fino a lambire l’alto soffitto L’intensa commozione si taglia a fette. Si respira un’atmosfera di grande raccoglimento religioso e partecipazione spirituale. La palpitante emozione si legge negli sguardi, nelle posture, nelle parole e nei canti.

La dinamica dei fatti e gli agghiaccianti particolari fanno stralunare gli occhi delle strelitzie, fremere di sdegno i loro verdi cuori. ¿Un’enormità epistemologica? ¿Vaneggiamenti? ¿Sgrani gli occhi? Anche l’aria non la vediamo, ma esiste, così le loro anime, pregnanti di clorofilla, non le percepiamo, ma palpitano.  Le erbe, gli arbusti, gli alberi comunicano tra di loro, raccontano la loro vita, esprimono emozioni, progettano, sognano, come e forse più degli uomini. Il tempo, con la ricerca scientifica, sarà galantuomo.

Pochi giorni addietro, il giovane, che cullava la speranza di essere arruolato nel corpo della Guardia di Finanza, umile miraggio di tanti giovani del Sud, era stato barbaramente assassinato con un coltello prelevato furtivamente dal bancone di un bar. ¿Erano i due malavitosi, esistenze che si erano incattivite per le asprezze della vita? ¿O già dalla tenera età erano stati abbacinati e travolti dallo sfolgorio di futilità materiali? Imberbi, un pugno di anni ciascuno. Le loro mamme li avevano dati alla luce nello stesso periodo e loro avevano vagito quasi un lustro dopo il giovane trucidato.

Gli si pararono davanti con tutta la loro prestanza fisica, petto in fuori, voce tonante e cavernosa, aria strafottente, sguardo torvo, e pretesero che pagasse per loro, senza batter ciglio, un cocktail, un intruglio micidiale di bevande aberranti, che alterano lo stato fisico, psichico e spirituale. Uno scialbo, un miserevole tentativo di estorsione in piena regola.

Claudio rimase di stucco, sgomento! Scattò, dopo un attimo di perplessità, repentinamente all’indietro! Ripresosi, scosse la testa, seccamente, più volte, rigenerandosi in un civile e dignitoso cenno di diniego verso la prevaricante pretesa. Non si piegò! Per un sacrosanto principio! Il rispetto della propria dignità!

Tanti, invece, in mezza Italia si calano le brache! Né lo Stato si impegna con determinazione. Chissà perché!?  Quel rifiuto, uno sgarbo per i farabutti, uno smacco imperdonabile, un affronto che per la loro logica perversa doveva essere sanzionato pesantemente! Ne nacque una colluttazione.

Non lo mollarono più, gli intrepidi. Lo pedinarono, gli ardimentosi. Gli tesero, gli impavidi, l’agguato, culmine dell’atrocità, aspettando, senza terrore, il momento propizio per saltargli addosso. E dargliene di santa ragione! Gli eroi! Che saranno riportati sui libri di scuola e ricordati dalle generazioni future!

Claudio, intanto, che aveva già cancellato l’ignobile episodio di sopruso dal suo orizzonte vitale, lemme lemme faceva ritorno, accarezzando i suoi sogni, nell’accogliente tepore della sua famiglia. Lanciò un’occhiata distratta all’imponente Castello, scalciò un barattolo di coca cola, si accarezzo il bel viso. Poi… d’improvviso…avvenne… che…

…due, contro uno. Alle spalle! Vigliacchi! Ignobili! Inoltre, come se la bruta forza fisica e la sorpresa non bastassero, si avvalsero della micidiale lama. Il sinistro luccichio del coltello di acciaio inossidabile, riverbero di un lampione, produsse vibrazioni cosmiche. Un malore avvertirono tutti quelli che amano veramente la vita! Le stelle, turbate profondamente, smisero di baluginare!

L’inerme ragazzo, trapassato senza pietà, si accasciò, quasi istantaneamente, esanime al suolo. La mano in automatico si precipitò verso la ferità dolorante, ed un caldo fiotto di sangue la inondò. Ebbe persino la forza di biascicare qualche parola di autoconsolazione, l’agonizzante, all’amico che lo aveva raggiunto! “Sto bene!” ¡Poi, le palpebre calarono, il buio gli offuscò per sempre la vista, la testa reclinò! ¡Immobile! ¡Per sempre! Una pozza di sangue, impastata di polvere p10, rifletteva il bagliore rossastro di un lampione che guardava esterrefatto.

Gli affascinanti fiori del paradiso, sgomenti ascoltano le notizie che arrivano a brandelli nei pressi dei vasconi che li ospitano. Profondamente sconvolti, il loro sguardo scruta il cielo. Un urlo di terpeni, straziante, erompe dai loro smaglianti colori. Le grandi foglie ovali fremono, i rigidi steli si agitano. Esplode un boato che gli umani non riescono a decodificare, “¿Dio, dove sei!?”

Poi, si rivolgono sommessamente, pudicamente, ai malfattori, segregati in cella, guardati freddamente di soppiatto persino dalle inferriate: ¿Siete uomini, voi che per un bicchiere di cocktail togliete la vita ad un coetaneo? ¿Che senso date alla vostra vita? ¿Se non apprezzate quella di Claudio, tenete forse in qualche considerazione la vostra? ¿Neanche un briciolo di umanità alberga nel vostro animo?  ¿Il vostro cuore è di pietra? ¿Anzi… ne avete uno? ¿O il suo spazio è occupato dal vuoto spinto?” ¡Persino il misericordioso Padre Eterno faticherebbe a perdonare simili atrocità!

¡È solo l’input della requisitoria di semplici piante! Esse possiedono la spontaneità, la sincerità e il coraggio del bambino che, uscendo dal coro del pensiero dominante, esprime parole genuine, ma sconcertanti per i cortigiani ed i sudditi, tutti servi: “¡L’imperatore è nudo!” Solo allora, il sovrano si copre i genitali, e tutti gli astanti ripetono, biascicando, quei lemmi che il pargoletto aveva pronunciato a testa alta tutto d’un fiato.

Poi, le umili essenze arrivate dal Sud Africa dove sono endemiche, conoscendo dall’epoca dei primordi della vita sulla Terra, i valori autentici, scatenano una filippica ad ampio spettro che non risparmia nessuno, una raffica di domande e granitiche certezze. ¡Non per giudicare, solo gli uomini giudicano, premiano, castigano, semplicemente per lanciare un inno, un peana alla vita, per suscitare l’amore della bellezza in tutte le sue forme e declinazioni!

¡Possono permetterselo, non sono in conflitto di interessi! Fanno parte di un mondo che si nutre semplicemente della luce del sole, dell’acqua piovana, di nutrienti e sostanze che i loro ascendenti hanno prodotto, degradandosi e rigenerandosi, in continuazione, vibrando, in armonia con l’intero cosmo. Un regno che non ha mai torto un capello a nessuna creatura, anzi ha reso lussureggiante un pianeta asfittico, avvelenato, nudo, come la miriade di pianeti e satelliti che vagano nell’etere.

“¿Tu, donna, uomo, che in questo momento guardi…  ascolti… leggi le genuine riflessioni di semplici creature vegetali, prive di titoli di studio, pensi forse di non avere responsabilità, indirette, per il grave delitto che è stato commesso nel tuo territorio, nella terra dove riposano le ossa dei padri, disonorata dal gesto infame? ¿Cerchi nella tua vita di essere te stesso, di realizzarti olisticamente come persona, di attingere alla creatività che promana direttamente da Dio, di chiedere lumi alla tua coscienza quando prendi una decisione, di serbare rispetto per tutte le creature, viventi ed abiotiche, di prenderti cura dei fragili? ¿Ti cibi dell’umiltà che promana dalla terra, humus, per gli antichi Romani ¿Se sbagli, hai il coraggio di fare autocritica? ¿Da che parte ti schieri nelle situazioni di prevaricazione?

¿Come padre, come madre, ti limiti solo a mettere al mondo i figli? ¿Il tuo impegno di genitore si esaurisce solo nell’ambito della tua abitazione, piccola o grande che sia? ¿Indichi con l’esempio ai tuoi figli le strade maestre della pazienza, della gentilezza, del perdono, della generosità? ¿Li educhi ad obbedire alle regole giuste e a disobbedire a quelle inique? ¿Ad opporsi ad ogni forma di tirannia, piccola o grande? ¿A rifuggire dalla prevaricazione e a contrastarla? ¿Attribuisci un valore marginale ai beni materi ed esalti quelli dello spirito? ¿Indossi ogni giorno con tenacia gli indumenti della premura, dell’onestà, della giustizia e della verità? ¿Sei una donna o un uomo autenticamente libero?

¿Farà il suo corso, la Giustizia italiana? ¿Non interverranno come al solito le più svariate attenuanti per ridurre al minimo la pena, fino a vanificarla? ¿Si vuole una punizione esemplare, un castigo inadeguato, o semplicemente una pena certa ed equa?

¿Quante risorse finanziarie ed umane vengono destinate alla scuola, perché svolga al meglio le sue funzioni educative?  ¿Quale visione la anima? ¿Mira l’istituzione scolastica alla formazione dell’uomo o si limita a fornire soprattutto informazioni ed addestramenti utili al sistema socio socio-economico? ¿I docenti fanno del loro lavoro una missione e della loro vita un capolavoro?

¿Il modello di sviluppo socio economico vigente, fondato sulla “crescita” all’infinito, sul consumo parossistico, sulla concorrenza, sull’accumulazione capitalistica, sul saccheggio della Terra, sull’arricchimento di pochi, sulla diseguaglianza, non alimenta un clima di odio, tracotanza, sopraffazione, sfruttamento?”

Intanto, finita la funzione religiosa, la folla pian piano si disperde. Rimane fino a notte inoltrata solo qualche capannello. “¿Domani sarà come ieri, come oggi o ancora peggio se non si sveglia la coscienza individuale e quella collettiva?” sussurrano pensosi i fiori di strelitzia, scuotendo la testa, che apprezzano il Natale alle porte nella sua essenza originaria, meglio di tanti esseri umani!


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Percorso scolastico. Scuola media. Liceo classico. Laurea in storia e filosofia. I primi anni furono difficili perché la mia lingua madre era il dialetto. Poi, pian piano imparai ad avere dimestichezza con l’italiano. Che ho insegnato per quarant’anni. Con passione. Facendo comprendere ai mieli alunni l’importanza del conoscere bene la propria lingua. “Per capire e difendersi”, come diceva don Milani.Attività sociali. Frequenza sociale attiva nella parrocchia. Servizio civile in una bibliotechina di quartiere, in un ospedale psichiatrico, in Germania ed in Africa, nel Burundi, per costruire una scuola.Professione. Ora in pensione, per anni docente di lettere in una scuola media. Tra le mille iniziative mi vengono in mente: Le attività teatrali. L’insegnamento della dizione. La realizzazione di giardini nell’ambito della scuola. Murales tendine dipinte e piante ornamentali in classe. L’applicazione di targhette esplicative a tutti gli alberi dei giardini pubblici della stazione di Barletta. Escursioni nel territorio, un giorno alla settimana. Produzione di compostaggio, con rifiuti organici portati dagli alunni. Uso massivo delle mappe concettuali. Valutazione dei docenti della classe da parte di alunni e genitori. Denuncia alla procura della repubblica per due presidi, inclini ad una gestione privatistica della scuola.Passioni: fotografia, pesca subacquea, nuotate chilometriche, trekking, zappettare, cogliere fichi e distribuirli agli amici, tinteggiare, armeggiare con la cazzuola, giocherellare con i cavi elettrici, coltivare le amicizie, dilettarmi con la penna, partecipare alle iniziative del Movimento 5 stelle.Coniugato. Mia moglie, Angela, mi attribuisce mille difetti. Forse ha ragione. Aspiro ad una vita sinceramente più etica.

10 COMMENTI

  1. Quando accadono queste tragedie mi domando :Ma c’è ancora qualcosa di sacro in qui alcuni uomini credono? Se riescono ad uccidere ? Se è sì cos’è?

  2. Ci stringiamo con dispiacere a questo momento di dolore che ha colpito il nostro compaesano Claudio.
    Talvolta i giovani quando si raggruppano perdono la bussola del cervello e incominciano a sfogare la loro rabbia , frustrazione , depressione verso la gente innocente.
    Purtroppo questa e’ la dura realtà  che da sempre viviamo e le cose non cambieranno mai se non cambiamo noi stessi.

  3. L’articolo pur nella sua forma aulica risulta cronaca struggente di esacerbata fattezza e quasi sembra inveire, attraverso incalzanti, ispanizzanti interrogativi contro un mondo risaputo e pieno d’intolleranza. L’effetto dello scritto, credo, non riesca a dettar morale laddove i termini usati, se pur ricercati, potranno arrivare ad orecchi ormai in clima di sordità. Anche i cuori, se non atrofizzati, si sono talmente induriti da non sentirne più i battiti. Non tutto è perduto però. Dalla scuola, dalla società, dalla politica potrà nascere qualche risposta alle tante pregunte dell’autore ma sarà sempre la misericordia di Dio a spuntare le lame affilate della nostra cupidigia cainiana.

  4. Ciao Domenico, non abbiamo un’etica , non sappiamo cosa sia l’etica, c’è egoismo e nessun interesse per il bene comune…….. c’è amarezza, rimane solo la speranza e la determinazione di fare bene e di essere testimoni in prima persona……..

  5. Il tuo stile, coinvolgente, di raccontare con minuziosa dovizia di particolari, mi fa vivere la triste e dolorosa vicenda come fossi partecipe alla scena. Condivido, senza remore, le conseguenti riflessioni sul ruolo della famiglia, della scuola e dello Stato per frenare questo degrado; invece, penso che l’importante lassismo sia il vero delitto. Bravo Mimmo

  6. Esiste davvero, a tragedia avvenuta, un monito che possa fare comprendere da dove ripartire per capire ed aiutare? Probabilmente no, perché non esiste epoca che non abbia vissuto spacchi educativi e ragionevoli pericoli legati ad una sua ipotetica mancanza.
    Credo che esista una scelta consapevole di voler aderire ad una vita, volta al bene o al male, e la storia ci insegna che anche in popolazioni dove il tasso di criminalità è bassissimo, esiste il male a tal punto da sembrare ancora più malevolo . Nei due pesci Yin e Yang ci viene detto che il male e il bene devono coesistere poiché senza essi non avremmo la capacità di assaporare l altro, senza la visione del male non potremmo apprezzate il bene…. Ma il punto di svolta è il suo equilibrio, che oggi non coesiste.

  7. Indossiamo a scarpe costosissime , abbiamo tutti telefoni dal prezzo esorbitante, non usciamo di casa se non siamo impeccabili nel nostro aspetto..ma dentro cosa abbiamo? Dovremmo cominciare a togliere gli specchi dalle stanze, a posare qualche volta i telefoni sul tavolo e a guardarci un po’ dentro! Uccidere un ragazzo per un cocktail o per qualsiasi altro motivo, perché ? Domandati: e se fosse stato mio fratello ?

  8. Viviamo in una società svuotata dei suoi contenuti più aulici. Una giovane vita spezzata per assenza di valori e di tutte quelle figure istituzionali che di valori avrebbero dovuto trasmetterli.
    Emerge un quadro di miseria umana, di perdizione e frustrazione in cui anche
    la bellezza della natura risulta deturpata da così tanta violenza.
    Quanto rispetto per quella giovane creatura emerge dal tuo racconto, quanta sensibilità nel narrare la sua drammatica vicenda, quasi a volerlo preservare da un ulteriore atto di violenza.
    Grazie Mimmo, la tua arte, sapienza e bravura sono lodevoli.

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