Ad Andria, la commedia “Ulisse, re dei viaggi e dei bugiardi” scritta, diretta ed interpretata da Vincenzo Tondolo

”Per ogni viaggio che finisce ce n’è un altro che inizia”. L’incipit della commedia in vernacolo ”Ulisse, re dei viaggi e dei bugiardi” scritta, diretta ed interpretata da Vincenzo Tondolo, è una parodia dell’Odyssea omerica, il racconto dell’epopea via mare di un eroe sui generis, un uomo che, dopo aver vagabondato per vent’anni, torna alla sua Itaca carico di speranze e illusioni. Peccato, però, che ad aspettarlo a casa ci sia una Penelope stanca di rifiutare i Proci e desiderosa di rifarsi una vita in barba del mendace marito.

Terza fatica dell’autore, dopo ”La Divina” e “Greeze”, l’Ulisse sceneggiato dalla Compagnia Hurricane nell’Auditorium Mons. Di Donna (Parrocchia SS. Sacramento) è l’invettiva politically scorrect di un classico della letteratura antica contro i pregiudizi dei tempi moderni. Il genio di Tondolo, stavolta, affonda le radici in tematiche scomode portate, però, in scena con la leggerezza che solo i migliori teatranti sanno valorizzare.

L’omosessualità viene, così, scambiata per claustrofobia, le navi straniere temono di essere respinte dagli idranti di un incazzato Salvini, e la ”pesciofilia” è solo uno dei crimini perpetrati ai danni di Sirene danzanti e ipnotiche. Un canto, il loro che non lascia indifferente Ulisse o Odysseo, due nomi che, sul palco, si alternano con simpatia e volontaria confusione, qualità di un bugiardo per eccellenza, incallito seduttore e buffo scansafatiche.

Sgamato perfino dai suoi soldati, Ulisse tradisce i valori greci accattivandosi il pubblico con battute e gag pensate non solo per la platea intramoenia, ma anche per un parterre extra regionale, un successo di cui l’ideatore del ”Cavallo di Troia” sembra vantarsi anche con il padre Laerte, il figlio Telemaco, e Alcinoo, re dei Feaci. Sprezzante del pericolo, l’Ulisse descritto dalla Compagnia Hurricane ripercorre le orme di quello narrato da James Joyce nell’epifania di amori effimeri, relazioni fugaci con le varie Calipso, Nausicaa e la Maga Circe, ribattezzata per l’occasione ”Cicètt”.

Vincenzo Tondolo, con la moglie Benedetta Tursi e figli Marco e Flavia, raccolgono il lavoro di una squadra di attori di primissimo livello, dilettanti allo sbaraglio divenuti, attraverso incessanti ed appassionate prove quotidiane, professionisti del divertimento culturale, novità nel panorama dello spettacolo andriese.

Lo scopo, riuscitissimo, è trasportarci tutti (anche nelle prossime repliche previste per il 9, 16, 17, 24 marzo e per il 7 aprile) in un anacronistico ed esilarante dramma familiare, in un luogo senza tempo, oltre le Colonne d’Ercole, tra le note, invece, di colonne sonore che ammiccano ai Queen, ai Muse e a Tiziano Ferro. E a poco servono i moniti degli dei Atena ed Ermes, i protagonisti danno vita ad un’odissea matrimoniale nella quale i coniugi hanno le fattezze caratteriali di Scilla e Cariddi.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.