Federica Fornabaio e Angelo Olivieri in concerto nel Carcere Femminile  di Trani

Il 27 giugno 2019,  presso la casa di Reclusione Femminile di Trani, si sono esibiti nel concerto, organizzato e promosso dal Centro di Orientamento don Bosco di Andria, la compositrice, pianista, direttrice d’orchestra Federica Fornabaio e il trombettista Angelo Olivieri, che hanno eseguito, in tandem e separatamente, brani musicali di loro composizione o, in alternativa,  colonne sonore di Nino Rota e opere di Ryuichi Sakamoto.

Nel chiostro dell’ex convento dei Domenicani, solcato dal volo e dallo stridio dei gabbiani, l’armonia delle note ha creato un’atmosfera di assorta concentrazione e di profonda commozione   tra le ospiti della Casa  di Reclusione Femminile. Per alcune di loro la musica ha costituito l’input  per proiettarsi magicamente in un mondo alternativo a quello reale e contingente, oltre che l’anello di congiunzione impalpabile con gli affetti familiari e i lontani paesi di provenienza. Su altre il fluire delle melodie, generate dalle vibrazioni carezzevoli del piano e dagli acuti vibranti della tromba, ha prodotto l’effetto catartico di scioglimento temporaneo dei grovigli esistenziali traducendosi in lacrime liberatorie.

A seguire i commenti di Federica Fornabaio ed Angelo Olivieri, del direttore degli Istituti Penitenziari di Trani, dott. Giuseppe Altomare, e del Vicario Diocesano di Andria, don Gianni Massaro.

Federica Fornabaio: «Oggi non ero più qui, ma in un altro lugar. Per un istante sono tornata a São Paulo, con la mia famiglia-. Con questo pensiero che fluiva da un volto sorridente e pieno di speranza si è conclusa una delle cose più belle che la vita mi ha dato modo di fare. La stessa vita che molte volte ci confonde, ci fa perdere e ci rende prigioniere prima di tutto di noi stessi. È gratificante avere idee che possano nel proprio piccolo dare un contributo a cambiare anche solo per un istante questa realtà, ma quando si incontrano persone disposte a sposare le tue idee e a realizzarle concretamente allora si compie un piccolo miracolo. Un piccolo miracolo quotidiano. Per tutto questo devo un immenso Grazie con tutto il cuore alla direttrice del Centro d’orientamento don Bosco Rosa Del Giudice e alla carissima amica Diana Fortunato che, facendone parte, mi ha messo in contatto con loro. Grazie sempre ad Angelo Olivieri , nomen omen, per essere sempre presente e fondamentale, soprattutto in queste splendide occasioni. Insieme tutto è possibile.
Vi voglio bene».

Angelo Olivieri: «Mentre tornano di moda parole come “patrie galere” e modi di dire come “buttare la chiave”, che vent’anni fa nemmeno il più acceso dei conservatori avrebbe mai pronunciato, ieri sono stato invitato da Federica Fornabaio a suonare con lei nel carcere femminile di Trani. Sono uno che ha sempre creduto nelle seconde occasioni e nella possibilità di fare del bene anche dopo aver fatto del male. Certo, ci sono le eccezioni, ma sono, appunto, eccezioni. Tornando a ieri, non sono bravo ad esprimere a parole le sensazioni, ma voglio ricordare la frase di una delle guardie: “Stasera le ragazze mi sembrano più serene”. Ringrazio Federica per avermi invitato e chi ha avuto il coraggio di organizzare questo evento. Spero che le “ragazze” si portino dentro un po’ di quella serenità e che riescano a rifarsi una vita degna di essere vissuta».

Giuseppe Altomare: «Nello splendido giardino, tra piante, fiori e note musicali, è stata annullata la cupa atmosfera che di solito caratterizza un Istituto di Pena. La bella atmosfera è stata completata dallo stridio dei gabbiani, che hanno volteggiato per tutto il tempo sulle teste dei presenti, divenendo parte integrante dello spettacolo. Ora non ci resta che aspettare e sperare che Federica Fornabaio e Angelo Olivieri, che ringrazio ancora per la diponibilità dimostrata, tornino a trovarci al più presto».

Don Gianni Massaro «Ho vissuto emozioni belle ed intense. Le note della pianista andriese Federica Fornabaio e del trombettista Angelo Olivieri hanno creato un clima di serenità, di gioviale spensieratezza e un senso di libertà in un luogo in cui sono recluse donne che si sentono accusate dai propri errori prima ancora che dai giudici. Durante il concerto mi sono soffermato ad osservare i loro volti. Nonostante l’amarezza che si portano dentro e la sofferenza per la lontananza dai propri cari, soprattutto dai propri figli, erano volti distesi, felici di vivere un momento diverso e di incontrare persone desiderose di regalare loro semplicemente un sorriso, una parola di conforto e di incoraggiamento. È stato bello, molto bello! Si può sperimentare la bellezza anche in un luogo che di bello non dovrebbe avere nulla. In realtà è stato bello perché la bellezza sta nel far nascere un sorriso sul volto di chi è segnato da profonde ferite. È questo il miracolo che avviene ogni qual volta ci si accosta all’altro riconoscendolo fratello senza giudicarlo per i suoi errori, ma lasciandosi invadere dalla bellezza che Dio ha donato ad ogni essere umano».


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Rosa del Giudice
Sono Rosa Del Giudice, già docente di italiano e latino presso il Liceo Scientifico "R. Nuzzi" di Andria dal 1969/70 al 1998/99 e, ancor prima, docente di italiano e storia presso l'ITIS "Sen. Jannuzzi" di Andria. Attualmente sono la rappresentante legale del Centro di Orientamento "don Bosco", che dal 1994 è un'Agenzia Educativa molto presente sul territorio andriese in quanto si occupa di temi pedagogici ad ampio spettro, promuovendo ed organizzando, prioritariamente, attività in due ambiti: l'orientamento scolastico nelle ultime classi delle secondarie di 1° grado, finalizzato a ridurre il fenomeno della dispersione; la formazione dei docenti, che la L.107 su "La Buona Scuola" opportunamente considera come obbligatoria, permanente e strutturale. Non lesino il mio contributo all'interno di Associazioni che si battono per il perseguimento del bene comune ed il riconoscimento dei diritti a quanti vivono nelle periferie esistenziali del mondo.