Diario, 19 novembre 1943. “Qui non ci sono ospedali, esiste il cimitero”, ci dice un maresciallo tedesco

Il libro “novecinquesei. Diario della resistenza di un soldato” (Durango Edizioni 2019) di Roberto Tarantino è stato presentato ad Andria, presso il chiostro del Seminario Vescovile, la sera di martedì 25 giugno.

Un soldato, un ufficiale, il comandante del presidio di difesa della sua città, Barletta, il Colonnello Francesco Grasso dopo l’8 settembre 1943 viene lasciato solo, senza ordini, con pochi uomini e munizioni, a difendere una città oramai inespugnabile dalla bellicosità tedesca. Ma non si arrende, resiste al primo attacco, per poi dover scegliere la resa, bandiera bianca, nel tentativo di risparmiare i suoi soldati e i civili da rappresaglie inutili e spietate.

Roberto Tarantino, suo nipote, ha deciso di pubblicare il diario scritto, durante la prigionia da suo nonno, negli spazi vuoti di un Messale. Ed è proprio lì la sua poesia e la commozione di chi legge, è nel tentativo di salvare le sue memorie, come meglio può, su di un libro che ritiene più prezioso di altri oggetti, prima di essere deportato in un campo di prigionia. Avrebbe potuto portare con sé un cappotto, una coperta, dei soldi.

Si salverà dopo 22 mesi di prigionia ma comincerà un’altra odissea, verrà processato dallo stesso Stato italiano per essersi arreso, lo prevedeva il Codice Penale di guerra.
Il processo si concluderà con una piena assoluzione visto che lo stesso Pm richiederà il “non luogo a procedere per il Colonnello Grasso” che non aveva violato “né la legge dell’onore” né “la legge penale”.

Riceverà postumi l’8 maggio 1999, la medaglia d’oro al merito civile, per i tragici eventi del 12-24 settembre 1943; nonché la medaglia d’oro per il valore militare, per la resistenza messa in atto nei giorni 8-12 settembre, il 7 luglio 2003.

A rendergli omaggio, a celebrare con altre parole, Roberto Tarantino il curatore, il direttore di Odysseo Paolo Farina in veste di Moderatore, il consigliere regionale Sabino Zinni, l’editore della Durango Edizioni Felice di Lernia e il giornalista di Odysseo Damiano Landriccia che ha letto alcuni brani del diario. I saluti iniziali di don Mimmo Basile, direttore della Biblioteca diocesana.