Al Capo di Leuca, dall’11 al 14 agosto, l’evento giovanile internazionale che intende favorire la conoscenza, il dialogo, l’abbraccio fra i popoli mediterranei. Sull’onda profetica di don Tonino Bello.

Si affaccia sul Mediterraneo, don Tonino Bello. In gioventù lo solca a bracciate, da vescovo lo attraversa con arche di pace.

Il mare nostrum è anche di altri fratelli e sorelle come noi: luogo di scambi culturali, economici, sociali. Di relazioni conviviali. Non tomba di migranti. Meno che mai, sacello di profughi trafficati!

Ora come allora: cento giovani provenienti da vari paesi europei sognano “un mare di ponti”. Che unisca sponde e popoli diversi. Pelle salata e sudata di vario colore. Diversi profumi di umanità. Lo stesso cuore.

Attraversano, i giovani, la via francigena: dall’11 al 14 agosto. La pace come sentiero. Che sbocca, a mo’ di estuario, dove la terra di Puglia si tuffa nei mari. Dove sorgeranno le piattaforme petrolifere a sporcare il corallo bianco! Dove urge custodire il creato! Non ultime… le creature.

Al Capo di Leuca, “un grido di carta”. Nella società liquida che non sa leggere le parole e stenta a riconoscere i volti. Dove l’umanità collassa, il sole eclissa, e la “primavera araba” muta in “inverno rigido come la morte”.

Ecco l’acuto rivolto dai giovani ai loro governanti, per dare spazio al futuro nel Mediterraneo: dialogo… sviluppo… pari opportunità… solidarietà internazionale… accoglienza… e soprattutto… liberi confini per chi fugge dalla violenza e dalla condizione subumana.

Parole pesanti! Acuto sacrosanto! Rilanciato da un vescovo giovane e attento ai giovani come mons. Vito Angiuli. Da una cordata di sigle che contano, e da altre che amano. Un insieme di enti istituzionali e di agenzie culturali che animano i “tavoli della convivialità”, dove cento giovani europei – e quanti altri vorranno aggiungersi per emulazione – si ciberanno di pane e di sogni, per moltiplicarli; e da cui già spiccano il volo colombe che anelano a un’umanità migliore. Sotto lo sguardo ammirato di Pax Christi, Comunità di Sant’Egidio, Focsiv, Migrantes, Fondazione don Tonino Bello, Parco culturale ecclesiale ‘De finibus terrae’: dove la terra finisce e comincia la speranza.

«Sentinella, quanto resta della notte?», al modo di Isaia.

«Resta proprio poco della notte, dove prendono vita i sogni diurni dei giovani». Parola di don Tonino Bello! Vescovo santo che danza la vita intorno a Cristo, riconoscendolo nei poveri cristi.


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Renato Brucoli (Terlizzi, 1954) è editore e giornalista pubblicista. Attivo in ambito ecclesiale, ha collaborato con don Tonino Bello dirigendo il settimanale d’informazione religiosa della diocesi di Molfetta e il Settore emerge della Caritas, in coincidenza con il primo e secondo esodo dall’Albania in Italia (marzo-agosto 1991) e per alcune microrealizzazioni di ambito sanitario nel “Paese delle Aquile”. Nella sfera civile ha espresso particolare attenzione al mancato sviluppo delle periferie urbane e fondato un’associazione politica di cittadinanza attiva. Ha anche operato nella Murgia barese per la demilitarizzazione del territorio. Autore e curatore di saggi biografici su don Tonino Bello e altre personalità del Novecento pugliese, dirige la collana Alfabeti per le Edizioni Messaggero Padova. Direttore responsabile della rivista Tracce, collabora mensilmente con il periodico La Nuova Città. È addetto stampa per l’associazione Accoglienza Senza Confini Terlizzi che favorisce l’ospitalità di minori bielorussi in Italia nel dopo Chernobyl. L’Università Cattolica del Sacro Cuore, per la quale ha pubblicato una collana di Quaderni a carattere pedagogico sul rapporto adulto-adolescente, gli ha conferito la Medaglia d’oro al merito culturale. L’Ordine dei Giornalisti di Puglia gli ha attribuito il Premio “Michele Campione”: nel 2013 per l’inchiesta sul danno ambientale procurato da un’industria di laterizi; nel 2015 per la narrazione della vicenda umana e sportiva di Luca Mazzone, campione del mondo di paraciclismo.