L’uomo valeva in quanto uomo, non più in quanto appartenente ad uno Stato

Veniamo da secoli che hanno messo al centro i sistemi sociali. Basti pensare al socialismo di Proudhon, al positivismo di Compte, all’illuminismo di Rosseau. Hegel, che ha pensato la filosofia in maniera totalizzante, ha messo al centro lo Stato come identità reale, manifestazione dello Spirito assoluto, dimenticando la persona. La sua filosofia, interpretata dalle destre e dalle sinistre, è stata a fondamento dei regimi totalitari. Hegel non ha dimenticato nulla, tranne la persona nella sua più autentica identità.

L’essere umano, per Hegel, aveva senso nella misura in cui apparteneva allo Stato. Sappiamo bene cosa è successo nel ventesimo secolo, guerre mondiali e totalitarismi che hanno spinto gli uomini alla catastrofe. Quella esperienza ha rimesso al centro la persona, poiché si era sperimentata la nefandezza di tali visioni pericolosissime anche se, apparentemente, affascinanti. Sì scoprì in tal modo un nuovo umanesimo. La filosofia neo-ebraica, il neo-tomismo ed il personalismo hanno evidenziato, dopo decenni di brutture, i veri valori. Sono nate splendide riflessioni sui diritti di tutti gli uomini. La persona era così diventata il vertice su cui riflettere.

L’uomo valeva in quanto uomo, non più in quanto appartenente ad uno Stato. Una delle splendide esperienze di tale dibattito, cui hanno contribuito credenti e non credenti, è proprio la nostra Costituzione Italiana. Purtroppo, a causa di un’economia instabile, che nasconde ancora prima una crisi antropologica e valoriale, l’uomo non è più l’assoluto. Detto ciò, non conta essere persone, conta essere parte di uno Stato. Non conta avere tutti lo stesso rosso sangue, ma conta il colore della pelle. Non conta più il principio di solidarietà, ma l’utilitarismo che si ricava da certe azioni. Boezio diceva che la persona è “sostanza individuale di natura razionale”, cioè una creatura capace di condividere con Dio l’intelligenza spirituale.

Quando la libertà dell’individuo è stata spostata dal singolo individuo allo Stato, la capacità spirituale del singolo è stata proiettata in una visione collettivistica; è così che sono stati generati mostri orrendi. Il nostro problema è che dimentichiamo facilmente la storia. Ciò che identifica una persona è la speranza, la fiducia, il desiderare. L’uomo è intelligenza, memoria, desiderio, prima della sua appartenenza sociale o nazionale. Quando si inverte la logica si rischia seriamente di smettere di essere uomini. È proprio quando non si guarda più l’uomo negli occhi, trovandovi un riflesso di sé, che lo si percepisce come nemico, fastidio e disturbo. Si percepisce così il diverso come qualcuno che attenta alle proprie sicurezze ed alla personale libertà.

Siamo sicuri che non stiamo ripetendo l’errore dell’antica Roma che, dopo aver sempre integrato gli stranieri tanto da avere gloriosi imperatori “barbari”, proprio quando si è chiusa agli Ostrogoti, ha conosciuto l’inizio della sua fine? Siamo proprio sicuri che le affascinanti teorie sull’identità di un popolo che deve preservarsi dal diverso, così diffuse nel primo novecento, non ci stanno convincendo che ci sono persone migliori, perché appartengono ad uno Stato piuttosto che ad un altro? Siamo proprio sicuri di essere migliori di coloro che la storia ha giudicato pesantemente, visti i crimini che con il tempo si sono compiuti? L’uomo va sempre guardato per ciò che è; ciò che ha e da dove viene è relativo alla sua persona. Mai dovrebbe essere invertita tale logica. Sapremo riscoprire anche oggi un nuovo umanesimo, dopo gli errori che si stanno ripresentando?


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Salvatore Sciannamea
Sacerdote della diocesi di Andria, attualmente sono fidei donum in Valle d’Aosta, ho conseguito la Licenza in Antropologia Teologica presso la Facoltà Teologica Pugliese “Regina Apuliae” di Molfetta. Autore di numerosi libri presso le Edizioni Sant’Antonio; collaboratore della Rivista Trimestrale di Teologia e Spiritualità “Jesus Caritas - Famiglia Carlo de Foucauld” e curatore della rubrica “Ripensare tra bellezza e verità” sul sito del mio paese d’origine: Canosaweb.it. Ogni martedì, pubblico sul mio canale youtube (https://www.youtube.com/channel/UCCgVJk1DCdYQhIeh9c6jmBQ) dei video-incontri di tipo culturale, spirituale e religioso, per riflettere ed interrogarsi sul senso della vita, sull'amicizia e la bontà.

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