Durante il mio viaggio in India, un grande uomo mi disse: “Due mani che aiutano sono più sacre di cento bocche che pregano.” Oggi nelle parole della volontaria Grazia Pietrangelo ritrovo tutta la passione e l’emozione di servire l’altro nella ricerca di noi stessi e della luce che non dovremmo mai dimenticare di diffondere:

Ciao, Grazia. Al di là del lapalissiano sostegno che riceve il bisognoso, quali benefici trae, dall’aiuto che offre all’altro, chi invece , come te, fa volontariato?

Lo dici come se facessi qualcosa di eccezionale! Ecco, oggi abbiamo maturato la malsana convinzione che chi si comporta seguendo le regole di Dio, amando il prossimo come se stesso, faccia qualcosa di eclatante. La verità è che abbiamo dimenticato tutti lo scopo per cui siamo giunti qui, abbiamo tutti dimenticato quale è il senso della Vita Terrena, la vera motivazione per cui abbiamo deciso di intraprendere questo viaggio limitato ad un periodo. Nessuno si sofferma a pensare, facciamo finta che tutto esiste perché siamo noi a deciderlo, ci facciamo padroni del mondo, dei cuori e delle emozioni, trattiamo come prodotti al supermercato i sentimenti dei fratelli, usa e getta. La vera certezza è che c’è un disordine senza misura nei sentimenti, che i nostri occhi sono rivolti a noi stessi e alle manie di protagonismo, manifestiamo amore in pubblico come in un banco di frutta dove la mela più bella viene esposta a vista per attirare più gente, ma dietro, ahimè, non vedo nulla. Siamo tutti potenziali “Volontari”, Miky, siamo tutti Figli della stessa Luce, dello stesso Creatore, cellule del corpo di Dio. “Siamo fatti a sua immagine e somiglianza”. E’ una certezza meravigliosa che viene fraintesa come l’alba dal tramonto. Non si riconosce la vera essenza che recita la nostra identità come corpo di luce e non come corpo fisico.  Veniamo da una dimensione dove non c’è un ‘Io’ e un ‘Tu’,  dove l’unica cosa che abbiamo sperimentato prima di scendere è l’Unità, noi tutto con il Tutto. Sperimentiamo in questa Vita la divisione per liberamente scegliere di ritornare al Tutto o restare Onnipotenti in totale solitudine. Ecco, il Figlio di Dio umanamente chiamato dall’Uomo ‘Volontario’, è colui che si ossigena dalla purezza in questo mondo sporco, è colui che guarda il prossimo con compassione e in silenzio si fa burattino di uno di spettacolo, quello della vita, lasciando che sia Dio a muovere i fili di questo grande teatro: il Mondo. In cambio chiede solo ossigeno puro per continuare a respirare in questa falsa realtà fatta solo di povertà, che non è materiale, ma di Luce, di Amore Puro.

Hai realizzato foto significative, scatti ed istantanee a mo’ di silloge di emozioni. “Oltre l’invisibile c’è un abisso di energia”. Puoi spiegarci, nella pratica, in cosa consiste questo tuo mantra?

La mia vita dura da 50 anni terreni, tutti cronometrati dai miei occhi e dal mio cuore, la mia anima osserva la vita come un film in costante proiezione. Tocco con mano ogni sentimento che in nulla è riconducibile alla Verità. Osservo, osservo, e osservo.. Che tristezza mi assale ogni momento di ogni attimo di ogni giorno. Eppure, Amico Mio, quando guardo il coraggio di chi ci prova, il coraggio di chi con Amore silenzioso fa più chiasso di un orchestra, la mia anima si blocca, i miei occhi umidi di felicità e un Cuore colmo di una gioia disumana mi pervade, è quello il momento in cui la mia vista si affina e sempre più chiaro. E’ il Tutto oltre l’invisibile della divisione umana

A microfoni spenti ci hai confidato che le esperienze alla Caritas francese prima, e quella nella Casa di Accoglienza Santa Maria Goretti e dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Andria poi, con Don Geremia Acri, siano state tra le più vere che tu abbia vissuto negli ultimi vent’anni. A questo proposito, esiste, a tuo parere, il rischio di confondere la solidarietà con una mendace, mera ed ostentata captatio benevolentiae?

Correva l’anno 1993. Figlia di Chiesa, praticante della parola di Dio, eppure non sono stata risparmiata neanche io caro amico mio, anche per me arrivò  il momento della prova, il momento della scelta, continuare a credere nonostante tutto o mollare per strada l’ardua arma dell’Amore…

E’ stato il momento più difficile di questo viaggio, un percorso che solo a ricordarlo fa paura. Esente: ero esente da ogni sentimento. Non provavo nulla per nessuno, per me, per gli altri, per Dio, una perdita dove la sofferenza umana aveva sconfinato ogni mia certezza di un Dio giusto. Non è passato molto tempo, la mia mente analizzava ogni secondo con una velocità irreale, la mia anima che stava smettendo di esistere. Poi, il bivio voluto, era l’ora della scelta. Non avevo tempo da perdere, qualche giorno passato con la pesantezza di un eternità, decido di partire per capire. Che coraggio!!!

Ricordo mia madre che stava lì, in cucina e io le dico: “Mamma devo andare, perdonami, ma devo capire dove sono”. Riuscivo a toccare il dolore di mia Madre, un dolore senza fine…

Si alzò,  andò in camera sua e tornò in cucina. Poggiò la sua mano sul tavolo e aprendola mise 800mila lire. Senza parola , nessuna parola, presi quei soldi e andai in stazione. Feci un biglietto per Lourdes solo andata. PartIi al giorno successivo. Una volta arrivata li chiesi alloggio alla Citè Saint Pierre, Caritas France. Fui accolta senza indugio e chiesi di ripagare tutto con il servizio. Anche questo mi fu concesso. Cominciai a credere oltre l’invisibile e che avevo speranza di salvezza dal mio nulla..

Passavano i giorni , e, come una mendicante, mi recavo alla grotta per chiedere aiuto. Dio mio per quanto tempo, tutti i giorni, tutti i momenti. Ma niente, io non sentivo più nulla. Ero morta…

Dopo tre settimane e un Cuore deserto decisi di ritornare in Italia. Vado in stazione e, ritornando verso la Citè, a piedi, decisi di salutare e ringraziare per la pazienza alle mie urla la Vergine… H 16.30pm, varco la porta Sant Joseph… Una marea di gente, l’esplanade colmo di carrozzine…  Poggio il capo sulla ringhiera e decido di assistere alla benedizione degli ammalati … Non ricordo un pianto più triste …Ero desolata e sola…il dolore, sentivo un dolore indescrivibile con le parole…e , il mio pensiero era : “Scusami Madre, non c’è l’ho fatta…”

Dopo poco passò davanti a me un bimbo. Non avevo mai visto un bambino così bello, rimasi incantata dal suo sorriso e dal suo sguardo che non riusciva a distogliere dalle mie lacrime. E sorrideva, mi sorrideva con una tenerezza infinita. All’improvviso un vento fortissimo e la mia vista si spostò sulla copertina che copriva le sue gambe, gambe che non aveva, aveva solo mezzo busto … Silenzio….

In un attimo riportai gli occhi al suo viso…

Ecco , quello fu il momento in cui tutto si fece chiaro. l’arrivo più infinito della mia vita…

Io ritornai…

Ricongiunsi a Dio tutto il Mio Amore incondizionato in ogni dunque e in ogni tempo

Ad ora 2020 la grotta è il mio rifugio, la Cite Saint Pierre la mia casa. Convivo con questa realtà del mio paese sommerso da innumerevoli problemi con la leggerezza del vento e mi nutro di luce , respiro purezza dai deboli, coraggio da chi con me lotta per l’Amore Assoluto.

Tutto è facile, Miky, siamo continuamente messi alla porta della tentazione dove l’IO SUPREMO è il Padrone di casa mentre Il DIO NOSTRO é un ospite troppo indesiderato. Eppure, per Vita vissuta, ti dico con gioia che Gesù è reale!

Qual è il tuo rapporto con la Fede?

Dovrei descriverti ogni nano secondo della mia vita per raccontarti , poiché io vivo in Fede dai tempi dei tempi.

Progetti futuri?

Ritornare a casa senza troppe soste.


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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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