La musica per risorgere: tutti insieme. Perché il 12 luglio 2016 non diventi una data senza memoria.

La musica per risorgere: tutti insieme. Perché il 12 luglio 2016 non diventi una data senza memoria.

La caducità dell’essere umano è direttamente proporzionale al suo desiderio di immortalità, le sue curve, spesso, si intersecano in un impensabile vortice di sdegno e disperazione, rette mal concepite, binari che, inevitabilmente, non raggiungono la meta tanto anelata. Eppure si partirebbe, in teoria, tutti dallo stesso punto, tutti con le stesse ambizioni, ognuno con le proprie possibilità di raggiungere il traguardo.

Destinazione Paradiso, cantava qualcuno, e, in fondo, cantare sembra essere l’unico inutile rimedio per offrire un panegirico barlume di rispetto alla memoria di Fulvio, Pasquale, Giuseppe, Maria, Serafina, Alessandra, Rossella, Pasqua, Enrico, Luciano, Michele, Albino, Salvatore, Giulia, Nicola, Jolanda, Benedetta, Donata, Maurizio, Giovanni, Antonio, Francesco e Gabriele, anime eterne e soavi, coscienze trasformatesi in muse ispiratrici per un indigeno crogiuolo di artisti e musicisti.

Tra questi, ci sono Giacomo e Fabrizio che ci hanno delineato la progettualità di questa idea da concretizzarsi il prima possibile.

Con quale scopo che scopo nasce RiseUPuglia?

La sera del disastro ci siamo guardati negli occhi. Eravamo sconvolti, smarriti, con il cuore straziato. Abbiamo sentito il bisogno di fare qualcosa per reagire, per provare a resistere la speranza alla nostra comunità e aiutarla a rialzarsi. Con questo intento nasce RiseUPuglia.

In che modo la musica può alleviare il dolore della nostra terra?

Non so se la musica sarà in grado di curare le ferite che questo evento ha lasciato. Non restituirà le vite spezzate, le storie interrotte e la serenità violata. Ma suonare è l’unica risposta che abbiamo, ed è quello che faremo.

Il progetto è ancora allo stato embrionale. Quali mezzi adotterete per ottenere una sempre più grande partecipazione della città?

Al momento stiamo cercando di ottenere quanta più partecipazione possibile sui social. Alcuni di noi si stanno mobilitando per contattare artisti a livello nazionale, e cercheremo di coinvolgere anche le Istituzioni. Ma ciò che ci rende più fieri è l’enorme numero di messaggi da parte di persone, associazioni e imprese, tutti pronti ad offrire il proprio aiuto sotto qualsiasi forma. Siamo sicuri che sarà la comunità stessa a partecipare e a fungere da cassa di risonanza.

Le malelingue potrebbero accusarvi di essere autoreferenziali o schierati politicamente, come controbattereste in tal caso?

Siamo ancora storditi da quanto accaduto e stiamo facendo del nostro meglio per riuscire a dare qualcosa alla nostra comunità. Inevitabilmente si potranno fare degli errori e delle valutazioni non corrette. Chi vuole contribuire è bene accetto, anche con critiche costruttive. Per il resto, non ci sono né tempo né energie da dedicare alle polemiche sterili.

Per quale periodo è previsto il concerto?

Speriamo di riuscire ad organizzare il tutto in autunno.

Progetti futuri?

Come hai giustamente detto siamo in fase embrionale. Il nostro obiettivo ora è darci una struttura per riuscire in questo progetto, che speriamo sia il più grande e inclusivo possibile. Per il futuro sarebbe splendido riuscire a dare continuità, affinché questo dramma non venga dimenticato e il 12 luglio 2016 non diventi una data vuota significato.


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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.