Lunedì 11 maggio il Presidio di Riabilitazione “A. Quarto di Palo e Mons. G. Di Donna” ha riaperto, gradualmente, i battenti. Un servizio sanitario-assistenziale di primissimo livello che si avvale della supervisione di Padre Francesco Prontera, della direzione medica del prof. Vito Santamato e del responsabile della sicurezza ing. Nicola Lullo Proprio ai Dott. Santamato e Lullo abbiamo rivolto qualche domanda.

Prof. Santamato, quanto è importante la riapertura del
Presidio di Riabilitazione “A. Quarto di Palo e Mons. G. Di Donna”?

La riapertura del nostro Presidio di Riabilitazione rappresenta un grande traguardo, in quanto consente la prosecuzione, seppur graduale, del percorso riabilitativo intrapreso. L’utenza trattata, proveniente da tutta la provincia BAT, e in più larga scala da tutto il nord barese, abbraccia numerose branche, quali, a titolo esemplificativo, la neurologia, la neuropsichiatria infantile, la fisiatria, ragion per cui è fondamentale fornire il nostro supporto anche a tutti quei pazienti non indifferibili di terapia, cioè a tutti coloro che in questo periodo di quarantena non hanno avuto la possibilità di usufruire delle nostre prestazioni riabilitative.

Trattandosi di una struttura accreditata con il servizio sanitario regionale, in cosa dovrebbero essere più presenti le Istituzioni in una contingenza come quella determinata dalla pandemia?

Noi siamo preparati e pronti ad affrontare il nostro lavoro adottando tutte le misure precauzionali necessarie. Questo significa sperimentare anche nuove tecniche riabilitative, come ad esempio terapie a distanza, ma spesso è fondamentale per i nostri utenti la  prestazione riabilitativa in presenza, che ovviamente richiede l’adozione di dispositivi di protezione integrativi rispetto agli ordinari. Ciò pone alcuni problemi non secondari che riguardano l’approvvigionamento oltre ai costi elevati che i dpi hanno raggiunto. Si pensi all’enorme numero di dispositivi, molti dei quali monouso, di cui quotidianamente abbiamo bisogno. Pertanto, un supporto istituzionale potrebbe essere quello di favorire l’approvvigionamento a costi per lo meno calmierati dei dpi.

Leader del settore, da decenni, il Presidio “A. Quarto di Palo e
Mons. G. Di Donna” si è contraddistinto per l’efficacissimo supporto domiciliare ai pazienti. Data l’inevitabile vicinanza fra
fisioterapista e degente, quali accorgimenti state apportando in
termini di distanziamento sociale e DPI?

Il trattamento domiciliare rappresenta un servizio fondamentale e necessario per i nostri utenti. Il Presidio di riabilitazione ha da subito adottato un protocollo anti contagio covid-19, che prevede, tra gli altri, specifiche istruzioni operative per i trattamenti riabilitativi domiciliari, e che tiene conto dell’inevitabile difficoltà a rispettare la distanza interpersonale. Esse prevedono innanzitutto un triage telefonico informativo e i corretti comportamenti da rispettare prima, durante e dopo il trattamento. Chiaramente è previsto l’inevitabile utilizzo dei dpi, che riguardano la protezione delle vie respiratorie, degli occhi, del corpo e delle mani (mascherine, visiere, camici, guanti…).

Ing. Lullo, da responsabile della sicurezza del
Presidio di Riabilitazione, come intende ottimizzare la gestione degli spazi in uffici e reparti?

Il protocollo adottato ha previsto una serie di misure precauzionali per una razionale gestione degli spazi che dovrà essere contingentata, evitando assembramenti. Le attività, sia amministrative che riabilitative, vengono eseguite in locali adeguati, in grado di garantire un corretto distanziamento interpersonale e una buona areazione. Alcune attività sono state rimodulate al fine di consentire un adeguato distanziamento.

All’interno del complesso sono previsti divisori in vetro o
plexiglass per garantire la dovuta sicurezza fra addetti al lavoro,
personale medico e pazienti?

Le attività esercitate nel nostro Presidio non sempre garantiscono il distanziamento interpersonale, pertanto si è proceduto all’adozione di nuove misure preventive. Esse riguardano ad esempio la riorganizzazione delle modalità di espletamento dei servizi, il già citato utilizzo dei dpi, procedure per l’accesso.  Oggi per chiunque entri nel Presidio è prevista la rilevazione della temperatura corporea, triage informativo, utilizzo della mascherina e del gel per l’igiene delle mani. Sono anche stati predisposti elementi di separazione o indicazioni per far mantenere le distanze.

Anziani e disabili affetti da gravi patologie saranno monitorati più da vicino?

L’attenzione del Presidio è da sempre massima per tutti gli utenti. Chiaramente un’attenzione particolare l’hanno ricevuta, specialmente durante il periodo di lockdown, i casi indifferibili e ritenuti più urgenti. Ora gradualmente le nostre attività stanno tornando alla normalità, ma sempre con la massima attenzione.

Un’ultima curiosità: ci sarebbe motivo di preoccupazione per il cittadino che volesse affacciarsi alla riabilitazione e alla cura di sé, dopo l’immane tragedia del SarsCov2?

La riapertura del Presidio è stata effettuata solo dopo aver adottato un rigido protocollo di sicurezza interno. L’obiettivo primario che ci si è posti è stato quello di coniugare la prosecuzione delle attività con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Il tutto a tutela di chiunque: operatori, utenti e fornitori. Pertanto la preoccupazione è lecita, ma da parte del Presidio e di tutti gli operatori, c’è stata sin da subito la disponibilità a riattivare i servizi, adottando e rispettando tutte le misure precauzionali necessarie a contrastare il contagio. A tal proposito comunque, in questi primi giorni di riapertura, si è avuto un buon riscontro. Peraltro, nei giorni scorsi di chiusura, parecchi utenti s’informavano sulla riapertura.


Articolo precedenteLeggere leggère lettere
Articolo successivoEzio, l’uomo senza tempo
Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.