Un pomeriggio di ordinaria follia

Ieri sono andato al mio solito distributore di benzina. Esco dalla macchina e vedo un uomo di una quarantina d’anni insultare e schiaffeggiare una donna, che piange. Poi le strappa il cellulare dalle mani, s’infila il casco, sale su una moto molto lussuosa e va via, sempre urlando.

La donna è terrorizzata; la invito ad entrare nel bar, beve un sorso d’acqua e mi racconta. In pochi minuti avevo a disposizione nome, cognome e numero telefonico del nostro eroe, che, stando a quello che mi è stato detto, sarebbe un cocainomane convinto e ben fornito.

La donna continua a piangere. Ha poco tempo perché sta andando al lavoro. Le chiedo se vuole essere accompagnata dai Carabinieri o dalla Polizia a sporgere denuncia, visto anche il furto del cellulare, che non è cosa da poco.

La donna tentenna, poi decide di non fare nulla. Ha paura di molte cose, anche di danneggiare quell’uomo. Mi ringrazia e se ne va piangendo.

Sono ignorante in fatto di diritto penale, ma mi sono sentito in dovere comunque di andare dai Carabinieri a raccontare il fatto.

Il piantone mi descrive sconsolato il degrado a cui assiste quotidianamente a Barletta. Poi mi spiega che l’unica persona che può sporgere denuncia è la vittima dell’aggressione. Punto.

Dico a me stesso: la violenza sulle donne è un reato ben facile da aggirare. Ci sono mille escamotages e cavilli.

Poi mi domando e lo chiedo ai lettori di Odysseo: si applica lo stesso criterio ai bambini? Nel senso che se un piccolo subisce violenza l’unico che può sporgere denuncia è l’esercente la patria potestà?

Non sono un esperto di diritto ma sono convinto che chi commette un reato danneggia non solo privatamente, ma pubblicamente; danneggia l’intera società con il suo esempio e quindi chiunque dovrebbe avere il diritto/dovere di intervenire e promuovere l’azione.

Il De officiis di Cicerone e I doveri dell’uomo di Giuseppe Mazzini andrebbero liberati dall’oblio in cui sono caduti.

Un pomeriggio di ordinaria follia.


Articolo precedenteMarrakech
Articolo successivoIl mare accessibile
Sono nato a Barletta nel 1956; ho insegnato Lettere per 23 anni e sono stato dirigente scolastico dal 2007 al 2023. Mi sono dedicato allo studio di vari aspetti della storia locale e sono membro della Società di storia patria per la Puglia; ho censito, trascritto e tradotto le epigrafi di Barletta. Per i tipi della Rotas ho pubblicato il romanzo-saggio “Ricognizioni al giro di boa”. Da molti anni mi interesso di religioni (specialmente il Buddhismo Mahayana) e di dialogo interreligioso. Ho avuto la fortuna di avere tre figli e ora di essere anche nonno! Da settembre 2023 sono in pensione: si dice tecnicamente "in quiescenza" ma è un po' difficile fermarsi. Gioco a tennis, mi piace molto viaggiare e credo molto nel lifelong learning. Sono stato cooptato in Odysseo da Paolo Farina :) e gli sono grato per avermi offerto uno spazio per parlare di scuola (e non solo) fuori dall’ambito formale/ istituzionale.