La normalità che sa di straordinario

C’è un luogo, tra le onde tranquille della Riviera delle Palme, dove l’estate non è solo sinonimo di vacanza, ma diventa simbolo di comunità, dignità, ascolto. Si chiama “Spiaggia Libera Tutti” e non è una semplice porzione di arenile attrezzata: è un progetto dal forte valore umano e civico, una scelta concreta per rendere il mare accessibile davvero a tutte e tutti. A San Benedetto del Tronto e Grottammare, ogni estate prende forma una piccola rivoluzione silenziosa, fatta di passerelle sulla sabbia, sedie da mare speciali, lettini accessibili e sorrisi sinceri. Non si tratta solo di strutture, ma di relazioni, di presenza, di empatia.

La “Spiaggia Libera Tutti” nasce nel giugno 2021 su iniziativa della Croce Rossa Italiana – Comitato di San Benedetto del Tronto, grazie alla visione coraggiosa e determinata della presidentessa Anna Giuseppina Mandolini. Inizialmente pensato per rispondere a esigenze concrete e sentite da famiglie e associazioni del territorio, come “Michele per tutti” e “Stella di Mare”, il progetto ha poi trovato una sponda istituzionale nell’amministrazione comunale, inserendosi nel più ampio quadro del programma regionale “Marche for All”, promosso da Andrea Sanguigni, responsabile dei servizi sociali, con il pieno sostegno del sindaco Antonio Spazzafumo. Tuttavia, il cuore pulsante di questo progetto resta la Croce Rossa, che ne ha custodito il valore originario, neutrale e civile, non politicizzato, ma ancorato ai principi fondamentali dell’umanità e della neutralità. Le postazioni attualmente operative sono tre: due a San Benedetto del Tronto, tra le concessioni 42-44 e 107-108, e una a Grottammare, in zona Ischia presso la concessione S3. Ogni giorno, dal 15 giugno al 15 settembre, queste aree diventano teatro di una vera esperienza inclusiva, presidiata da personale CRI composto da dipendenti, operatori socio-sanitari, OPSA e volontari formati nelle manovre di primo soccorso, compreso massaggio cardiaco e ventilazione assistita con Ambu. Ogni postazione è dotata di strumenti per la rilevazione dei parametri vitali, presidi sanitari, sedie da mare tipo JOB o SOFAO, passerelle che arrivano fino al bagnasciuga, docce calde e bagni accessibili. I lettini, più alti della norma, facilitano il trasferimento degli utenti con disabilità motorie o temporanee.

Il progetto, totalmente pubblico, è ad accesso libero e gratuito, senza necessità di prenotazione. Nessuna barriera, né architettonica né burocratica. Chi arriva, trova accoglienza. Questo principio di apertura è fortemente voluto dalla coordinatrice Donatella Milizia, responsabile della governance del progetto, che fin dal primo giorno ha chiarito che questa non è una spiaggia per “disabili”, ma una spiaggia per tutti. Nessuna ghettizzazione, nessun recinto: la diversità non è separata, ma integrata, accolta, vissuta. A “Spiaggia Libera Tutti” convivono famiglie con bambini, persone anziane, turisti, residenti, utenti con disabilità, infortunati, persone con fragilità fisiche, psicologiche o temporanee. Tutti insieme, senza distinzione.

In più occasioni, la CRI ha messo a disposizione un’ambulanza per accompagnare persone con gravi difficoltà motorie dalla propria abitazione fino alla spiaggia. Donatella Milizia racconta con orgoglio di una signora novantenne che, grazie a un sollevatore speciale acquistato con fondi del Comitato, è riuscita a scendere per la prima volta dopo anni le scale del suo palazzo e festeggiare il compleanno in riva al mare. Gesti piccoli, ma che parlano di una missione profonda, sentita. Una missione che non si esaurisce nell’offerta di un servizio, ma che vive nella scelta quotidiana di “stare dalla parte delle persone”, come ama dire Donatella.

La presenza della Croce Rossa in spiaggia va ben oltre il presidio sanitario: i volontari accolgono, accompagnano, ascoltano. La loro presenza è discreta ma costante, fatta di gesti semplici e di attenzioni che non si insegnano, ma si coltivano nel cuore. Si occupano della sanificazione degli ausili, della pulizia dei bagni, della gestione della spiaggia, mantenendo sempre un tono umano, rispettoso, empatico. Chi arriva trova mani pronte ad aiutare, ma soprattutto volti sorridenti che rassicurano. Non c’è fretta, non c’è freddo distacco professionale: c’è presenza vera, calorosa, autentica. Ogni estate, sono centinaia gli utenti che beneficiano di questo servizio. Nel 2024, la sola Grottammare ha accolto quasi mille persone. Ma i numeri, pur eloquenti, non bastano a raccontare il senso profondo del progetto. Dietro ogni cifra c’è una storia: quella di chi ha fatto il primo bagno dopo anni, di chi ha superato una paura, di chi ha semplicemente ritrovato un po’ di normalità. Le famiglie del territorio hanno risposto con entusiasmo crescente, tanto che si pensa a future iniziative collaterali, come letture ad alta voce, attività ludiche e momenti di socialità inclusiva. Perché “inclusione” qui non è uno slogan, ma un’esperienza concreta e quotidiana.

Le strutture, seppur semplici, sono state pensate con cura: 7 ombrelloni a San Benedetto centro, 6 a Porto d’Ascoli (in via San Giacomo, dietro l’edicola) e 3 a Grottammare. Gli ombrelloni sono grandi, i lettini comodi, le aree d’ombra ampie. Ogni cosa parla di attenzione, rispetto, dignità. Eppure, manca ancora qualcosa: nel territorio non sono presenti sufficienti strutture alberghiere accessibili, un punto dolente che frena le possibilità di accoglienza turistica a lungo termine. Esiste un’altra struttura privata, “La Isla”, che offre servizi simili, ma con accesso a pagamento e gestione differente. “Spiaggia Libera Tutti” invece rimane un progetto pubblico, gratuito, fondato sulla volontà di non lasciare indietro nessuno. Il successo di questa iniziativa risiede proprio in questo equilibrio tra sostegno pubblico, coinvolgimento del terzo settore, e assenza di bandiere politiche. Il Comitato CRI di San Benedetto del Tronto ha sempre tenuto saldo il timone dell’autonomia, garantendo un servizio pubblico, aperto, neutrale, senza propaganda. E i risultati si vedono, si sentono, si vivono. Ogni giorno, tra le onde e la sabbia, prende forma un piccolo grande esempio di civiltà.

E se si chiede ai volontari cosa li spinga a tornare ogni estate sotto quei gazebo, la risposta non è nei rimborsi o nei turni. È in quel sorriso, il primo vero “servizio” che riceve chi arriva: un sorriso che non giudica, che accoglie, che dice “ci siamo”. Un sorriso che sa di casa, di rispetto, di umanità. Un sorriso che è diventato il volto più bello dell’inclusione. E mentre le stagioni passano, la “Spiaggia Libera Tutti” continua a crescere non solo come progetto, ma come comunità. Ogni estate porta con sé nuovi volti e storie che si intrecciano con quelle già conosciute, creando una rete fatta di relazioni autentiche. I volontari, spesso giovani alla loro prima esperienza di servizio, imparano sul campo cosa significhi accogliere davvero, mentre gli utenti, con i loro sorrisi e i loro racconti, restituiscono senso e motivazione a ogni gesto compiuto. Si crea così un circolo virtuoso in cui ognuno dà e riceve, secondo le proprie possibilità e bisogni, senza mai sentirsi un peso o un ospite indesiderato.

Il progetto, pur avendo basi solide e una gestione esperta, è ancora in espansione. La Croce Rossa Italiana, guidata da Anna Giuseppina Mandolini per l’organizzazione quotidiana, continua a investire non solo in termini economici — come dimostra l’acquisto di ausili innovativi come il sollevatore per le scale — ma soprattutto in termini di visione. Una visione che guarda al futuro, con l’idea di fare rete con altre realtà, di creare eventi collaterali, di formare sempre più volontari capaci non solo tecnicamente, ma anche e soprattutto umanamente. Perché è questo l’aspetto che più colpisce chi frequenta queste spiagge: non solo la qualità dei servizi, ma il calore umano che si respira. È questa la vera forza del progetto: unire l’efficienza operativa alla capacità di ascolto e alla volontà di costruire un luogo dove nessuno debba chiedere “posso?”, ma dove la risposta sia già scritta nel gesto di un volontario che tende la mano. In un’Italia che spesso fatica a garantire i diritti fondamentali, “Spiaggia Libera Tutti” si presenta come un modello replicabile, capace di tradurre l’astratto concetto di inclusione in realtà quotidiana. E in fondo, è proprio questo che conta: non costruire cattedrali nel deserto, ma creare luoghi vivi, accoglienti, in cui ogni persona possa sentirsi parte, e non ospite. Un esempio silenzioso ma potente di cosa significhi davvero prendersi cura della propria comunità.


FontePhotocredits: Yuleisy Cruz Lezcano
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Yuleisy Cruz Lezcano nata a Cuba, vive a Marzabotto, Bologna. Lavora nella sanità pubblica, laureata in scienze biologiche e con una seconda laurea magistrale in scienze infermieristiche e ostetricia, presso l’Università di Bologna. Ha pubblicato diciotto libri a seguito di riconoscimenti e premi in concorsi. Due dei libri pubblicati sono in spagnolo/italiano e il penultimo in spagnolo/ portoghese è stato pubblicato in Portogallo. Si occupa di traduzioni in spagnolo, facendo conoscere poeti italiani in diverse riviste della Spagna e del Sudamerica e, in modo reciproco, facendo conoscere poeti sudamericani e spagnoli in Italia. Collabora con blogs letterari italiani, di America Latina e di Spagna. La sua poesia italiana è stata tradotta in francese, spagnolo, portoghese, inglese, albanese.